Legislazione e Giurisprudenza, Onore, decoro, reputazione -  Zorzini Alex - 2014-07-10

IL DOLO EVENTUALE NEL REATO DI INGIURIA – Cass. pen., sez. V, 15.4.2014, n. 22857 – A. D. ZORZINI

RAGAZZO: Buongiorno, un biglietto per Roma. C'è uno sconto per chi va al gaypride?

BIGLIETTAIO 1: Non so, adesso chiedo.

BIGLIETTAIO 2: Non mi rompere il cazzo con queste cagate! Se vogliono andare a Roma a prenderlo nel culo che si arrangino!

Nasce da qui, come sommariamente ricostruito, il procedimento penale per ingiuria nei confronti del Bigliettaio 2, conclusosi con la sentenza della Cassazione n. 22857/14.

La citata sentenza accoglie l'orientamento secondo cui il reato di ingiuria può essere sorretto anche dal dolo eventuale, escludendo la necessità dell'animus iniuriandi per il perfezionamento della fattispecie delittuosa.

La medesima sentenza, a tal proposito, rinvia a un nuovo giudice per accertare se vi era la consapevolezza dell'imputato (poi condannato) di poter essere udito dal ragazzo (poiché l'interfono per comunicare con l'esterno della biglietteria era rotto) o, quanto meno, aveva accettato il rischio che la sua espressione – con forte valenza offensiva, stante il volgare riferimento alla sfera sessuale degli interlocutori – fosse sentita.



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