Changing Society, Opinioni, ricerche -  Mottola Maria Rita - 2014-05-25

IL PENSIERO UNICO E LUNICO PENSIERO. RIFLESSIONI PRE ELEZIONI – Maria Rita MOTTOLA

Il pensiero unico sta divenendo ormai l"unico pensiero dominante. Un pensiero pseudo intellettuale che sottende un"idea perversa, che ha come unico scopo affermare una visione del mondo ove i ricchi, perché e in quanto ricchi, meritano di dominare e i poveri, in quanto meritevoli di esserlo, possano solo subire, possibilmente senza accorgersene così non creano disordine sociale. Semplifico? Certo semplifico perché gli intellettuali, gli esperti che sparlano negli ultimi giorni forse intendono meglio le parole semplici piuttosto che i discorsi complicati. Chi non si allinea a una idea preconcetta e preordinata viene tacciato di oscurantismo, chi cerca di recuperare valori universali viene chiamato populista, chi si sofferma a discutere e a cercare di dimostrare una tesi differente è definito, senza via di scampo, come colui che vuole fermare il progresso, perché non è importante ponderare e valutare le scelte, l"importante è fare, per andare dove non si sa, ma fare per dimostrare di avere potere, e avere potere per dimostrare di esistere, l"importante è accumulare denaro, non importa se macchiato del sangue di lavoratori e imprenditori che perdono la vita in morte silenziosa e oscurata, perché il denaro regala il potere.

Ho trovato su una libreria di casa un libro di Stefano Benni, "Spiriti" pubblicato nel 2000, (Giangiacomo Feltrinelli Editore, Milano) racconta la fine del mondo. Mi capita spesso di acquistare molti libri contemporaneamente e di leggerne solo alcuni, rinviando la lettura degli altri. Ho finito di leggerlo or ora. Spaventosamente attuale, spettralmente concreto nella sua visione onirica e fantastica della fine.

Il presidente dell"Impero è uomo inutile e privo di potere, deve solo apparire e intercettare il consenso per essere rieletto e simulare così l"esistenza di una qualche democrazia. Più potenti di lui sono gli uomini di affari e i militari. E sopra di tutti Hacarus, il signore del denaro e della guerra. Colui che ha lasciato morire suo fratello per salvare se stesso, peggiore di Caino che, almeno, ha avuto il coraggio di uccidere, colui che afferma: tutto ciò che un paese forte e ricco decide, intraprende e sceglie ogni giorno ha come conseguenza e necessità: preparare la guerra, coltivare la guerra, prevedere la guerra, accettare la guerra, avere bisogno della guerra, scegliere, ogni tanto, per quale guerra indignarsi e quale guerra dimenticare.

La fine del mondo avviene durante un mega concerto per rinverdire l"ardore per la Dolce Guerra, ovviamente, come tutte le guerre dolci, amarissima di effetti collaterali, villaggi distrutti per errori di tiro e per fuoco amico, foreste infiammate, mare inquinato, bambini uccisi o storpiati. Ma che importa la guerra porta la pace e la prosperità. Non dei popoli ovviamente, e neppure delle coscienze. La pace e la prosperità dei mercanti e dei manovratori internazionali. Il denaro innanzi tutto. Così Hacarus ci spiega: la mia intelligenza e il fiuto per gli affari mi guidano, ma poiché le superstizioni son importanti per gli stupidi, come la pubblicità o la paura, allora io devo saper governare anche le superstizioni. E lo spirito incalza: allora è per questo che hai fatto bruciare le foreste del Borneo? E" per questo che hai avvelenato i fiumi degli indigeni in Australia? Per questo hai massacrato gli indios al Sud? per questo continui a sostenere guerre inutili? Hacarus risponde inesorabile: affari. Tutto ciò che hai nominato, sono affari, l"ho fatto perché l"economia è il bene supremo, e tutto le si deve sacrificare. E" lo spirito che ha vito dall"occidente alle steppe. Ogni grattacielo è un suo totem, ogni sala borsa una chiesa, ogni cifra una preghiera. Domenica dio non si riposò, fece i conti.

Immaginifico come al solito Stefano Benni. Così rappresenta il pensiero unico o meglio l"unico pensiero di quella classe meschina e dominante che oggi è al potere in ogni dove. I nomi fantastici ci rinviano a uomini politici già in declino o scomparsi dalla scena politica, facilmente sostituiti da altri simili, sosia mal riusciti dello stesso triste e assurdo cliché. Perché il potere economico non vuole la politica, non vuole stati democratici fondati su leggi inviolabili e inderogabili, non vuole popoli che possano esprimere opinioni, non vuole, menti pensanti, perché il potere esige il pensiero unico, è più facile da dominare chi non ha ideali, chi non crede in nulla. Leggere Spiriti è indignarsi, pensando all"oggi e agli ultimi 15 anni trascorsi per costruire questo pensiero unico che ci sta trascinando verso la catastrofe, verso quella fine del mondo senza speranza, una fine che potrebbe non avere un nuovo inizio.

