Legislazione e Giurisprudenza, Impresa, società, fallimento -  Marena Teodoro - 2014-09-15

IL DIRITTO DI CONTROLLO DEL SOCIO DI SRL - Trib. Milano 15.07.2014 - Teodoro Marena

  1. I.                Il diritti di controllo: caratteri distintivi, legittimazione e modalità di esercizio

L"art. 2476, nell"attribuire a ciascun socio, anche se titolare di una partecipazione minima, un ampio diritto di controllo nonché un potere di esercitare individualmente l"azione sociale di responsabilità[1], rappresenta un"ulteriore conferma normativa dell"avvicinamento della società a responsabilità limitata alla società di persone.

Il diritto di controllo, che si atteggia alla stregua di un diritto inderogabile secondo certa dottrina[2], si esplica in due direzioni: l"una mediata, di informazione o controllo in senso stretto, attraverso le notizie sullo svolgimento degli affari sociali fornite obbligatoriamente, se richiesta, dagli amministratori ai soci; l"altra diretta, di consultazione o ispezione, mediante l"esame della documentazione sociale[3].

Il diritto di controllo in senso stretto ( o diritto all"informazione) conferisce al socio che non partecipa alla gestione, o ai soggetti ad esso assimilati, il diritto di ottenere dagli amministratori informazioni sullo svolgimento degli affari sociali sia nella fase iniziale della conclusione dell"affare, e prima ancora in quella delle trattative finalizzate all"affare, sia nel corso dell"affare stesso attraverso un vero e proprio monitoraggio delle operazioni, ove lo richieda. Questo potrà avvenire, anche senza particolari formalità, non solo in occasione delle riunioni sociali. In qualunque momento dell"esercizio e senza limiti di tempo, ogni socio dovrà ricevere tempestive e precise risposte dagli amministratori in ordine all"andamento della gestione.

Il diritto di consultazione dei libri sociali e dei documenti relativi all"amministrazione è certamente piu" penetrante ed efficace del controllo in senso stretto. Anzitutto, consente a ciascun socio non amministratore l"esame di ogni documento contabile, nessuno escluso, cioè non solo i libri indicati nell"art. 2478, ma anche tutti i documenti e le scritture contabili, i documenti fiscali e quelli riguardanti singoli affari[4]. Trattasi, poi, di un diritto che è esercitabile anche mediante professionisti di fiducia del socio richiedente, non essendo necessaria la presenza del socio durante il controllo esercitato dal professionista dallo stesso incaricato[5].

Il diritto di consultazione può essere esercitato in qualunque momento, nei giorni ed orari lavorativi, purchè con modalità non vessatorie per la società in applicazione del generale principio per cui le parti devono agire secondo buona fede e nel rispetto della riservatezza degli affari sociali[6].

In dottrina, poi, si è asserito che in tutti i casi in cui l"amministratore si trovi nella difficoltà di stabilire se alcune informazioni vadano fornite o meno ovvero se il socio abbia o meno il diritto di consultare determinati documenti relativi all"amministrazione, si ipotizza che l"amministratore possa instaurare un giudizio di merito avente ad oggetto l"accertamento negativo del diritto del socio ad ottenere determinate notizie[7].

Titolare dei diritti in questione è anzitutto ciascun socio che non partecipa alla gestione sociale[8]; nel caso di comproprietà di una partecipazione il diritto può essere esercitato solo dal rappresentante comune della comunione. Alla figura del socio vanno assimilate quelle del creditore pignoratizio e dell"usufruttuario, ai quali viene riconosciuta una legittimazione concorrente a quella del socio rispettivamente debitore e nudo proprietario, e quella del custode, titolare di legittimazione esclusiva in caso di sequestro.

Anche il socio receduto può esercitare il diritto di controllo sulla gestione, ma in tal caso il diritto di informazione avrà ad oggetto esclusivamente le operazioni in corso, iniziate prima dello scioglimento del vincolo sociale, non potendosi esplicare anche sulle attività societarie successive poiché si tratta di legittimazione finalizzata al reperimento degli elementi necessari per individuare il valore della partecipazione da rimborsare[9]. Analoga legittimazione deve estendersi al socio escluso[10].

