Legislazione e Giurisprudenza, Separazione, divorzio -  Mazzotta Valeria - 2016-01-28

IL GENITORE NON PUO' VEDERE I FIGLI SOLO ALLA PRESENZA DEL NUOVO PARTNER - Trib. Roma 23/1/2016 - V. MAZZOTTA

Separazione e divorzio.

Affdamento dei figli e diritto di visita.

Pretendere di vedere la figlia alla sola presenza della nuova compagna non corrisponde a un corretto esercizio dell'affido condiviso e arreca alla minore un danno non patrimoniale risarcibile

Un'altra condanna al risarcimento del danno per il genitore che pretende di esercitare il proprio diritto di visita solo in presenza della sua nuova compagna: lo dispone il Tribunale di Roma (prima sezione civile, sentenza del 23 gennaio 2015), nell"ambito di un procedimento di separazione giudiziale, ponendo a carico di un padre l"obbligo di versare, in favore della figlia e a titolo di risarcimento del danno non patrimoniale, la somma di 15mila euro per non aver adempiuto correttamente al diritto/dovere di visita regolato dal giudice nel disporre l'affido condiviso della minore.
Nel caso all"esame del Giudice, fin dalla separazione, il padre era stato "assente" nei confronti della figlia, dapprima essendosi trasferito all'estero insieme alla nuova compagna e successivamente, rientrato in Italia, perché si era limitato a proporre alla figlia di trascorrere i fine settimana di sua spettanza presso l'abitazione della partner, dove lui stesso risiedeva.

La minore aveva seccamente rifiutato queste modalità di incontro ma il padre aveva ignorato la richiesta di attenzione sottesa a detto rifiuto: egli infatti era "rimasto sordo, nell'incapacità di scindere il proprio ruolo genitoriale e gli inevitabili sacrifici che ne conseguono dalle proprie relazioni sentimentali, alla silente ma chiarissima richiesta di attenzione e soprattutto di esclusività – proveniente dalla figlia - lasciando che quegli stessi incontri, rimasti senza seguito, si trasformassero agli occhi della ragazza in un'ennesima cocente delusione".

La condanna al risarcimento del danno rientra nel novero delle sanzioni previste dall"art. 709 ter c.c. "al fine di una sostanziale coartazione all'adempimento dei doveri genitoriali, per il pregiudizio arrecato alla minore con la propria omissiva condotta nell'esercizio dell'affido condiviso".

Il risarcimento del danno, secondo i Giudici, "tenuto conto che le omissioni paterne hanno avuto ricaduta diretta sulla minore vistasi di fatto privata dall'imprescindibile figura di riferimento paterna e che la mutilazione affettiva ha gettato in uno stato di palese sofferenza", è la sanzione più adatta, e considerato la durata dell'inadempimento e le condizioni economiche del padre, la somma spettante alla figlia viene quantificata in 15mila euro da versarsi su un libretto di risparmio intestato alla minore, con vincolo giudiziale fino alla maggiore età.



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