Articoli, saggi, Minori, donne, anziani -  Cendon Paolo - 2017-05-27

Il grande cielo - Paolo Cendon

Morenti che soffrono, disabili con barriere architettoniche, vittime di pedofilia, il dopo di noi, bambini tra famiglia biologica e adottiva. Non si parla d"altro nei giornali, ultimamente. E la sensazione è spesso - aggiungo - di incertezza, di un vuoto; non sempre è chiaro cosa occorra fare, volta a volta, quale sia la soluzione preferibile.

Buona l"idea di attrezzare perciò, anche in Italia, un contenitore unitario per quelle voci; una specie di testo unico, un "codice delle persone fragili", a 360 gradi.
Certo i pericoli, è stato detto, non mancano; che escano sbiadite le peculiarità delle singole categorie, che si ghettizzi l"insieme dei deboli. Un po" di verità c"è in timori simili. Secondo me i vantaggi sono comunque superiori. Disporre le cose una accanto all"altra può aiutarci a scoprire le ricchezze di ciascuna, rivelando i fili conduttori della materia. Così da risolvere meglio, alla fine, le singole controversie.
La l. 180, quella del no al manicomio, ad esempio: insegna qualcosa sull"uomo, in generale? Direi di sì, lo fa: indica vie d"uscita valide anche per chi accusi disturbi fisici; vessilli utili anche a noi che stiamo bene. Non schiacciare, non omologare: tanto vale collocare quella legge, allora, accanto alla l. 104 sulla disabilità. La quale potrà, a sua volta, gettare parte della sua luce sulla prima; della quale è un po" figlia, e oltre la quale ha saputo andare, lungo vari crinali.
Tanti gli interrogativi, nel continente della "debolologia", a cui è difficile rispondere. Qualcuno a caso. Un"anoressica vogliamo aiutarla a non morire, anche se non è una malata di mente, cui applicare il t.s.o. del 1978? Un pazzerello il quale butta i mobili dalla finestra è giusto che non risponda ("Tanto sono incapace!") verso chi è colpito sulla testa? Un padre che abbandoni il figlio, scappando alle Maldive, dovrà risarcirgli il danno esistenziale? Giovanni, contadino un po" suonato, che ha però le galline che lo salutano festosamente e il cane che gli corre incontro, quando torna alla masseria, può fare a meno dell"amministratore di sostegno?
Una donna incinta la quale beve una bottiglia di grappa al giorno, lasceremo che continui così, senza intervenire? Emma, ragazza down, buone scuole, vorrebbe fare testamento, accendere un mutuo, è possibile? Quel vecchietto innamorato può sposare la giovane Ivanka, di paesi lontani, che la sera gli scalda il latte e anche il letto?
Il "Grande cielo della fragilità" non sarà una bacchetta magica, può però aiutarci a rispondere. Cucendo insieme i pezzi sparsi, con un filo leggero, trasparente - sia dentro che fuori il codice civile (perché il divorzio di là e l"affido condiviso di qua? mistero, ah legislatore, quante ne combini!).
Vedo bene, così, la legge sulle cure palliative accanto a quella sul testamento biologico (se mai si farà). Volontariato e cooperative sociali sono già un po" parenti, troviamo qui due sedie a tavola, vicine,. E il contagio funziona, osserverei, anche nelle combinazioni meno scontate. Il fondamento è sempre un essere umano che non ce la fa a gestirsi, da solo, che starà meglio se incontra seri appoggi. L"idea è che il Rinascimento sia comunque una stanza felice, accogliente.
Quindi sì anche la Giusta causa che dialoga con l"Adozione, lo Statuto dei lavoratori con i Diritti dei carcerati, l"Aborto accanto ai Trapianti, la Donazione di organi che magnetizza i Transessuali.
Sognatori poco fortunati di tutto il mondo, unitevi.
Un po" come certi fumetti disneyani degli anni "30, con al centro una cucina campagnola a tarda sera, dove tutto è immobile. Poi i fatidici colpi di mezzanotte, l"interno che si accende. E vediamo gli oggetti prendere vita, cominciare a muoversi, con delle specie di bocche, di occhi e di gambe, agitandosi e ballando fra loro. La grattugia del formaggio fa i salti col cetriolo, la tazzina del bebè con uno strofinaccio, le forchette in tutù nel quartetto del Lago dei cigni, un tiro alla fune giocoso tra saliera e paglietta di ferro ... fin che non spunta l"alba.



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