Qualche perplessità pone l"ampiezza dei diritti riconosciuti dall"art. 2476 c.c. in merito all"uso delle informazioni e dei documenti acquisiti ad opera del socio richiedente, anche in considerazione del fatto che la normativa della società a responsabilità limitata, sebbene assai vicina a quella delle società di persone, è priva di regole espresse idonee a fungere da deterrente ad abusi[11]. E" stato osservato che la disciplina delle s.r.l. non prevede una norma che vieti al socio di esercitare per conto proprio o altrui un"attività concorrente con quella della società ed alla cui violazione conseguano l"esclusione del socio colpevole ed il risarcimento dei danni ovvero la possibile esclusione del socio per gravi inadempimenti[12].

Ciò non toglie che il socio sia tenuto, verso l"esterno, secondo correttezza e buona fede all"obbligo di segretezza che, se violato, legittima la società alle reazioni risarcitorie consentite dall"ordinamento.

  1. II.             Rimedi e profili di tutela: situazioni abusive

Per quanto concerne gli strumenti di tutela attivabili a fronte di situazioni abusive del socio, bisogna premettere, come già summenzionato, che nella disciplina delle s.r.l. difettano disposizioni specifiche sul punto. Un valido ausilio per il corretto esercizio di tali diritti potrebbe provenire dalla previsione di clausole statutarie che regolamentino in maniera articolata le modalità di esercizio dei medesimi.

Valide clausole statutarie dissuasive di abusi potrebbero essere quelle che prevedessero l"esclusione del socio ex art. 2473 bis ovvero una consistente penale predeterminata a carico del socio che, ottenute le informazioni e documenti societari, ne divulghi il contenuto all"esterno, anche perché, per la penale, una clausola siffatta avrebbe il pregio di alleggerire in maniera significativa l"onere probatorio a carico della società in punto di misura del danno nel successivo giudizio risarcitorio, fermo l"imprescindibile onere di dimostrare che la diffusione delle informazioni verso l"esterno sia avvenuta proprio ad opera del socio[13].

Illuminante sul punto è una decisione del Tribunale di Bologna, la quale ha indicato le rigorose modalità con le quali debba avvenire la consultazione, alla presenza di un consulente nominato dal tribunale e secondo precise direttive impartite dal giudice stesso.

Sono possibili accessi bisettimanali o monosettimanali concordati dalle parti o prefissati dal consulente con determinazione preventiva dell"agenda delle operazioni e con indicazione della tipologia di attività svolta o da svolgersi secondo un programma stabilito. Seguono, prima, un"elencazione della documentazione acquisita, anche in copia, e delle informazioni acquisite, con consegna di un verbale agli organi sociali; poi, una relazione conclusiva da parte del consulente da consegnare alle parti. Il tutto nel rispetto rigoroso del limite temporale di 40 giorni, salvo proroga motivata su istanza del consulente.

I diritti di consultazione e di controllo pongono anche problematiche piu" generali attinenti all"individuazione degli strumenti di tutela cautelari attivabili.

Premesso che la violazione da parte degli amministratori dell"uno o dell"altro diritto integra, senza dubbio, la fattispecie penale prevista dall"art. 2625, è parimenti certo che questi diritti sono assistiti dalla tutela processuale cautelare atipica di cui all"art. 700 c.p.c.[14], che è ancora piu" incisiva attesa la previsione contenuta nell"art. 669 octies, comma 6, secondo la quale i provvedimenti cautelari idonei ad anticipare gli effetti della sentenza di merito non vengono caducati dalla attivazione o estinzione del giudizio di merito[15]. Il provvedimento cautelare è reclamabile, dovendo trovare applicazione la normativa processuale generale.

L"ostacolo frapposto all"esercizio del diritto di consultare i libri sociali ed i documenti, riconosciuto ai soci di una s.r.l. che non partecipano all"amministrazione, legittima l"esercizio della tutela d"urgenza, in assenza di ogni altro rimedio[16].

L"azione ex art. 700 c.p.c. può essere esperita dal socio di s.r.l. quando l"amministratore unico della società, con il proprio comportamento, abbia impedito di fatto all"altro socio l"esercizio del controllo sull"operato dell"amministratore, impedendogli di accedere alla documentazione relativa all"amministrazione; tale controllo essendo presupposto per la valutazione del socio sulla correttezza comportamentale dell"amministratore.

