Changing Society, Intersezioni -  Tornesello Giulia - 2014-08-02

IL GIUDICE, I CANI E I CORVI - Giulia TORNESELLO

racconti d"estate

L"estate era arrivata quell"anno capricciosa ed instabile. E fra i capricci del destino capita al Giudice animalista di ammettere senza difficoltà il suo smarrimento  nei confronti del mondo animale. In questa strana estate italiana che assomiglia piuttosto alla tipica estate british puoi aspettarti di tutto ma quello che il Giudice racconta, beh, è  da tenere a mente.

Aveva lavorato moltissimo il Giudice in quelle due prime settimane di luglio. Nel suo ufficio collaboratori e colleghi erano come sempre efficienti, l"accordo fra tutti loro rendeva il lavoro una necessità quotidiana, cercavano di non definirlo pesante anche se lo era per mille comprensibili motivi. Con l"avvicinarsi delle ferie reali (in effetti secondo il calendario giudiziario erano già in ferie) anche quando lasciava l"ufficio, quando destreggiandosi con la borsa stracolma di carte apriva la porta di casa, anche allora non si sentiva libero dalle sue responsabilità. Per la prima volta si era sentito stanco ma non intendeva mollare nulla. Perciò aveva accettato un piccolissimo compromesso, una micro pillola per dormire. Allora disteso nel letto, un attimo prima che arrivasse il sonno, si sentiva libero.

Il nostro Giudice ha due passioni: la natura e gli animali. Così, una mattina di domenica, alle sette è già fuori casa diretto in campagna. Fosse durata solo un"ora quella dolce calda estate non aveva importanza, avrebbe rivisto dopo oltre due settimane i prati verdi, i fiori delicati bianchi e rosa, il viola della buganvillea. La casa è poetica. Ha qualcosa di particolare forse per il senso di isolamento che emana, ma è la casa di lui, lo si sente. Intanto la disposizione del giardino. Dopo il piazzale nudo un prato senza aiuole, solo erba alta di un verde di smeraldo, folti biancospini, le rose antiche dal profumo inebriante, un viale sterrato, una panchina. Al fondo. Da lì gli alberi non curati si slanciano però all"insù in ardite pose da ballerini. I nespoli, i ciliegi, tanti alberi da frutto. Poi i filari di aranci, mandarini, limoni allineati sotto il muro di cinta rassicurano che anche d"inverno il giardino non sarà triste, avrà i loro colori, l"oro dei limoni, il profumo delle arance. In mezzo all"erba due palme, altissime sculture tropicali, si erano incontrate piegate dal vento ed erano rimaste così formando un arco fantastico, irraggiungibile.

Non ha senso rimpiangere dietro al tavolo di lavoro la pur pazza estate e poi non godersela, pensa lui. Anzi lungo la strada prepara il suo "ritorno": se fosse entrato dal retro gli avrebbe dato il benvenuto il chiocciare dei polli che razzolano a quell"ora nel loro pollaio fresco. Ma poteva scegliere invece l"ingresso principale: i cani che arrivano di corsa, aggrappati al cancello con un abbaiare festoso pronti a dargli una bella lavata a forza di linguate. Sceglie d"impulso l"ingresso di servizio per godersi il silenzio prima del ballo frenetico dei cani ma nessun chiocciare lo accoglie, le galline sembrano scomparse. Poi le vede: accovacciate in fondo nella parte coperta del pollaio. A quest"ora ancora dormite? Le apostrofa ironicamente, poi prende un annaffiatoio di alluminio e picchia sulla rete metallica. Immediatamente si scatena alle sue spalle l"inferno. Un gracchiare furioso, selvaggio come di padroni molestati. Tacciono le galline che si nascondono ancora più in fondo nel pollaio ma il nostro Giudice è già arrivato di corsa nel piazzale.

Sugli alberi di fronte alla casa c"è una sfilata di corvi neri ed aggressivi con il loro potente gracchiare. Sono evidentemente satolli e padroni di quello spazio che uno di loro, particolarmente antipatico, marca rubando l"ultimo croccantino rimasto nelle scodelle del cibo per i cani.

Già i cani. Coda bassa, orecchie a terra avviliti dalla resa ai corvi si raccolgono attorno all"Uomo, ma senza gioia. Lo vedono battere con furia contro i tronchi - tutti gli attrezzi sono mobilitati - sfidare con le sue urla il potente gracchiare. Solo allora i cani si decidono ad abbaiare e via via la loro voce si fa più forte. Poi tutto finisce come deve finire: scacciati i corvi si cercherà di scoraggiarne il ritorno. Sul comportamento canino calerà il silenzio dei Giudice Animalista che si domanda mille cose. Troppe le domande non sciolte. Al suo cancello vengono deposti cani feriti dalle auto, randagi sfiniti. Sono curati amorevolmente, accuditi, ma chi erano? Quando si porrà rimedio all"abbandono selvaggio da una parte, dall"altra alle coccole soffocanti di chi dimentica che il cane, "il primo animale addomesticato", ha aiutato l"uomo nella sopravvivenza, nella difesa del territorio"? Il Giudice lo sa, lo sente ed anche qui anche oggi avverte il peso della responsabilità.(g.t.)

NOTA A MARGINE

La questione dello snaturamento canino è trattato in maniera originale in un breve pezzo del Prof. Ferdinando Boero Ordinario di Zoologia e biologo marino presso l"Università del Salento (Nuovo Quotidiano 1 agosto 2014)

Per il corvo la nota canzone dei Baustelle gruppo musicale alternative rock italian

I barboni mi guardano
mentre mastico la lucertola
anche oggi è domenica
tutta d'oro la gente luccica
mentre osserva le anatre
inventandosi la felicità
la sorvolo e capisco che
maledice la mia diversità
ma nel parco ci abito
è la vita mia esser simbolo
di paura e di morte,
sono tenebre i miei abiti
i bambini sorridono
"mamma guardalo, che bestiaccia è?"
gli alberi mi consolano
apro le ali e resto immobile
gli studenti li evito
preferisco le ricche vedove
con gli anelli di platino
sono un ladro ma fine gentleman
Io sono il corvo Joe
faccio spavento
state attenti lasciatemi stare
solo certi poeti del male mi sanno cantare!
I borghesi si siedono
e poi leggono il giornale
i ragazzi si baciano,
mezzogiorno sta per scoccare
senza grazia e gracchiando
mi avvicino e poi li supplico
se soltanto per oggi fossi libero di parlare
"piacere: corvo joe,c'è da mangiare?

solo sassi sapete lanciare[…]



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