Changing Society, Opinioni, ricerche -  Mottola Maria Rita - 2014-05-24

IL PENSIERO UNICO E LA FORZA DEL PENSIERO. RIFLESSIONI PRE ELEZIONI … CONTINUA – Maria Rita MOTTOLA

Perché non vi è persona più povera di chi ha solo denaro.

Molte volte mi chiedo come sia possibile che idee così distruttive, come quelle sostenute da un potere economico invadente e invasore, possano aver fatto presa sugli italiani. Me lo chiedo con sincero stupore. E" vero che chi le ha diffuse negli ultimi 15 anni ha avuto la capacità di far leva sui difetti italici, primo fra tutti l"esasperante convinzione che gli altri siano migliori. Che non è, si badi bene, giusta e onesta modestia, è ottusa autodenigrazione! E" certo che Gramsci sostenendo che il vero ladro è colui che ruba ogni giorno qualcosa e non chi svaligia la casa in un unico terribile momento, pensasse a chi sottrare quotidianamente dignità e lavoro, retribuzione e diritti sociali, non pensava certamente che ciò valesse anche per la capacità razionale della critica. Ma questo è avvenuto. Piano, piano, inesorabilmente, gli italiani hanno perso quel senso del ridicolo, dell"ironia e dell"autoironia che consentiva di non prendersi sul serio, ma anche di sbeffeggiare il potere. Quella intuizione, quella dose limitata e salubre di anarchia che ci rende il popolo più libero, o meglio ci rendeva il popolo più libero tra gli altri. Se non si fossero autocensurati, limitati, se non avessero minimizzato l"arroganza e lo strapotere di una classe politica becera e più dannosa che inutile, certo avrebbero avuto gli strumenti per difendere se stessi e gli altri dalla depredazione di ogni, dico ogni, ricchezza. Tutto ciò che era vanto per l"italiano medio, la laboriosità, l"intraprendenza, il coraggio, la parsimonia nel risparmio, l"amore per la casa e per la famiglia, il piacere della convivialità e della condivisione, l"accoglienza, l"inventiva e la creatività, il patrimonio di cultura e di arte, la scuola e le scuole, il sistema sociale, la legislazione e la giurisprudenza, la moda e la bellezza, il pensare in grande e il lavorare nel piccolo, l"audacia delle idee e dei traguardi, la fatica dello sport e la gioia della vittoria, la diversità e la molteplicità. Cancellato, tutto ridimensionato, avvilito, nascosto sotto un velo di negligenza e vergognosa apatia.

Sono convinta che l"essenza di un popolo sia trasmessa cromosomicamente e non possa essere insegnata. E" questo fattore k che distingue un popolo, una nazione da un"altra. Non si comprenderebbe, altrimenti, perché i popoli del nord europeo, di cultura sassone e protestante, ma cristiani anche loro, siano così fermamente convinti dell"ineluttabile predestinazione e del valore del denaro. E" in quel rapporto diretto tra uomo e Dio che si consuma la differenza tragica tra il nord e il sud. Là Dio è giudicato dall"uomo che si auto nomina unico conservatore della morale (e il cielo di stelle illumina la pochezza di una legge interiore priva di riscontri, autocompiacente e autoreferenziale di kantiana memoria). Senza confronto con l"altro, senza la possibilità di consegnare il fardello delle azioni sbagliate e alleggerirsi per riprendere un cammino comunque nuovo, là l"uomo è combattuto tra l"opprimente senso di colpa, se conserva consapevolezza della legge morale e universale, e il desiderio di cercare una scappatoia e dare una motivazione alle sue stesse scelte sbagliate. E così là prevale la predeterminazione, l"impossibilità di sottrarsi al destino tracciato dal volere di Dio, e la presa d"atto della superiorità propria e dell"inferiorità altrui. E il gioco è fatto. Chi è ricco merita di esserlo, quasi un"investitura. E la ricchezza che tutto può ha il potere. E ciò è giusto. Gli altri, le cicale, debbono subire. L"inesistenza di un confronto dialettico sui piccoli peccati della vita quotidiana, induce là a credere che il proseguire degli eventi favorevoli annunci la verità dell"idea primigenia, senza dubbi o ripensamenti, ostinatamente contro il muro sino all"autodistruzione.