Il socio è, cioè, titolare di un diritto di controllo che si esplica nel potere di chiedere in visione i libri e la documentazione, cui fa riscontro l"obbligo di adempimento della società, senza alcun potere di sollevare contestazioni. In caso di rifiuto della società, è attivabile il procedimento d"urgenza ex art. 700 c.p.c., ricorrendo il periculum in mora nella lesione del diritto di controllo del socio, il cui mancato tempestivo adempimento preclude l"esercizio dei poterei di reazione, sia all"interno della società che attraverso azioni giudiziarie[17].

Nessuna rilevanza ha, invece, la violazione dei diritti di controllo e consultazione con riferimento all"art. 2409, che non trova piu" applicazione nelle s.r.l., mentre, nell"ambito di un"azione di responsabilità esercitata ai sensi dell"articolo in esame, tale violazione potrebbe integrare la fattispecie di grave irregolarità che legittima la richiesta di provvedimento urgente di revoca degli amministratori, anche se la sola violazione dei diritti di controllo non accompagnata da altre violazioni pare irrilevante a tal fine, in quanto non idonea a danneggiare direttamente la società.


[1] Ambrosini, La responsabilità degli amministratori e dei soci cogestori, Il nuovo diritto societario. Profili civilistici, processuali, concorsuali, fiscali e penali, a cura di Ambrosini, Torino 2005, I, 1588; Rossi, La revoca cautelare degli amministratori nella nuova società a responsabilità limitata: spunti per una ricerca, in RDComm., 2007, I, 114; Cagnasso, La società a responsabilità limitata, in Tr. Co, V, Padova, 2007, 252; Salafia, Il nuovo modello di società a responsabilità limitata, in Soc., 2003, 9; Ricci, I controlli individuali del socio non amministratore di società a responsabilità limitata, in RDComm., 2006, I, 127; Rodorf, La revoca cautelare dell"amministratore di s.r.l., in Soc., 2009, 8; Corapi, Il controllo interno delle s.r.l., in Soc., 2003, 1575.

[2] Bartolomucci, Configurazione e portata del diritto di controllo del socio non gestore di s.r.l., in Soc., 2009, 1343; Buta, I diritti di controllo del socio di s.r.l., Il nuovo diritto delle società, Liber amico rum Gian Franco Campobasso, diretto da Abbadessa- Portale, Torino, 2007, 3, 614; Fico, La revoca degli amministratori nella s.r.l., in Soc., 2007, 172; Malavasi, Il diritto di controllo del socio di società a responsabilità limitata, in Soc., 2005, 761; Pasquariello, Commento all"art. 2476, Il nuovo diritto delle società, a cura di Maffei Alberti, III, Padova, 2005, 1973; Fernandez, I poteri individuali di controllo del socio non amministratore della nuova s.r.l., Milano, 2010, 109.

Perrino, Il controllo individuale del socio di società di capitali: fra funzione e diritto, in Gcomm., 2006, I, 639, suggerisce l"inserimento negli statuti di un"accorta regolamentazione dei diritti di informazione e consultazione.

[3] Codazzi, Il controllo dei soci di s.r.l.: considerazioni sulla derogabilità dell"art. 2476, 2° comma, in Gcomm., 2006, II, 693 e Guidotti, Sulla derogabilità della norma relativa ai diritti di controllo del socio nella s.r.l., in Gcomm., 2010, I, 99: pur affermando una derogabilità sostanziale assoluta dei diritti di controllo, ritengono che una decisione assembleare che limiti o escluda i diritti medesimi debba essere assunta con il consenso unanime dei soci, vertendosi in materia di diritti soggettivi individuali.

[4] Trib. Roma, 9.7.2009, in FI, 2010, I, 1972; Trib. Bari, 27.10.2008; Trib. Bologna, 6.12.2006; Trib. Milano, 30.11.2004, in GI, 2005, 1245; Trib. Napoli, 9.11.2005, in Soc., 2006, 1406.

Negano che si possa estrarre copia della documentazione sociale trib. Milano, 15.5.2008, in GI, 2009, 656; C. App. Milano, 13.2.2008, in Soc., 2009, 205; Trib. Chieti, 31.05.2005, in GI, 2005, 1652; Trib. Parma, 25.10.2004, in Soc., 2005, 758.

[5] Perrino, op. cit., 661: non sarebbe ammissibile esercitare il diritto in esame attraverso un mero rappresentante, offrendo i protagonisti maggiori garanzie in ordine alla riservatezza, essendo essi tenuti al segreto professionale.

