Legislazione e Giurisprudenza, Danno esistenziale -  Russo Paolo - 2015-10-02

IL DANNO ESISTENZIALE GODE DI SANA E ROBUSTA COSTITUZIONE – Cass. 19211/2015 - Paolo RUSSO

Danno esistenziale

Lesioni gravi e liquidazione del danno esistenziale

Non sempre, laddove sono presi in considerazione gli aspetti dinamico-relazionali, il danno biologico assorbe il danno esistenziale

Cassazione Civile, sez. III, 29 Settembre 2015, n. 19211, Pres. Russo, Rel. Scarano Un uomo rimaneva coinvolto in un sinistro stradale, subendo gravi lesioni personali.

I giudici di merito, nello stabilire il diritto della vittima al risarcimento del danno non patrimoniale, operavano tuttavia una liquidazione giudicata del tutto incongrua dal danneggiato.

Nessuna somma, infatti, era stata disposta per il danno esistenziale subìto, e ciò sul presupposto che nell"importo riconosciuto a titolo di danno biologico erano stati presi in considerazione gli aspetti dinamico-relazionali compromessi a causa del sinistro, e che, pertanto, in tale importo doveva intendersi integralmente assorbita anche la voce "danno esistenziale" ed il relativo quantum.

L"uomo pertanto è ricorso in Cassazione, e gli ermellini hanno accolto le istanze avanzate al riguardo dal ricorrente.

Secondo la Suprema Corte, infatti, è corretto evitare, nella liquidazione di un danno non patrimoniale, qualsivoglia duplicazione risarcitoria.

Peraltro, chiariscono i giudici di legittimità, vi è "duplicazione" solo quando "lo stesso aspetto (o voce) viene computato due o più volte, sulla base di diverse, meramente formali, denominazioni, laddove non sussistono in presenza della liquidazione dei molteplici e diversi aspetti negativi causalmente derivanti dal fatto illecito o dall'inadempimento e incidenti sulla persona del danneggiato/creditore".

In tutti gli altri casi, il danno esistenziale va dunque riconosciuto ed adeguatamente risarcito.

Pertanto, a prescindere dal nome assegnato dal giudice di merito al tipo di pregiudizio in questione, per esser certi di non tralasciare (e dunque di non liquidare) una importante voce come quella del danno esistenziale, sarà indispensabile valutare "unicamente il concreto pregiudizio preso in esame dal giudice" nella circostanza.

In conclusione, non è affatto detto che il danno biologico assorba sempre il danno esistenziale, sul solo presupposto di aver genericamente tenuto conto, nella liquidazione della prima delle due voci, anche gli aspetti dinamico-relazionali compromessi dall"illecito.

A conferma di tale orientamento favorevole alla liquidazione del danno esistenziale quale voce autonoma all"interno del danno non patrimoniale, occorre segnalare come tale pronuncia segua di appena una settimana, un"altra, importante sentenza depositata dalla Cassazione sull"argomento (la n. 18611/2015 del 22 settembre, già commentata su questa Rivista).

Anche in tale occasione, la vittima di gravi lesioni personali lamentava il mancato riconoscimento del danno esistenziale ad opera dei giudici di merito.

Ebbene, sul punto i giudici di Piazza Cavour hanno condivisibilmente evidenziato come per garantire un ristoro che tenga conto anche degli aspetti dinamici ed interrelazionali del pregiudizio sia del tutto incongruo il ricorso alla mera valutazione tabellare.

Appesantire il punto base, infatti, non è sufficiente, secondo la Suprema Corte, laddove si tratti di considerare la perdita delle qualità della vita della vittima di gravissime lesioni personali, la quale "vive solo attingendo alla solidarietà dei suoi cari, degli amici, dei volontari, ma che certamente possono dare un aiuto alla sopravvivenza, ma non già a rimuovere la perdita di quelle qualità personali e di partecipazione che sono chiaramente descritte nell"art. 3 della Costituzione repubblicana".

Risarcire il danno esistenziale quale voce autonoma, pertanto, non solo non significa affatto duplicare le voci di ristoro e, soprattutto, le poste risarcitorie, bensì permette di riconoscere il diritto del macroleso a ricevere un equo ristoro per la perdita della sua dignità di persona e del proprio diritto ad una vita attiva.



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