Changing Society, Opinioni, ricerche -  Sisto Patrizio - 2014-02-09

IL CIELO STELLATO SOPRA DI ME E LA LEGGE MORALE IN ME – Patrizio SISTO

A volte in un momento di distrazione che semplicemente capita succede, soprapensiero, di cogliere con un imprevisto sguardo d"insieme accostamenti tra fatti, vicende e fenomeni solitamente considerati, nel regime di funzionamento ordinario della psiche, ognuno in un separato e ben distinto cassetto percettivo e mentale.

Si provi a questo proposito a fare un piccolo, semplice esperimento visivo: aprire on line la home page di un quotidiano nazionale tra i più noti e osservare, lasciandosi trasportare dalle sensazioni emergenti, la porzione del lay out centrale dedicata alla cronaca e alla politica, e subito dopo quella laterale dedicata invece solitamente alla scienza e alla tecnologia. Si provi a stare qualche momento in una condizione di attenzione fluida, per vedere cosa emerge in termini non solo di contenuto, ma anche di connotazioni, come si dice in semiotica: cioè dando spazio a quel bagaglio di implicazioni simboliche ed emozionali associate su un piano ulteriore, di secondo grado, ai contenuti stessi nella loro specificità tematica.

Ebbene, può allora accadere che balzi in primo piano un contrasto profondo nelle sensazioni che se ne ricavano. Consideriamo una giornata fra le altre, che mette in evidenza in modo netto la contrapposizione di mondi che emerge.

Da un lato, quello del mondo scientifico e tecnologico, si delineano via via figure dotate di una algida e implacabile, verrebbe da dire, aura di perentorietà e univocità proprie dei progressi raggiunti e delle ricadute annunciate sulla vita quotidiana dell"uomo. Citiamo, trascegliendo fra le altre, la casa che diventa intelligente grazie ai progressi della domotica con l"introduzione di termostati magici prodotti in sinergia con google, o il teletrasporto delle mani per cui sui tablet si materializzano i gesti per spostare un oggetto a distanza, o anche le nuove molecole cerebrali dotate di proprietà calmanti, che eliminano lo stress a costi zero. Si tratta di un semplice campione casuale, beninteso.

Dall"altro, quello della cronaca sociale e politica, assistiamo invece a una rassegna di notizie relative a irrisolte conflittualità, tradimenti, vertenze contrattuali guidate da giochi di potere aspre che sfociano nell"aggressività verbale e fisica (sul modello mors tua vita mea), denunce che scoperchiano complessi ricatti e scambi di favore sottobanco, soprusi che ledono senza pudore i diritti umani di base, fino ai cataclismi naturali, spesso comunque favoriti dall"operato umano.

Infine, in una sorta di perversa sintesi dialettica, ci si può imbattere in uno scenario estremamente contraddittorio che proviene dall"india. Questa la notizia: "Bangalore è la capitale dell"informatica, l"altra faccia della medaglia sono sfruttamento e povertà dilaganti".  E la Cina indubbiamente sarebbe un serbatoio significativo di esempi analoghi, se le notizie provenienti di là avessero più spazio.

L"effetto che insorge nel lettore è insomma quello di un contrasto stridente per cui da un lato si staglia un"atmosfera autoreferenziale, quasi anodina, algida, mentre dall"altro si agita un enorme calderone ribollente di emozioni, conflitti, asperità, che spaziano dalle passioni più elevate (poche per la verità, perlomeno quelle che assurgono alle prime pagine) alle espressioni più basse degli istinti nella loro perversione e violenza, che tendenzialmente suscita (fatta salva l"assuefazione) reazioni di ogni genere, lasciando una scia di turbamento nell"ipotetico lettore.

Viene da pensare allora che forse oggi la celebre contrapposizione enunciata da Kant fra "il cielo stellato" che sta sopra di noi e la "morale" che è in noi potrebbe essere riletta alla luce delle trasformazioni dell"epoca moderna, mosse primariamente -e secondo alcuni esclusivamente- dalla scienza e dalla tecnica. Che poi questa contrapposizione si possa risolvere o perlomeno comporre rimane probabilmente una questione più che mai aperta. Aperta su un crocevia su cui indubbiamente da un lato campeggia la freccia che indica l"inquietante mondo nuovo, con i suoi toni apocalittici di felice regolamentazione sociale e appiattimento delle pulsioni di libertà e affettività, così ben descritto profeticamente da Aldous Huxley. Ma è una contrapposizione che, probabilmente, potrebbe esser ripensata in modo più fruttifero e capace di aprire spiragli differenti in questa fase storica, se si sostituisse alla freccia che indica la direzione di una astratta legge morale quella piuttosto di una convivenza consapevole con le emozioni e le passioni dentro di noi, improntata a una pratica di coltivazione sapiente nel segno di una "opportuna misura", piuttosto che alla negazione o esaltazione fini a se stesse. Un"attitudine che si porrebbe in questo caso come possibile alternativa all"abbandono delle vicende umane sotto l"egida di uno sviluppo tecnico-scientifico ineluttabile e fulgido, a discapito di quegli affetti che pur continuano a risiedere in noi.



Autore

immagine A3M

Visite, contatti P&D

Nel mese di agosto 2020 Persona & Danno ha registrato oltre 241.000 visite.

Articoli correlati