[6] Trib. Bologna, 6.12.2006, in Gcomm., 2008, II, 215: il giudice può precisare le modalità e la tempistica di consultazione dei documenti speciali.

Trib. Milano, 30.11.2004, in GI, 2005, 1245: l"esigenza di riservatezza aziendale non costituisce un limite astratto ed intrinseco al diritto di controllo del socio, bensi" concreto ed estrinseco, nel senso di un"effettiva congruenza dell"esercizio del diritto di controllo rispetto alla specifica situazione e nel senso che il diritto di riservatezza opera semmai nei confronti del socio verso l"esterno.

Trib. Bari, 27.10.2008: il timore che il socio possa utilizzare impropriamente per favorire un concorrente le informazioni ed i documenti sociali non costituisce ragione sufficiente per privare il socio del diritto di controllo disciplinato dall"art. 2476 c.c..

[7] Guidotti, op. cit., 162.

[8] Secondo Fico, op. cit., 170, al fine di escludere una legittimazione all"esercizio dei diritti è rilevante un"investitura formale alla carica di amministratore. Secondo Abriani, op. cit., 228; Perrino, op. cit., 660; Guidotti, op. cit., 194, si deve guardare all"effettivo esercizio dell"amministrazione.

Renna, Il diritto di controllo del socio non amministratore di s.r.l., in GI, 2008, 124: il diritto in questione va riconosciuto anche al socio di minoranza che abbia designato nel C.d.A. un proprio rappresentante tenuto all"oscuro della gestione della società.

[9] Trib. Piacenza, 12.8.1994, in FI, 1995, I, 3009; Trib. Arezzo, 16.11.2004, in CMerito, 2005, 279.

[10] Mainetti, Il controllo dei soci e la responsabilità degli amministratori nella società a responsabilità limitata, in Soc., 2003, 936; Pasquariello, op. cit., 1975.

[11] Bertolotti, L"amministrazione della società, Il nuovo diritto societario nella dottrina e nella giurisprudenza: 2003-2009, Commentario diretto da Cottino- Bonfante- Cagnasso- Montalenti, Bologna, 2009, 981.

[12] Buta, op. cit., 609, non giustifica un"interpretazione restrittiva del diritto all"informazione, nel senso di ammettere l"esistenza di sfere di notizie riservate, cui non potrebbe accedere neanche il socio.

Pasquariello, op. cit., 1976: rispetto ad un esercizio abusivo dei diritti in questione da parte del socio sembra azionabile lo strumento dell"esclusione ex art. 2473 bis.

[13] Si potrebbe anche prevedere una clausola statutaria che, disciplinando le modalità di esercizio del diritto di controllo e consultazione, preveda sia la verbalizzazione analitica delle operazioni di controllo, che dia conto delle informazioni e dei documenti acquisiti dal socio, sia il suo impegno espresso ulteriore a non divulgarne il contenuto, pena l"applicazione della penale.

[14] Bartalini, La responsabilità dei soci e degli amministratori, in Sarale ( diretto da), Le nuove s.r.l., Bologna, 2008, 618.

[15] Trib. Catania, 3.3.2006, in Gcomm., 2007, II, 920: il rimedio atipico sarebbe ammissibile unicamente nel caso in cui il socio agente chieda l"esibizione della documentazione sociale quale mera estrinsecazione processuale del diritto sostanziale disciplinato dalla norma in commento, mentre non sarebbe ammissibile, potendo essere utilizzato il rimedio tipico disciplinato dall"art. 670, n. 2, c.p.c., laddove il socio invochi l"esibizione in funzione di una prospettata diversa iniziativa giudiziale in rodine alla quale l"esibizione stessa si rivela strumentale.

Sulla medesima scia, Trib. Napoli, 9.11.2005, in Soc., 2006, 1406; Trib. Biella, 18.5.2005, in Soc., 2006, 50; Trib. Milano, 30.11.2004, in GI, 2005, 1245.

[16] Trib. Taranto, 13.7.2007; Trib. Nocera Inferiore, 13.10.2005; Trib. Ivrea, 4.7.2005.

[17] Foffani, Impedito controllo, in Alessandri ( a cura di), Il nuovo diritto penale delle società, Milano, 2002, 383.

Trib. S. M. Capua Vetere, ord., 10.6.2011; Trib. Napoli, 9.11.2005.



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