Il pensiero unico che prevede un unico modo di governare: l"abolizione dei partiti che raccontano e manifestano le diversità; l"annientamento della discussione che consente di comprendere e costruire un pensiero libero; il nascondimento della verità perché la verità rende liberi; il progressivo inabissamento della libertà di voto e associazione; l"annullamento di speranza di futuro e di un lavoro dignitoso e gratificante; lo svilimento dei sentimenti e della famiglia, perché un uomo solo e privo di risorse economiche, senza l"appoggio di una famiglia salda e accogliente, è facile da comprare e da convincere, in una parola è facile da dominare; il demonizzare la differenza, non più uomini e donne ma esseri asessuati, incerti e confusi, incapaci di coltivare amicizie sane e coinvolgenti, tutti indotti a credere di essere uomini che in realtà sono donne oppure uomini a metà, o uomini che diventano donne che intanto sono mascoline e poi perché no? diventano angeli, e non vorrete per caso mettervi a discutere del sesso degli angeli? mamme che non hanno capacità affettiva, papà senza carattere, figli sbandati e avviliti.

Tutto questo il pensiero unico cerca di costruire e, in parte, è riuscito a costruire. Se ci guardiamo intorno ci rendiamo conto dell"omologazione, dell"indifferenza, dell"ignoranza. Ma se guardiamo bene la ribellione di chi non vuole cedere al pensiero unico, che non vuole avere un unico pensiero, comincia ad aumentare, si nutre delle sofferenze di tanti, della speranza di alcuni, delle parole autorevoli di pochissimi. Si nutre e cresce, si informa e diventa consapevole, si incontra e condivide. È consapevolezza ed anche rabbia, ma non iracondia, rabbia ragionevole e ragionata, quella che serve per rifiutare i luoghi comuni. Il pensiero unico, quell"unico pensiero che vuol ridurre ogni diritto e nel contempo far credere di volerli espandere, di voler risolvere la crisi economica, di voler costruire un mondo migliore. Il pensiero unico ci sta raccontando, ormai paradossalmente, un"unica storia, sempre la stessa: la globalizzazione ha cambiato i rapporti economici e non è possibile fermarla. Esige riforme strutturali e, quindi, tasse o eliminazione sistematica dei diritti dei lavoratori e delle retribuzioni.

Eppure vi è chi la pensa in modo differente. L"impresa capitalistica, grande o piccola che sia, non può più assolvere il compito di quel possibile bene comune (common good) che dovrebbe diventare l"occupazione. Il nichilismo è fondamentalmente mancanza di realizzazione del lavoro. L"ordo amoris di sant"Agostino è creare lavoro e senso. E senso vuol dire amore. E senza amore le società non stanno assieme. Ciò che tiene insieme la società è la solidarietà. Non è il conflitto. Non è l"interesse monetario. E" la solidarietà degli uni per gli altri. Questa è la forza del cristianesimo originario ed autentico (Giulio Sapelli relazione al Convegno La cooperazione per un mondo migliore, 6 aprile 2012, Riva del Garda).

Ma il pensiero unico incalza: la scienza e il progresso hanno cambiato il mondo, e il progresso non si può fermare. In nome del progresso deformiamo le sembianze umane, costruiamo essere irriconoscibili, costruiamo in laboratorio figli artificiali, di padri e madri ossessionati da un unico pensiero: procreare, chi, che cosa da chi perché, e quale importanza potrebbe avere? l"importante è far valere il sacro diritto alla procreazione. E" un diritto che non costa nulla allo Stato, ci avete mai pensato? Le coppie così indotte e manipolate pagano molti, molti denari, qui in Italia ora, all"estero prima. I diritti si moltiplicano e si intrecciano, mandando al macero le libertà fondamentali ma costruendo gruppi omogenei tutti finalizzati alla grande conquista di un qualche diritto, per esempio del diritto al cognome delle donne! E certamente come si farà a vivere senza poter "imporre" il proprio cognome a un figlio che non è della madre e neppure del padre?

