Legislazione e Giurisprudenza, Aspetti penali -  Cardani Valentina - 2014-07-09

IL DATORE DI LAVORO DEVE PREVEDERE E PREVENIRE LE DISTRAZIONI DEL DIPENDENTE - Cass. Pen, 29266/14 – V. CARDANI

In caso di infortunio sul lavoro, al fine di accertare un"eventuale responsabilità del datore di lavoro, è necessario, in primis, appurare il rispetto della normativa antinfortunistica: laddove siano riscontrate omissioni o violazioni da parte del datore di lavoro, questi è passibile di incorrere in responsabilità civili / penali se siano derivate conseguenze pregiudizievoli per il lavoratore.

Tale responsabilità può essere esclusa o comunque concorrere con la responsabilità del lavoratore medesimo che abbia tenuto non una qualsiasi condotta imprudente, bensì una condotta del tutto abnorme rispetto all"attività da svolgersi, e dunque non prevedibile e non evitabile con l"adozione di qualsivoglia misura di sicurezza.

Non è pertanto sufficiente una qualsiasi distrazione del lavoratore a configurare un concorso di responsabilità nell"accadimento del fatto.

Questi i principi affermati, sulla scorta di costante giurisprudenza, dalla pronuncia della Suprema Corte di Cassazione in commento.

In particolare, nel caso di specie, il lavoratore era stato incaricato di dipingere una piccola cappella dell"altezza di circa 4  metri. Il datore di lavoro metteva a disposizione del proprio dipendente soltanto una scala a pioli, mentre la normativa in materia di sicurezza per lavori "in quota" (art. 36bis d.lgs. n. 626/1994, oggi art. 111 d.lgs. n. 81/2008) imponeva l"uso di cavalletti e trabatelli.

Ciò di per sé è stato ritenuto sufficiente ad affermare la responsabilità del datore di lavoro anche in sede penale.

Nessuna responsabilità viceversa veniva riconosciuta in capo al lavoratore, il quale, secondo la difesa, non si sarebbe conformato alle indicazioni fornite dal proprio datore di lavoro.



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