Il sud è capace di accogliere perché si riconosce povero e debole, perché sa chiedere perdono e aspetta di essere perdonato, per rinascere. Il sud sa, perché lo ha vissuto tante volte, che è possibile il riscatto, che nulla è segnato, che tutto può ricominciare. Il nord è la ferma e ostinata convinzione di sé, è la ricerca spasmodica di spiegazioni alle parole delle scritture, il sud è l"amore incondizionato e un po" matto, spesso ignorante di ciò che è scritto, ma non per questo meno vero. E chi non ha, come ereditario bene, la capacità di amare la diversità vorrebbe tutto omologato al proprio principio fondamentale: il proprio assoluto tornaconto, il benessere materiale anche a discapito di chi, a proprio giudizio insindacabile, non è stato capace di meritarsi quel benessere.

"Il Presidente Traufe non era soltanto malvagio, privo di scrupoli e avido di potere; a dispetto della sua bassezza egli era così straordinariamente scaltro che conosceva le latebre più intime di coloro che aveva involgarito e reso simili a lui e, di tanto in tanto, pronunciava parole dal suono filosoficamente profondo. Per un caso strano e malaugurato le idee amano nidificare nelle teste di uomini triviali. La maggior parte degli uomini odia con piacere – rispose lui. – Tanto meno amano o tanto più odiano amare, tanto più essi amano odiare. Attraverso l"odio, che è fatto di negazione (il che significa appunto dell"eliminazione degli altri), riescono a persuadersi (e questo è il metodo più semplice di autoconferma) della propria esistenza. Il loro motto è (o sarebbe se a loro importasse qualcosa delle parole): "io odio, dunque sono" (L"odio è antiquato Gunther Anders, Bollati Boringhieri editore s.r.l., 2006, Torino).

Il pensiero unico del nord ha dilagato, invadendo il sud, convincendo tutti dell"inevitabile e ineluttabile necessità di annullare ogni differenza, di non tentare strade nuove, di non dar voce alla fantasia e alla creatività, di trincerarsi dietro stupide e assurde leggi, di attendere la fine altrui sapendo, oppure negando dolosamente, che porterà anche alla propria fine, di credere follemente in una cultura mercantilistica ove tutto è fatto solo per il denaro, per accumulare ricchezze e quindi potere, perché trionfi il dominio di pochi su tutti gli altri. Ma questa omologazione è contraria all"essenza più vera del cristianesimo.

"Tutta la terra aveva una sola lingua e le stesse parole. Venite, costruiamoci una città e una torre, la cui cima tocchi il cielo e facciamoci un nome, per non disperderci su tutta la terra».  Ma il Signore scese a vedere la città e la torre che gli uomini stavano costruendo.  Il Signore disse: «Ecco, essi sono un solo popolo e hanno tutti una lingua sola; questo è l'inizio della loro opera e ora quanto avranno in progetto di fare non sarà loro impossibile.  Scendiamo dunque e confondiamo la loro lingua, perché non comprendano più l'uno la lingua dell'altro».  Il Signore li disperse di là su tutta la terra ed essi cessarono di costruire la città.  Per questo la si chiamò Babele, perché là il Signore confuse la lingua di tutta la terra e di là il Signore li disperse su tutta la terra" (Genesi, 11  1-9)

