Legislazione e Giurisprudenza, Conciliazione -  Cuzzola Paolo Fortunato - 2015-07-08

IL GIUDICE PUO' PRETENDERE LA PROPOSTA DEL MEDIATORE - Ord. Trib. Vasto 23 Giugno 2015 - PAOLO F. CUZZOLA

Con Ordinanza del 23 giugno 2015, il Tribunale di Vasto, nella persona del Dott. Fabrizio Pasquale ripercorrendo i principi fissati in precedenza in materia di mediazione demandata, enuncia una ulteriore regola di comportamento cui il mediatore è obbligato ad osservare durante il procedimento di mediazione.

Stante la regola della partecipazione personale delle parti alla procedura conciliativa, si aggiunge, adesso, per il mediatore il dovere di adottare ogni opportuno provvedimento finalizzato ad assicurare la presenza personale delle stesse parti, dando atto a verbale dei motivi che eventualmente ne giustificano l"assenza; nel caso, invece, di mancato accordo tra le parti, il mediatore è tenuto a "provvedere comunque alla formulazione di una proposta di conciliazione, anche in assenza di una concorde richiesta delle parti".

L"ordinanza in esame postula una serie di prescrizioni dirette a colmare i vuoti normativi esistenti in materia; tra queste, la più importante è appunto quella inerente la partecipazione personale delle parti al primo incontro di mediazione; in particolare, l"assenza ingiustificata della parte attrice è causa di improcedibilità della domanda, mentre la mancata comparizione di tutte le altre parti costituite - quindi quelle invitate - comporta  l"irrogazione della sanzione pecuniaria prevista dall"art. 8 del D.Lgs n. 28/2010, nonché la valutazione della condotta stessa quale argomento di prova: il giudice può, cioè, desumere argomenti di prova nel successivo giudizio ai sensi dell"articolo 116, secondo comma, del codice di procedura civile.

Ancora una volta, dunque, si pone l"accento su un principio cardine della mediazione: le parti sono tenute a presenziare personalmente al tentativo di mediazione, al fine di favorire un recupero del loro rapporto; il mediatore, a sua volta, nel caso di mancato raggiungimento dell"accordo deve formulare una proposta conciliativa affinché si raggiunga il predetto scopo.

È evidente, allora, quanto queste previsioni, insieme ad altre contenute nello stesso d.lgs., siano il segno dell"aspirazione del legislatore a fare della mediazione uno strumento che, in una certa misura, contribuisca ad alleggerire il carico di lavoro del servizio della giustizia statale e, quindi, a risolvere le sue inefficienze, e al contempo, uno strumento che favorisca la ratio ispiratrice della stessa procedura, quella cioè tesa a disincentivare rifiuti ingiustificati di proposte conciliative ragionevoli.



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