Varie, Generalità, varie -  Redazione P&D - 2017-02-07

IL POPOLO DEGLI ELETTI – Sara COSTANZO

Testimoni di Genova. Li chiamavo così da bambina. Quando chiedevo spiegazioni ai miei genitori su quei piccoli adesivi lasciati sulle porte d"ingresso e sulla "bontà" di quei curiosi predicatori agli angoli delle strade. Tenaci, sorridenti, a volte buffi; sempre in coppia, ben vestiti, con una pila di strani opuscoletti tra le mani.

Movimento, religioso, setta, il popolo degli eletti. La Chiesa li disconosce, le loro convinzioni fanno discutere, il loro credo disorienta. Gli epiteti si sprecano, il segreto sembra aleggiare; come incistato, ancorato a paure ataviche e punizioni dal sapore celeste. Anche tra chi è ormai fuori.
Ma chi sono i Testimoni di Geova?

Quello che segue è un viaggio tra alcune testimonianze di ex fedeli ( e dunque certamente di parte). Le ho ascoltate  con un crescente senso di disagio, rabbia e incredulità. Persino io. Che in gioventù ho percorso un variegato e intenso sentiero spirituale; che ho pregato in sanscrito, cantato per ore ritornelli monocordi, inseguito guru dai tratti orientali. Che amo la preghiera, che ho il comodino pieno di "santi e madonne" di ogni tipo. Mi lasciano piena di domande, di riflessioni, di amarezza.
Perchè su tutti i muri a cui può appoggiasi l"umana fragilità, l"uso distorto di una religione (anche quella cattolica) e' di certo quello più pericoloso, più subdolo, più a buon mercato. Il piu" difficile da sradicare, da penetrare. Quasi intoccabile.

Geova è il nome che l"unico vero Dio si è dato. Un nome personale, una sorta di oggetto sacro, di inno di salvezza. Per distinguersi da tutti gli altri falsi dei. E per distinguere il suo popolo. L"unico destinato alla salvezza.
Gli adepti ne vanno fieri, lo esibiscono, lo pronunciano di continuo, anche con veemenza, con accanimento.
Molti in questo credo ci "crescono", parecchi arrivano al "battesimo" da adulti: un amico in comune, un parente , un fidanzato, gli instancabili ambasciatori "casa per casa"…

Disponibilità, assiduità, gentilezza. Sono le prime cose che ti offrono. Sostegno, comprensione, compagnia. Divise con abbondanza, abnegazione. Spesso funge da calamita la solitudine, lo smarrimento di un momento, la povertà: i Testimoni fanno parte di un gruppo e questo da l"idea di non essere più soli, di aver trovato qualcuno, qualcosa su cui poter contare.

Seguire la descrizione dell"organizzazione centrale non è cosa semplice. Essi stessi paiono non conoscerne a fondo la struttura, la compagine. Solida, intrisa di un non so che di misterioso, intangibile. E" diretta a livello mondiale e composta da un Presidente e da un Corpo Direttivo: è la massima e solenne autorità organizzativa, l"unica interprete della dottrina di Geova; la moralità dei suoi membri è considerata impeccabile, ciò che dicono assolutamente inconfutabile.
Nella visione dei fedeli, Dio e l"organizzazione sono una cosa unica e disobbedire alle direttive dei capi è come disubbidire a Dio stesso: qualcuno parla di vere e proprie tecniche di persuasione, di obbedienza cieca e passiva, di una dedizione completa e incondizionata.
In ogni congregazione locale c"è una Sala del Regno e un gruppo di responsabili detti "anziani" (spesso coadiuvati dai c.d. servitori di ministero): guidano, controllano, organizzano; alcuni (i cd sorveglianti viaggianti), ispezionano le varie comunità locali, sovrintendono alla corretta applicazione delle direttive centrali.

Adunane, funzioni domenicali, scuole di ministero: l"impegno all"interno della comunità è descritto come gravoso, assiduo, incessante; la sensazione è di non avere pace, di essere sempre sotto esame, sotto pressione. Molto del tempo è dedicato allo studio: i periodici "istituzionali"( la Torre di Guardia e Svegliatevi… entrambi disponibili in una quantità di lingue da far invidia al post Torre di Babele) e un"imprecisata quantità di "traduzioni" della Bibbia. In alcune congreghe ti insegnano a convincere gli altri, a rispondere in modo adeguato alle possibili domande, a controbattere ai dubbi e agli scetticismi dei neoconvertiti.
Ognuno delle "fonti dell"informazione" è preparata, tradotta e diffusa dall"organizzazione centrale e qualsiasi notizia non approvata dal Corpo Direttivo è passata al fedele come frutto dell"opera di satana, tentazioni sulla via della salvezza, atti di ribellione contro Dio.
Lo stesso andare casa per casa è un obbligo a cui non ci si può sottrarre. Sono previsti emissari dell"organizzazione centrale atti a controllare, in ogni zona, la percentuale di nuovi convertiti: l"essere riuscito a fare pochi adepti può essere causa di dissociazione, di rimprovero, di denigrazione.

