Changing Society, Generalità, varie -  Redazione P&D - 2014-02-06

IL BAMBINO CHE MANGIAVA CIOCCOLATA - Giuseppe FEDELI

Mi piace la cioccolata, e non immaginate quanto. La cerco giorno e notte, mentre voi badate alle vostre cose.

E non soltanto la cioccolata. Amo mangiare, far mio tutto ciò che è opulento, ghiotto, ricco di ingredienti succulenti. E intanto il mio corpo lievita.

…sto studiando, per cortesia non m"interrompere, continua a guardare la videocassetta…se vuoi ne metto un"altra, il documentario sulla fauna degli abissi marini… anch"io non ho tempo di badare a te, sono zeppo di lavoro, l"agenda trabocca d"impegni, fra poco ho un altro appuntamento, l"ennesimo appuntamento della giornata…non mi chiedere per favore se è vero che uno più uno fa due, su, è talmente logico… Logico, è facile dirlo a chi ha una logica di questo tipo. E" stato sempre così, da quando ero in fasce. Non so se da parte vostra vi sia stato un rifiuto. Sono stato sempre, è vero, un po" particolare, ma ricordo la leggerezza e le luci opalescenti che filtravano dal mondo quando ero una cosa con te, mamma… Non te ne andare, mia principessa, ho paura che te ne vada un"altra volta, tu pure alla volta dei tanti impegni che costellano, scandendone i ritmi, la tua giornata, e mi lasci solo in questo casa che, con me dentro, assomiglia a un museo dalle occhiaie vuote spaventose….le suppellettili mi guardano torve…talvolta le mura sembrano volersi chiudere su di me, e schiacciarmi… Ma, se proprio lo desideri, va" pure, tanto so arrangiarmi da solo, so cavarmi d"impaccio come sempre me la sono cavata anche quando i fantasmi più cattivi e spietati mi braccavano lasciandomi senza respiro. E sai cosa farò? mi dedicherò al mio hobby preferito, l"arte gastronomica, e, sfruttando i più moderni ritrovati della tecnologia, farò un dolcetto coi fiocchi…così colmando, si fa per dire, la mia inguaribile solitudine, il mio vuoto a perdere. Si, è vero: mangio per non pensare. Ovvero, abbuffandomi, sazio la mia fame d"amore, colmo quelle voragini spaventose in fondo alle quali voi non avete mai avuto il coraggio – o forse la viltà - di guardare, perché così facendo vi sareste persi in meandri innominabili, senza riuscire più a venirne fuori. Così dovendo per forza rinunciare al vostro insaziabile egotismo. Ma voi non avete mai capito, o fingete di non capire, che questa è fame d"amore. Voi continuate a coltivare le vostre ambizioni, cavalcando il sogno dorato della carriera e dell"essere glamour, e mi avete lasciato da parte, come un intruso. Adesso sono arrivato a pesare non oso dire quanto. Che vergogna. Non tanto per me, quanto per voi, notabili laureati.

…lasciami dormire, per favore, la casa di montagna serve per riposare e rinfrancare le energie consumate…gioca tu se vuoi, io non ne ho voglia…su, dai retta alla mamma, anch"io sono esausto, a cavallo ci andremo, e la bicicletta l"ho lasciata in soffitta, la faremo aggiustare prima o poi…devo inoltre completare un lavoro che mi lancerà nell"Olimpo dei VIP, vacci da solo a fare la passeggiata, sei o non sei autonomo?…e poi c'è la partita in TV...

Autonomo: ma da chi, da che cosa? E voi forse lo siete, chiusi nel vostro insanabile autismo pseudomondano e cool? Sognavo la tua mano, papà, che stringesse la mia e mi lanciasse a perdifiato sui prati verdi dove la linea dell"orizzonte scompare inghiottita dall"Infinito… il risveglio all"aurora nel nido caldo di respiri… quegli abbracci che, non so perché, mi avete lesinato, quei baci che non mi avete dato… e tu, mamma… ti ho incoronato nei miei sogni e nelle fantasie come la regina delle regine, principessa di un reame incantato, madre e sposa di questo figlio che ora rappresenta quasi una sconfitta per voi, il fio da pagare per una colpa che insistete ad esorcizzare, attribuendola a chi di nulla può essere rimproverato, se non di essere catapultato in questo mondo beffardo e vile… Sognavo l"amore, e continuo a sognarlo, nelle mie notti e nelle scorribande che faccio ad occhi aperti, quando vi vedo assopiti e anche quando mi sgridate, cercando di riportarmi sulla"retta via"… come se dipendesse da me questa bulimia che mi consuma giorno dopo giorno…poi, puntuale ogni giovedì, via al corso sull"autostima… ma che pena… uscire dallo psic e vagare da soli per le strade del corso, alla ricerca di un"anima con cui scambiare due parole… ma io non ne sono capace, mi vergogno, credo sempre di non essere all"altezza… perché non parlate mai con me?...non "percepite" le mie domande mute, i miei lancinanti perché…? Che cosa ho di diverso?...

Quando vi accorgerete che ormai è troppo tardi…, allora, come scrisse un grande poeta, se non sbaglio Leopardi, allora sconsolati vi volgerete indietro…ma sarà tardi.

Non dovrò essere io ad accorgermi, ma voi a dovervi guardare in faccia l"un l"altro, e stilare il conto del dare e dell"avere. Affari vostri, ma soprattutto miei.

Intanto, per sopravvivere a questo abisso di solitudine, mangio pane e cioccolata. E non solo.

P.S.

Credono di tacitare la loro coscienza sommergendomi di messaggini e tempestandomi di telefonate, così riescono in qualche misura ad essere "presenti". Li lascio fare, anche se spesso mi arrabbio, d"altronde non hanno detto che sono autonomo? E allora a che pro essere importunato ogni mezz"ora quando loro non ci sono? La verità è che non sanno che ho còlto di questa vita grama molto più di quanto loro, menti illuminate, s"illudono di aver capito.



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