Legislazione e Giurisprudenza, Separazione, divorzio -  Mazzotta Valeria - 2013-11-13

IL GENITORE NON PUO' IMPORRE AI FIGLI LA PROPRIA RELIGIONE- Cass. 24683/2013 - V. MAZZOTTA

Il genitore non può imporre ai figli minori la pratica di una diversa fede, stravolgendo il credo religioso nel cui ambito essi sono stati cresciuti.

Lo afferma la Corte di cassazione con la sentenza  n. 24683/2013, rigettando il ricorso di un padre, divenuto Testimone di Geova,  contro il divieto, disposto dalla Corte d'appello di Milano, di far partecipare le figlie alle "Adunanze del Regno", stabilendo al contempo "l"obbligo di far trascorrere alle minori i giorni più significativi delle festività natalizie e pasquali, nonché il giorno del loro compleanno, con la madre".

Specificano gli Ermellini che il diritto a professare la propria fede religiosa, costituzionalmente garantito, non è negato né compresso, rimanendo libero il padre di praticare il credo che preferisce: ma senza che i figli minori vengano coinvolti. Bene ha fatto, a parere della Corte, il Giudice di merito a rigettare il ricorso paterno, con ciò adottando le prescrizioni ritenute più idonee per assicurare la corretta formazione psicologica ed affettiva delle minori, che erano state educate secondo la religione cattolica. Anche considerato che l"età delle figlie non consente loro di praticare una scelta confessionale veramente autonoma.



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