Religione, politica e commercio sono considerati tentazioni del demonio e come tali messe al bando. Con tutte le loro possibili implicazioni: proibito festeggiare il Natale, la Pasqua e ogni altra festa comandata; votare, fare attività politica, prestare giuramento, "scambiare" il sangue; servire l"esercito, fare il servizio civile o aderire a qualsiasi tipo di associazione. Apprendo con sgomento che molti "giovani Testimoni" sono stati condannati "per non aver ottemperato gli obblighi di leva".

Le regole sono poste dalla scrittura (o meglio dal corpo direttivo che si serve della scrittura per legittimarle) o, nelle singole congregazioni, da gruppi di anziani. In quest"ultimo caso possono essere le più svariate: la lunghezza della gonna, la profondità della scollatura, il colore del vestito, il pizzetto negato; fino al divieto di concerti, stadi, discoteche.

Sono banditi i rapporti prima del matrimonio e qualunque altro pensiero o atto peccaminoso; il divorzio non è contemplato e la possibilità di risposarsi è riconosciuta solo al coniuge che è stato lasciato per adulterio.
Gli anziani hanno il potere di intromettersi nelle scelte di vita dei fedeli: il lavoro, gli studi, le compagnie, gli amori. Mi raccontano di casi in cui "spie" del gruppo sono state incaricate di verificare l"esatto adempimento della "scrittura" e di riferire ogni piccola violazione degli obblighi imposti.

Le credenze del Testimone di Geova sono dominate da una sensazione di imminente fine del mondo: la battaglia ultima, il folkloristico Armageddon.
E" una credenza strana, piena di contraddizioni ed elementi vagamente filmici: all" Armageddon sopravvivranno solo i Testimoni di Geova e gli uomini ritenuti meritevoli (in pratica - ma neanche c"era bisogno di precisarlo - chi non ha avuto modo di conoscere Geova…). Per costoro inizierà un regno di felicità e abbondanza che durerà mille anni e sarà governato (dal cielo) da Gesu" e 144000 eletti. (Testimoni anche loro…). Alla fine dei mille anni il demonio sarà liberato per un certo periodo e gli uomini avranno di nuovo la possibilità di scegliere se seguire Geova o meno. Gli ostinati verranno annientati e finalmente ci sarà la vita eterna.

Lasciare i Testimoni di Geova è tutt"altro che semplice. Nel clima di isolamento e paura (il solo immaginare che un adepto sta nutrendo un dubbio deve essere confessato agli anziani) in cui i fedeli sono tenuti, diventa oltremodo complicato informarsi, ricominciare a pensare, coltivare riserve. Chiunque esce dall"organizzazione è messo al bando (anche se si tratta di un familiare stretto) e con lui è fatto divieto assoluto di avere qualunque tipi di contatto, fosse anche un cenno di saluto o un gesto d"aiuto. Una forma di punizione, ma soprattutto un ulteriore passo verso l"azzeramento della capacità critica, del libero pensiero, di accesso a qualunque dubbio o esperienza diversa. In molti casi, l"adepto dubbioso è fato oggetto di minacce più o meno velate: appostamenti sottocasa, inseguimenti, telefonate persecutorie, controlli. Un passo falso e si è fuori, scacciati, messi al bando. Processati da un vero e proprio tribunale interno, a porte chiuse e composto da un numero dispari di anziani.

La dissociazione può avvenire per i motivi più disparati: aver compiuto atti sessuali, frequentato un dissociato, disobbedito ad una regola, andare ad una festa (luogo di satana); il semplice fare domande, leggere materiale non autorizzato, fare scelte di vita non condivise.

E" impossibile dire come e perché, in un dato momento, la vista si riaccende e la mente comincia a fremere di conoscenza. Per molti adolescenti è l"ingresso nel mondo universitario, realtà nuove, aperture diverse. Ci si innamora, si apre il cuore a prospettive fino ad allora ignorate, si fanno nuovi incontri. Alcuni ricevono testimonianze di ex fedeli. Lasciate nella cassetta della posta, scaricate da internet, affidate a libri o giornali .

Mi dicono che sono state pubblicate diverse raccolte sull"argomento e che in alcuni Paesi si stanno addirittura formando gruppi di auto aiuto per superare la crisi del dopo Geova…
Oppio dei popoli "tagliato male", direi…



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