Articoli, saggi, Urbanistica, edilizia -  Mazzon Riccardo - 2014-04-04

IL COMUNE QUALE PERSONA OFFESA NEL REATO URBANISTICO O EDILIZIO - Riccardo MAZZON

Soggetto passivo dell"illecito, ovvero, usando un linguaggio caro alla scienza penalistica, persona offesa dall"illecito, è il titolare del bene (o interesse) tutelato dalla norma violata e leso dall"illecito.

Se in ambito penale l"individuazione di tale soggetto non risulta sempre agevole, in quanto spesso i fatti-reato recano danno a più persone (ad es. un furto, oltre al possessore della cosa rubata, può pregiudicare un creditore dello stesso; un omicidio può produrre danni ai parenti dell"ucciso), con conseguente necessità di accertare l"interesse che è il vero oggetto della tutela giuridica, in ambito generale il compito dell"interprete risulta agevolato, coincidendo il c.d. danneggiato con una delle categorie dei soggetti passivi dell"illecito - cfr., amplius, "I rapporti di vicinato e le distanze legali: tutela e risarcimento" - Riccardo Mazzon - CEDAM 2013, in Collana SapereDiritto -.

In ambito penale, infatti, vi sono interessi che solo eventualmente sono pregiudicati dall"azione criminosa, ma ve ne è uno che deve essere offeso perché il reato sussista: il vero oggetto della tutela penale è l"interesse che è legato in maniera indissolubile con la nozione del reato.

Individuato tale interesse, è individuato il soggetto passivo del reato, il quale è il titolare dell"interesse medesimo: il soggetto passivo del reato, pertanto, può definirsi il titolare dell"interesse la cui offesa costituisce l"essenza del reato (così nel furto non potrà considerarsi soggetto passivo l"eventuale creditore del derubato, mentre nell"omicidio soggetto passivo è soltanto l"ucciso e non i congiunti dello stesso, i quali possono anche mancare).

Ut supra accennato, se in ambito penale il soggetto passivo del reato va distinto tanto dal soggetto passivo della condotta quanto dal danneggiato,

"la qualità di soggetto passivo del reato differisce da quella di danneggiato, posto che il primo va identificato, a differenza del secondo, col titolare dell'interesse protetto dalla legge penale. Ne deriva che la notifica del decreto di citazione a giudizio spetta al soggetto passivo e non già al danneggiato che non abbia esercitato l'azione riparatoria nel processo penale. (Fattispecie in cui è stato ritenuto che, in caso di procedimento per il mancato interramento dei rifiuti solidi, il soggetto passivo sia da ricercare nel comune quale ente esponenziale rappresentativo della collettività, essendo gli autori delle denunce solo danneggiati" Cass. pen. 11.1.83, sez. III, GP, 1984, III, 107.

in ambito generale, il soggetto passivo dell"illecito coincide con quest"ultima figura: il danneggiato è infatti definito da dottrina e giurisprudenza costanti come colui che dall"illecito ha subito un danno civilmente risarcibile, anche senza essere titolare del bene giuridico eventualmente protetto dalla norma penale; tale soggetto è titolare del diritto alla restituzione ed al risarcimento dei danni e può costituirsi "parte civile" nel processo penale; egli inoltre può intervenire nel processo penale mediante la presentazione di memorie ed indicazione di mezzi di prova (art. 90 c.p.p.); non può invece, nei casi di reati punibili a querela della persona offesa, proporre querela, in quanto tale diritto spetta al solo soggetto passivo del reato.

Soggetto passivo del reato e persona danneggiata dal reato possono, ovviamente, coincidere (ad esempio nel delitto di lesioni) ovvero risultare distinte (ad esempio nell"omicidio: soggetto passivo del reato è la persona uccisa, danneggiati saranno invece i parenti del morto, ove ci siano): entrambe le figure, in ogni caso, saranno comunque da annoverarsi tra i soggetti passivi dell"illecito.

Soggetto passivo dell"illecito può essere una singola persona fisica, anche se incapace (mai le cose e neppure i defunti), o giuridica, come lo Stato, oppure anche una pluralità di persone (ad es. nel reato di furto, soggetto passivo è il detentore della cosa rubata; nel reato di sottrazione di cosa comune, soggetti passivi sono coloro che posseggono in comune la cosa).

In base a tali circostanze, sarà possibile operare una classificazione degli illeciti in base al soggetto passivo, distinguendo:

- illeciti plurioffensivi (che ledono o pongono in pericolo non un solo bene, ma più beni diversi appartenenti a persone distinte, con conseguente pluralità di soggetti passivi);

- illeciti vaghi o vaganti (che, per loro natura, offendono un numero indeterminato di individui);

- illeciti senza vittime o senza soggetto passivo (nei quali non è facile individuare un bene giuridico "afferrabile" e ove soggetto passivo, per il fatto stesso di aver costituito normativamente l"illecito, pare essere solamente lo Stato).

Diversamente, soggetto passivo della condotta o dell"azione è la persona o la cosa su cui la condotta illecita viene ad incidere immediatamente: per tale motivo il soggetto in questione può essere considerato, più propriamente, oggetto materiale del illecito (si pensi, ad es., al caso d"illecita (fraudolenta) distruzione della cosa propria e mutilazione (fraudolenta) della propria persona, ove la persona su cui materialmente cade la condotta illecita –soggetto passivo della condotta od oggetto materiale dell"illecito - è lo stesso soggetto agente – che è anche, quindi, il soggetto attivo dell"illecito-, mentre soggetto passivo dell"illecito è l"assicuratore contro cui è diretta la frode.

Il soggetto passivo della condotta può dunque anche coincidere con il soggetto attivo dell"illecito, non potendo invece mai esservi coincidenza tra il soggetto attivo ed il soggetto passivo dell"illecito (trattasi, altrimenti, di vera e propria contraddizione in termini).

In ordine al diritto del Comune di ottenere il risarcimento del danno sia di carattere patrimoniale (spese per avviare ai danni provocati dall'illecito) sia non patrimoniale (genericamente connesso alla mancata o tardiva realizzazione dell'interesse pubblico) patito in conseguenza della costruzione originariamente abusiva, si afferma comunemente che

"le violazioni urbanistico-edilizie determinano nei confronti dell'ente comunale un danno risarcibile, atteso che incidono negativamente sull'interesse dell'ente pubblico al libero esercizio della propria posizione funzionale, così come su quello alla realizzazione del programmato sviluppo urbanistico. Trattasi di un danno a natura sia patrimoniale, qualora comporti nuovi oneri o la perdita concreta di utilità o di posizioni di vantaggio delle quali l'ente territoriale fruiva, che non patrimoniale, determinato dalla mancata o ritardata realizzazione dell'interesse pubblico" Cass. pen. 12.4.05, sez. III, n. 26121, CP, 2006, 9, 2937.



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