Mi fermo a pensare e vorrei fuggire, o vorrei aprire gli occhi e scoprire che è stato tutto un brutto sogno, meglio un incredibile e sconvolgente incubo, solo un incubo. Vorrei ricominciare da dove avevamo interrotto la costruzione di un mondo migliore, là dove la nostra nazione (oddio sono populista e anche nazionalista, che fanno ora mi arrestano?), in quel momento quando credevo ancora che fare l"avvocato volesse dire ottenere giustizia, assetata come ero di giustizia, aprire gli occhi e non vedere più scritte le leggi degli ultimi 15 anni che hanno annientato il nostro diritto. Vorrei tornare a sperare in un mondo dove la ricchezza sia diretta a migliorare le condizioni di vita, di istruzione, di cultura, di benessere dei più; dove non debba sentire notizie di aziende che chiudono dopo 100 anni di vita; dove gli imprenditori che non hanno pagato gli oneri fiscali e previdenziali perché non hanno ricevuto, a loro volta, il pagamento dei crediti dal parte dello Stato non siano processati da quello stesso Stato debitore e debitore fraudolento, perché ha indotto se stesso in una condizione di insolvenza, aderendo a trattati ingiusti e incostituzionali. Aprire gli occhi e non vedere lo scempio del paesaggio creato dall"incuria e dalla dabbenaggine di una classe dirigente priva di amor di patria e di onore (oddio sono di nuovo nazionalista, questa volta mi danno l"ergastolo, per fortuna che hanno abolito la pena di morte anche nel codice penale di guerra che mi verrebbe applicato, perché, anche se voi non lo sapete, siamo in guerra). Vorrei aprire gli occhi e ritrovarmi in un paese dove il denaro non è più un idolo, dove è solo uno strumento utile e nulla più, dove quello che conta è il lavoro di tutti, quello su cui si fonda la nostra nazione (e tre, ho anche aggiunto una buona dose di retorica, questa volta per me è la fine).

Ma domani mattina mi sveglierò e forse nulla sarà cambiato, ma se nulla cambia resta il fatto che il popolo italiano è intelligente, e forse si è solo addormentato, e non ha più nessuna intenzione di farsi imbrogliare, resta il fatto che il popolo italiano quando vuole sa farsi valere. Ricordate Fabrizio Quattrocchi, vigilantes privato, giustiziato in Iraq esattamente 10 anni fa? E parafrasando la sua ultima frase potremmo finalmente dire contro il pensiero unico: Adesso vi facciamo vedere cosa pensano gli italiani!

P.S. Nel frattempo ho iniziato a leggere un altro libro appena acquistato. Mi ha attirato il titolo e l"autrice sconosciuta ma abitante dalle mie parti. (Lorenza Zambon Lezioni di giardinaggi planetario, Adriano Salari Editore s.u.r.l., Milano 2014). L"inizio è coinvolgente narra di un incontro tra un italiano in viaggio sulle Alpi francesi nei primi anni del 1900. Incontra un pastore che lo soccorre, quasi un buon samaritano, e lo accoglie nella sua dimora. Dopo averlo rifocillato si siede accanto al tavolo e inizia a dividere, prelevandole da un grande sacco, alcune ghiande, ne fa un mucchio di quelle più sane, belle e grandi e quando raggiunge il numero di cento si ferma. Il mattino successivo esce, si reca sulla montagna e inizia a piantare le ghiande, tutte e cento. Ne ha piantare negli anni centomila, solo diecimila sono diventate alberi adulti, poi ha piantato anche faggi e anche betulle. Ha attraversato la Grande Guerra senza mai fermarsi, ha solo cambiato lavoro da pastore è diventato apicultore, temeva di rovinare le sue piantagioni. Col tempo quella terra brulla, ove le fonti si erano prosciugate e i villaggi svuotati, ha ricominciato a vivere e a ripopolarsi, prima di alberi e di animali poi di uomini che, scioccamente, non si chiedevano perché all"improvviso i ruscelli avessero ricominciato a scorrere. Un uomo solo a realizzato questa meraviglia, un uomo solo con il suo amore e la sua determinazione ha costruito il futuro.

Anche la fine del mondo per Stefano Benni è voluta dagli Spiriti che non sopportano più la distruzione sistematica che gli uomini di potere e di denaro stanno, pervicacemente, conducendo, senza alcuna intelligenza, contro la terra, gli Spirit sanno che esiste una bambina che è l"inarrestabile inizio, ciò che ricomincia ogni volta, è il mondo che sarà dopo di loro, è ciò che guarisce, ciò che rinasce e riappare, è il silenzio che annuncia che l"incendio è finito e fa tornare gli animali, la pioggia dopo la siccità. Lei è l"inizio. Di un nuovo giorno.



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