Legislazione e Giurisprudenza, Obbligazioni, contratti -  Michela del Vecchio - 2017-03-17

Il buon governo dei principi giurisdizionali – Cass 6844/17 - Michela del Vecchio

La valutazione dei fatti da parte del Giudicante facendo un buon governo dei principi giurisdizionali non consente un esame in sede di legittimità della decisione adottata in quanto fondata su argomentazioni prive di vizi logici.

Recentemente ho letto una decisione della Suprema Corte (sentenza 6844 del 16 marzo 2017) che, regolamentando una controversia in tema di risoluzione contrattuale e risarcimento danni per inadempimenti, in diversi passaggi testualmente affermava: " La Corte distrettuale, nell'adeguarsi al principio statuito da questa Corte, ha valutato i fatti facendo buon governo delle norme e dei principi applicabili in ipotesi e fondando la propria decisione su congrue argomentazioni immuni da vizi logici denunciabili e rilevabili in questa sede".

Il buon governo dei principi giurisdizionali è un principio ripetuto, per quanto consta alla scrivente, anche in altre pronunce giurisdizionali soprattutto ove si verte in tema di risarcimento del danno patrimoniale e non.

La fattispecie in considerazione della quale, con la recente sentenza del 16 marzo 2017, la Suprema Corte ha ripetuto il principio suddetto attiene alla risoluzione di contratti permuta e di appalto e conseguente liquidazione del danno da inadempimento.

Su tale fattispecie la Corte aveva già espresso il proprio principio di diritto cui avrebbe dovuto uniformarsi, in sede di rinvio, la Corte distrettuale richiamando in tale principio i principi di ermeneutica contrattuale e chiedendo di valutare la volontà espressa dalle parti ai sensi dell'art. 1366 c.c.

Ebbene, secondo la Corte di Cassazione, proprio la compiuta applicazione del principio di buona fede contrattuale nella valutazione, all'interno della fattispecie contrattuale, dell'interesse dei contraenti alla conclusione e, quindi, al successivo adempimento, importa una corretta applicazione o, come sopra precisato, il buon governo dei principi giurisdizionali: locuzione che appare codificare un'altra regola di ermeneutica contrattuale che affianca i criteri del diritto civile e si pone come paradigma dell'interpretazione e dell'effettività stessa della tutela contrattuale.

Il reiterarsi della locuzione, indiscutibilmente, prova l'oramai acquisizione della stessa fra le coordinate ermeneutiche caratterizzando la discrezionalità stessa del Giudicante e privando il decisum della discutibilità in sede di legittimità



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