Changing Society, Intersezioni -  Tornesello Giulia - 2013-09-02

IL POSTO DOVE VIVERE. DRESS CODE: VIVERCI - Giulia TORNESELLO

Era tornata al cospetto della bellezza dopo una lunghissima  assenza durata anni. Lo sapeva, ma non sentiva né timore né ansietà. Odore di terra di fresco di muschio, odore  leggero; il lago un foglio levigato d"acciaio intravisto  durante il viaggio poi il paese le montagne  la montagna dove fu ideato l"Ospedale forme sovrapposte in piani assurdamente pericolosamente orizzontali. L"effetto non era però di una tozza piramide. Lei lo disse, gentile. Lo temeva un poco. Quasi lo odiava.

Non perdere il proprio controllo, essere paziente, si aspettava un dovere da compiere coscienziosamente: fisioterapia, riabilitazione.

Si teneva da parte come una spettatrice. Aspettare era la sua disciplina. Chiese però che la sua situazione fosse valutata, attentamente prenotò la visita,  fornì tutta la documentazione necessaria.

Al mattino nelle prime "passeggiate"ritrovava tutto quello che le era mancato  per  un  tempo che non voleva più misurare. Misurare il tempo del lavoro di cura prima, della malattia poi? A cosa sarebbe servito?

Di quello che aveva saputo fare  lo si chiamasse lavoro o solo sacrificio filiale e della malattia seguita, la si considerasse la tegola piovuta sulla testa o la prevedibile conseguenza della presa in carico familiare, dell"isolamento, della convivenza quotidiana con la sofferenza altrui, non parlava più. Non chiedeva né che fossero riconosciuti né tantomeno remunerati.

Era sola ma libera di interrompere in qualsiasi momento la solitudine, camminava lungo il fiume ogni giorno, l"acqua, gli alberi, i fiori di montagna e il sole. Un mondo intero tutto per lei.

Passarono alcuni giorni così, giorni pazienti e taciturni. Poi improvvisamente venne dichiarata libera, non era guarita ma la sua felicità nascosta  la bellezza l"amore per la natura  che le avevano dato già più forza nelle gambe sarebbero state la sua cura.

La sua disciplina sarebbe stata non interrompere il corso della vita, andare avanti non solo metaforicamente ma anche materialmente. Sentieri sempre più lunghi da percorrere ma non in salita non ancora, il bastone da montagna (lei che amava la montagna lo aveva sempre posseduto). Riconsegnata alla sua libertà di pensiero ed in parte anche di azione può scomparire su queste montagne. Può anche ritornarci.

Questo è un posto dove ha vissuto di nuovo dopo anni e merita un nuovo incontro, qui il 15 di agosto in un Santuario nel quale è entrata perché i disegni del bellissimo organo sono di Leonardo da Vinci,  si è  ritrovata fra i fedeli a cantare con gioia e poi su una piccola terrazza arrampicata nel verde ha ordinato agnello arrosto alle erbe, un piatto mai mangiato.

Quante incompiute. Quante troppe domande non sciolte da chi doveva e dovrebbe rispondere, ma ora a lei corre un obbligo: le domande deve farle a se stessa, un giorno dopo l"altro e per questa nuova disciplina deve scegliere un posto dove vivere: non è mai stata una donna in carriera ma ora non è neppure una professionista affermata conosciuta stimata è ora, teme, la donna invisibile.

L"esercizio di una professione comporta di per sé un Dress Code prescrittivo anche se è possibile non esagerare, personalizzare, scegliere. La Donna l"ha fatto sino al punto di non ritorno. Lì però si è sempre fermata: una professionista ha i suoi codici di riconoscimento.

Ma adesso che si è arrivati con una legge dello Stato ad una concezione della effettività dell"esercizio della professione che ha qualcosa di assurdo. Che si sfiorerà l"indecenza se tutti gli Ordini Professionali  adotteranno regolamenti in sintonia con lo spirito "quantitativo" della legge. Adesso forse restare iscritti all"Albo Professionale per tutta la vita può essere un codice prescrittivo  non scontato. Bisogna dire, dirsi: "Faccio l"avvocato, e lo faccio in quantità industriale, sono un produttore di litigiosità e i miei codici di riconoscimento si adeguano, devo avere una PEC una casella di Posta Elettronica Certificata  ma se non iscrivo cause a ruolo (detto in parole semplici se non patrocino litigiosità) potrei anche non averla la casella di Posta perché non mi servirà a nulla".

Fine settimana d"agosto. L"estate si stempera con dolcezza in un inizio di autunno e i nostri tavoli odorano di giornali, dei libri appena acquistati in una Feltrinelli finalmente semideserta e "ritrovata". Il poster è lì da tanto fra gli scaffali storici eppure sembra di vederlo per la prima volta. Perché le tornano in mente i quattro libri autobiografici di Simone De Beauvoir sul comodino dell"albergo a Stresa vent"anni fa: le settimane musicali. La prima conquista. Il secondo volume "L"età forte" la accompagnava ovunque, al mattino, nelle scorribande con il vaporetto. Ma perché oggi ripensare proprio alla lucida asserzione di Simone che esplose e svegliò la Francia addormentata sugli allori del Dopoguerra? La Francia  benpensante alla quale Lei sembrava dire: tutto comincia ora e le tante sofferenze che le donne hanno condiviso non saranno inutili.

Simone nel 1949 scrive ben 1000 pagine nelle quali è dibattuto il problema della libertà e della condizione della donna sul piano sociale e morale: "Le deuxième sexe" (Il secondo sesso).

"Ebbi una rivelazione: questo mondo era maschile, la mia infanzia era stata nutrita da miti forgiati dagli uomini, e io non avevo reagito come se fossi stata un ragazzo. Mi appassionai tanto da abbandonare il progetto di una confessione personale, per occuparmi della condizione femminile in generale". (Simone De Beauvoir)

Pochi giorni fa su Repubblica Francesca  Bolino ha scritto:

[Ho riletto alcune parti de "Il secondo sesso". L"ho fatto perché sono davvero stanca di leggere sui giornali gli insulti al Presidente della Camera Laura Boldrini. Dunque, per affrancarmi – anche solo per qualche ora – dall"orrore quotidiano che mi coglie non appena apro un quotidiano, mi immergo nella lettura di testi e di saggi che mi dicono qualcosa. Che mi aiutano a riflettere.,..] (leggi  Il Volo della Mente F. Bolino Repubblica 21 agosto 2013)

Parole di Donne che uniscono e rafforzano le intuizioni di ciascuna. Così un pensiero assai vicino a quello di Bolini già espresso da chi scrive nel marzo di quest"anno www.personaedanno.it G.Tornesello " LASCIATECI QUESTA DOMENICA"

Allora giuriste/i, giudici, avvocate/i non causidici che fanno affidamento sulla vicinanza (persona e danno anche come una stanza comune) per altri piuttosto una rete di pari: in ogni caso una potente forma di collaborazione fra pari progressisti.

Lei, la Donna, lascerà Milano inizierà dal posto dove ha vissuto sino ad una manciata di giorni fa e dove ha provato a pensare ad un Dress CODE  da adottare come architettura di sé: interior design.

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