Changing Society, Intersezioni -  Pant√® Maria Rosa - 2015-09-27

IL CASTAGNO – Maria Rosa PANTÉ

Non voglio scrivere qui del problema profughi, che già dire problema è un giudizio inutile e fuorviante.

Mi correggo. Non voglio scrivere qui delle persone, ogni persona una storia, che cercano in Europa rifugio. Ora voglio scrivere dell'autunno e della grande saggezza dei castagni. E dell'ascolto che dobbiamo dare al loro insegnamento.

Il castagno

Rotolano i ricci, che custodiscono
le castagne, giù per i pendii: tondi
sono proprio per rotolare. Tentano
di frenare con le loro infinite
zampette irsute. E tonfano
dai rami più alti, volano al suolo
senza tradire paura. La loro
perfezione è questa e un poco aprirsi
come dare alla luce le sorelle:
tre castagne luminose tremanti,
aggrappate le une alle altre, aggrappate
al riccio, che - pensano - le ha tradite,
nel metterle al mondo e mostrarle al mondo.
Raccolgo le castagne sul sentiero
e piano forzo i ricci,
tra noi è pattuito
che si difendano e le dita pungano
se maldestra li tocco.
Tra noi è pattuito
che io lasci delle tre una sorella
sul sentiero perchè sia della terra,
dell'animale selvatico e dia
frutti. Lascio la più piccola: ancora
non sono troppo generosa. Ancora
non ho la forza grande del castagno
che svetta e suona alla brezza d'autunno.



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