Legislazione e Giurisprudenza, Beni, diritti reali -  Mazzon Riccardo - 2014-04-02

IL MURO DI CINTA PUO' ESSERE PIU' ALTO DI TRE METRI? - Riccardo MAZZON

Il muro di cinta non può avere un"altezza superiore a tre metri e il giudice può condannare alla demolizione della sopraelevazione che importi innalzamento "oltre metri tre rispetto al piano":

"il muro di cinta non può avere un"altezza superiore a tre metri. Pertanto la sopraelevazione oltre detta misura deve ritenersi illegittima. Tuttavia, il giudice d"appello può modificare la statuizione del giudice di prime cure laddove condanna alla demolizione dell"intera sopraelevazione del detto muro, invece che esclusivamente della sopraelevazione che importi innalzamento oltre metri tre rispetto al piano" Corte appello Catania, sez. II, 25/03/2008, n. 529 - Redazione Giuffrè 2008 - cfr., amplius, il volume "I rapporti di vicinato e le distanze legali: tutela e risarcimento" - Riccardo Mazzon - CEDAM 2013, in Collana SapereDiritto -.

La conseguenza principe dell"identificazione di un manufatto in "muro di cinta" (anziché in "costruzione") è l"esenzione dello stesso dal rispetto delle norme sulle distanze tra fabbricati:

"in applicazione all'art. 878 c.c., "Il muro di cinta e ogni altro muro isolato che non abbia un'altezza superiore ai tre metri non è considerato per il computo della distanza indicata dall'art. 873", la giurisprudenza amministrativa esclude la rilevanza, ai fini delle distanze, di una costruzione (muro di cinta, appunto), avente le caratteristiche di cui alla citata norma del codice. Va quindi escluso che possa configurarsi un problema di distanza di un nuovo edificio dal confine, quando il muro, per le proprie dimensioni, appare irrilevante, in quanto di altezza addirittura inferiore a quella prescritta dal codice civile" T.A.R. Lombardia Milano, sez. II, 09/11/2010, n. 7236 R.S. e altro c. Com. Bovisio Masciago e altro Foro amm. TAR 2010, 11, 3433 – recentemente conforme, in ambito civile, in quanto, in tema di distanze legali, il muro di cinta che abbia le caratteristiche previste nell'art. 878 c.c. non è considerato costruzione di cui tenere conto ai fini del calcolo delle distanze legali tra edifici e delle facoltà concesse al vicino di realizzare il proprio fabbricato in aderenza o in appoggio. Ne consegue che le distanze legali devono essere computate come se il muro non esistesse: Cassazione civile, sez. II, 12/05/2011, n. 10461 Soc. Barilla Alimentare c. Scarabaggio Giust. civ. Mass. 2011, 5, 738 – conforme, nel senso che l'esenzione dal rispetto delle distanze legali, ex art. 878 c.c., concerne soltanto i muri di cinta, e comporta che le costruzioni al di là del muro vadano poste a distanza legale rispetto alla fabbrica del vicino situata al di qua di esso, come se il muro non esistesse. Pertanto non è consentito costruire in aderenza al muro di confine, ove la fabbrica del vicino ricada a meno di m. 3 da esso: App. Messina 30.12.04 - GLoc Messina 2005.

Peraltro,

"il muro di cinta, che, a norma dell'art. 878 c.c., non va considerato ai fini del computo delle distanze legali, è solo quello, isolato (con le facce, cioè, emergenti dal suolo separate da ogni altra costruzione) e destinato alla demarcazione della linea di confine ed alla separazione e chiusura della proprietà, che presenti un'altezza non superiore ai tre metri, dovendosi negare l'applicabilità della citata norma ai muri di cinta con altezza maggiore, considerati dall'art. 886 c.c. solo per regolare e delimitare l'obbligo di contribuzione del vicino alla costruzione del muro medesimo" Cass. 26.2.92, n. 2376, RGE 1992, I, 862.



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