Legislazione e Giurisprudenza, Appalti -  Santuari Alceste - 2014-06-21

IL COMUNE GESTISCE DIRETTAMENTE LILLUMINAZIONE VOTIVA – Cons. St. 2716/14 – Alceste SANTUARI

Il Consiglio di Stato, Sez. V, con sentenza 27/5/2014 n. 2716 ha statuito quanto segue:

  1. Il servizio di illuminazione votiva rientra tra i servizi pubblici locali a rilevanza economica e a domanda individuale.
  2. tale servizio, essendo strettamente collegato ai servizi cimiteriali, è stato da sempre attratto nella relativa disciplina: preme evidenziare, al riguardo, che i cimiteri, infatti, ove appartenenti ai comuni, costituiscono demanio pubblico ai sensi dell'art. 824 c. 2 cod. civ. e la relativa costruzione, manutenzione e i servizi correlati individuano spese fisse obbligatorie dei comuni già ai sensi dell'art. 5 comma 1 lettera c) n. 14) del r.d. 14 settembre 1931, n. 1175, e poi dell'art. 91 comma 1 lettera c) n. 14 del r.d. 3 marzo 1934, n. 383;
  3. si tratta, dunque, a giudizio di Palazzo Spada, di un particolare servizio pubblico per il quale non è mai stata posta in discussione la facoltà del comune della gestione diretta;
  4. qualora, ovviamente, la scelta non ricada sull"autoproduzione, il comune dovrà preoccuparsi di esperire una gara pubblica, nell'ipotesi di esternalizzazione del servizio mediante affidamento a terzi;
  5. la esternalizzazione normalmente avviene a mezzo concessione, attesa la preordinazione dell'attività a soddisfare in modo diretto esigenze proprie di una platea indifferenziata di utenti;
  6. l'abrogazione referendaria dell'art. 23 bis del d. l. n. 112 del 2008, inteso come disposizione che tutelava la concorrenza e non come mera disciplina dei servizi pubblici locali, ha ritenuto il Tar, ha reso "puramente dialettica la diatriba sui limiti delle forme di gestione dei servizi pubblici locali, sicché deve ritenersi acclarata la legittimità della internalizzazione, essendo venuto meno il principio con tali disposizioni perseguito della eccezionalità della gestione diretta o in economia per la gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica.;
  7. trova, invece, applicazione la disciplina comunitaria che consente agli stati membri di prevedere con determinate cautele la gestione diretta del servizio pubblico da parte dell'ente locale;
  8. in quest"ottica, come nel caso di specie, un'autorità pubblica può adempiere ai compiti di interesse pubblico ad essa incombenti mediante propri strumenti senza fare ricorso ad entità esterne e che tale modalità non contrasta con la tutela della concorrenza poiché nessuna impresa viene posta in una situazione di privilegio rispetto alle altre;
  9. per questi motivi, il Consiglio di Stato ha respinto l"appello presentato contro la sentenza del Tar Toscana che aveva ritenuto legittima la gestione in economia da parte del Comune di Piombino
  10. la società ricorrente lamentava la sottrazione del servizio di illuminazione votiva al mercato e alla libera concorrenza attraverso un"operazione di internalizzazione, operazione ritenuta in palese violazione della disciplina di cui all"art. 23 bis del d.l. n. 112/2008, al tempo vigente;
  11. in ultima analisi, i giudici di Palazzo Spada, richiamando diverse sentenze della Corte Costituzionale (cfr. sentenze n. 199 del 2012, n. 24 del 2011, n. 325 del 2010 quest"ultima con riferimento al modello dell"affidamento in house), hanno richiamato i limiti rivenienti dalla disciplina comunitaria, evidenziandone l"indole meno stringente rispetto a quelli enucleabili dalla disciplina statale di cui all"art. 23 bis del d. l. n. 112 del 2008, implicitamente riconoscendo la compatibilità della gestione diretta del servizio in questione anche nella vigenza dell"art. 23 bis.



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