La torre di Babele è vista da sempre come una maledizione del Signore, una divisione insanabile tra gli uomini. Ma siamo sicuri che sia così? Non è forse vero che Dio vedendo ciò che gli uomini stavano costruendo, una città disumanizzata e disumanizzante, ove vigeva un pensiero unico che si traduceva nell"unico pensiero di superbia, non li ha indotti e costretti a usare altre forme di linguaggio, più complesse e più difficili da comprendere e per questo motivo richiedenti più attenzione, più capacità d"ascolto dell"opinione dell"altro? Non è forse vero che nella diversità, nella varietà, nella complessità troviamo la fantasia, l"arte, il bello, il confronto e il dialogo? Per provare a capire se sia vero che la molteplicità sia ricchezza e se la divisione delle lingue e la dispersione per il mondo non abbia generato benessere e progresso, fermiamoci ad analizzare ciò che sta accadendo ora. In questo momento e in questa epoca che esclude la possibilità di avere sentimenti e pensieri differenti da quelli stabiliti e voluti dall"establishment. Partiamo da una riflessione: gli uomini di Babele che parlavano una sola lingua non erano migliori o più solidali, parlavano una sola lingua perché avevano un solo obiettivo, un unico scopo. Erano così orgogliosi e superbi da pensare di essere in grado di costruire una torre alta sino al cielo, sino a Dio per raggiungere il suo potere e annientarlo. Essi infatti decisero di "farsi un nome" e come è noto la cultura ebraica riconosce valore creativo alla pronuncia del nome, infatti, Dio donò al primo uomo il potere di imporre un nome a ogni essere vivente. Loro non traevano il potere da Dio ma da se stessi. Dio conosce ogni uomo per nome, ognuno è se stesso al cospetto Suo. Non vi sono differenze ma ognuno mantiene la sua intrinseca natura, unica e irripetibile. Dio ama le differenze e per esserne certi basta osservare il creato e la moltitudine delle creature. Esiste una lettura delle sacre scritture per ognuno dei credenti, sono soliti ricordare i maestri delle scuole rabbiniche. Il pensiero unico è impossibile in un simile scenario. Ma ciò che dovrebbe assolutamente allontanarci da una visione del mondo fondata unicamente su leggi economiche è la stessa idea di Stato. Uno studioso ormai dimenticato, Giuseppe Capograssi, giurista e filosofo del diritto, docente universitario e rettore, giudice della Corte Costituzionale, sosteneva con energia che non esiste politica senza etica e il problema politico finisce per ricondursi a una visione integrale dell"uomo e della società e al problema ultimo della trascendenza dell"essere. Ciò che distingue il totalitarismo dalla democrazia, secondo lo studioso spezzino, è il diverso sguardo verso il diritto. Nell"un caso il diritto diviene una mera struttura di potere e la politica, quindi, si riduce a pura forza, ammantata di retorica. Egli ci mette in guardia: anche la democrazia può trasformarsi in dittatura. Quando? Quando i regimi cercano di abolire il pensiero, di annullare e di spersonalizzare l"idea di uomo, svuotando il significato di diritto e riducendo la cultura politica a valore imposto dal gruppo dominante. Insomma esattamente come sta accadendo con il dilagare del pensiero unico. La dittatura del pensiero diventa la terra fertile della dittatura economica e del potere.

E senza ipocrisie dobbiamo ricordarci che il problema della disoccupazione "è la conseguenza di un sistema economico che non è più capace di creare lavoro perché ha messo al centro un idolo che si chiama denaro!" (Papa Francesco 20 marzo 2014 alle acciaierie di Terni).

Esistono uomini speciali che ci ricordano la vera natura dell"uomo. Sono e devono essere giovani per forza?

"E" incrinata la sua voce, affannoso il suo respiro. Sono così tremolanti le sue mani, barcollanti le sue gambe. E tuttavia sta in piedi ben saldo. Cammina con passo fermo. Senza impedimenti. Vede, avanza, ama. E" libero. E" un uomo del secolo futuro, perciò è anche l"unico a parlare correttamente di questo secolo. Inosservato da quanti sono ritenuti le colonne, ed è lui che osserva tutto e tutti. Egli è una giornata di sole, un momento di riposo, una profusione di purezza. Dovizia di verginità feconda. Tutto il suo corpo interiormente ride, con rispetto. Emana luce e dolcezza. E" un giorno di primavera con molta brezza, fresca, lieve, tersissima, carica di aromi vivificanti e di profumi provenienti dalle vallate in fiore del suo cuore e dai pendii dei suo santi e luminosi pensieri (Basilio di Iviron La bellezza salverà il mondo, Edizioni Qiqajon,2011 Bose). Esisto anche vecchi così, capaci di insegnarci il futuro.

P.S. se aveste ancora dubbi sulla necessità di abbandonare il pensiero unico e ricominciare a cantare un canto polifonico vi rimando a "I tre dialoghi e il racconto dell"anticristo" di Vladimir Solov"ev (in questa rivista http://www.personaedanno.it/index.php?option=com_content&view=article&id=40547&catid=225&Itemid=474&contentid=0&mese=10&anno=2012). A proposito Solov"ev, nel 1900 aveva "previsto" che la venuta dell"anticristo sarebbe stata preceduta dall"Unione degli Stati Europei costituitasi in una assemblea a Berlino, lo scopo primario era quello di assicurare la pace!

Puoi leggere sullo stesso sito anche http://www.personaedanno.it/index.php?option=com_content&view=article&id=45395&catid=236&Itemid=481&contentid=0&mese=05&anno=2014



Autore

immagine A3M

Visite, contatti P&D

Nel mese di agosto 2020 Persona & Danno ha registrato oltre 241.000 visite.

Articoli correlati