Legislazione e Giurisprudenza, Danno esistenziale -  Redazione P&D - 2015-01-22

il DANNO ESISTENZIALE E' UN CRITERIO DI LIQUIDAZIONE - Cass. 777/15 - Natalino SAPONE

-      Danno esistenziale

-      Posta non autonoma

-      Criterio di liquidazione

È un po' strana l'affermazione Cass. 19 gennaio 2015, n. 777/15, secondo cui "il danno esistenziale non è un'autonoma posta di danno, ma solo un criterio di liquidazione della più generale posta di danno non patrimoniale risarcibile ex art. 2059 c.c. (...)".

La S.C. ha confermato la pronuncia di merito che aveva liquidato il danno esistenziale ad un soggetto vittima di infortunio sul lavoro, ed a causa di questo ridotto su una sedia a rotelle, con perdita della capacità di procreazione e di vita sessuale, della capacità di fare sport; in sintesi, con perdita della capacità "di avere una normale vita di relazione così come gli altri suoi coetanei".

Ora, se la Corte di Cassazione vuol dire che il danno esistenziale non è autonomo rispetto al più generale danno non patrimoniale, nulla quaestio. Il danno esistenziale costituisce una species del genus danno non patrimoniale. Costituisce un ramo dell'albero non patrimoniale. Un albero del non ha bisogno di rami positivamente delineati.

Più che dell'autonomia del danno esistenziale rispetto al danno non patrimoniale, si dovrebbe discutere della sua autonomia rispetto al danno morale e al danno biologico, ossia rispetto agli altri rami dell'albero. Così come in una regione, le province possono non aspirare ad essere autonome rispetto alla regione, e però si possono creare problemi nei rapporti tra le province. È questa la situazione in cui versa la regione del danno non patrimoniale.

Non ci sono problemi di aspirazioni separatiste (autonomiste) da parte delle tre province, neanche di quella esistenziale Ci sono invece problemi di sovrapposizione/interferenza tra le province.

Che poi esista la provincia esistenziale, anche questa pronuncia lo conferma, nel momento in cui rigetta il ricorso affermando la correttezza dela decisione di merito che tale danno aveva liquidato, desumendolo dalla massima di comune esperienza, secondo cui sussiste un tale pregiudizio quando un giovane di 25 anni viene ridotto su una sedia a rotelle.



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