Changing Society, Generalità, varie -  Redazione P&D - 2017-04-21

Il mare e luomo di Sohrāb Sepehri - Maria Beatrice Maranò

L"almanacco di oggi ci propone un poeta molto amato in Iran: Sohrāb Sepehri , scomparso il 21 aprile 1980.

Sepehri viaggiò molto in Occidente e in Oriente, ma l"India in particolare e l"Estremo Oriente lasceranno tracce consistenti sulla sua spiritualità condizionando  il suo stile e la sua poetica.  Il suo carattere chiuso, riservato, schivo, introspettivo e solitario lo predisposero a tenersi lontano dalle vicende politiche dell"Iran del Novecento contrariamente a molti intellettuali dell"epoca. Sepehri, nel suo percorso intimo-individuale, preferì piuttosto rifugiarsi nell"interiorità e soprattutto nella natura nel cui specchio amava scrutarsi, identificarsi, annientarsi. Gli elementi della natura ritornano prepotentemente ed insistentemente  nella sua arte,  in forma concreta ma anche astratta, allusiva  o simbolica. I temi che ricorrono nella sua poesia sono: natura e Dio, vita e morte, viaggio e solitudine, luce e ombra, acqua e uccelli; ma vi troviamo anche l"amore che, specie nella seconda fase della sua vita, assunse un aspetto mistico quasi alla "Emily Dickinson". La poesia di Sepehri è sospinta, allo stesso tempo, da irrefrenabile spirito di ricerca, da un lato, nel mondo esteriore e, dall"altro, di scavo, in quello interiore e si carica di risonanze mitologiche e spirituali.  Ma assume anche i tratti di una poesia quasi " infantile". Per questo sguardo "fanciullesco" la sua poetica è stata definita dello "sguardo vergine", capace di guardare senza filtri, con freschezza sulle cose al punto che esse vengono percepite come in una primissima visione, colma di stupore, come quella di un bimbo, appunto. Il poeta, in alcuni suoi testi ci spinge a "nuotare nell"incanto della rosa" piuttosto che a romperci il capo per capire il "segreto della rosa"; in definitiva egli ci orienta verso l"intuizione dettata dall"istinto e dalle sensazioni rifuggendo le nozioni  dettate dai saperi istituzionali inculcati dagli studi razionali di ogni tempo.  Da questa base di partenza ad una esperienza mistica il passo fu breve. Quella di Sepehri è un"idea cosmica dell"amore, che si sostanzia di valori quali la fratellanza, la pace e l"amicizia, tutti elementi presenti nella sua poesia e che ne hanno sancito una grande modernità, che è anche poi immortalità.

La poesia da noi scelta è tratta dalla raccolta "La morte del colore"

Solo, e sulla riva

cammina un uomo.

Ai suoi piedi

un mare, tutto fragore.

Notte, inebetita nel tumulto delle onde.

Il vento dal corpo temerario

alla riva si affaccia, e negli occhi dell"uomo

addensa il disegno del pericolo.

Pare

spirare dicendo: uomo! Dove vai, dove?

E l"uomo procede per la sua via.

E il vento insistente

a spirare ancora: dove vai?

E l"uomo continua a camminare.

E il vento pure…

Le onde, senza esitazione,

giungono

traboccanti di fierezza d"assalto.

Un"onda colma di grido

si getta sulla riva e inghiottisce

un"ombra cui la notte rapì la pazienza dal corpo.

Un mare, tutto fragore.

Notte, inebetita nel tumulto delle onde.

Il vento dal corpo temerario

alla riva si affaccia e …(Sohrāb Sepehri )…...Il mare e l"uomo



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immagine A3M

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