Articoli, saggi, Generalità, varie -  Redazione P&D - 2015-06-14

IL PUNTO: DDL DI RIFORMA DELL'AZIONE RISARCITORIA DI CLASSE E DELL'AZIONE INIBITORIA COLLETTIVA- A. D. De Santis

E' in attesa di assegnazione al Senato il disegno di legge S. 1950/XVII (http://tinyurl.com/nzvr7v) recante «Disposizioni in materia di azione di classe», frutto della fusione dell"A.C. 1335/XVII, recante «Modifiche al codice di procedura civile e abrogazione dell"articolo 140

L"impressione è di trovarsi al cospetto di un tentativo di discostarsi sensibilmente dallo strumento di tutela collettiva risarcitoria dei consumatori, introdotto nel 2009 all"art. 140bis cod. cons. e del quale si registrano più inefficienze che successi.

L'iter parlamentare è ancora ai primi passi e dunque è arduo prevedere a quali esiti condurrà l"iniziativa; occorre infatti tener presente che la riforma del sistema delle azioni collettive dovrebbe coordinarsi con quella governativa di riforma del processo civile, di cui al disegno di legge delega n. 2953/XVII presentato alla Camera dei Deputati in data 11 marzo 2015 ( http:///bit.ly/1SbImEz).

La prima e più importante novità è che l"azione risarcitoria di classe (nonché quella inibitoria) dovrebbe perdere la connotazione di strumento speciale per la tutela dei consumatori e, trasmigrando nel corpus del codice di procedura civile, dovrebbe essere applicabile a qualunque tipo di illecito plurioffensivo.

Inoltre, una disposizione ad hoc introduce un"azione inibitoria collettiva esperibile da chiunque per ottenere un ordine, assistito da misure coercitive, di cessazione o di non reiterazione di condotte illecite commissive o omissive, a prescindere dalla loro dannosità.

Per quanto riguarda l"azione risarcitoria, pare efficace la scelta di rendere conoscibile l"atto di citazione mediante la sua pubblicazione sul portale dei servizi telematici del Ministero della Giustizia (http://pst.giustizia.it/PST/), favorendo così l"opt in da parte dei titolari di diritti omogenei rispetto a quelli azionati dall'attore.

Conclusasi la fase del giudizio di ammissibilità, strutturato sulla falsariga di quello dell'attuale art. 140 bis cod. cons. e sul quale non mancano perplessità dovute ad alcune discutibili soluzioni tecniche (si rinvia al resoconto stenografico dell"audizione svoltasi dinanzi alla Commissione giustizia presso la Camera dei Deputati in data 21 aprile 2015, in http://bit.ly/1EXeCKC), si apre il primo dei due momenti per effettuare l"adesione, che potrà avvenire anche dopo l"emanazione della sentenza; questa, se di accoglimento, deciderà liquidando il quantum nei confronti dell'attore, ma si limiterà all'accertamento dell'an nei confronti degli aderenti, i quali continuano, in consonanza con il modello dell'art. 140 bis, a non essere qualificati come parti e a non godere dei relativi poteri.

Le adesioni destinate ad intervenire dopo la sentenza di accoglimento (che dovrebbero effettuarsi attraverso un"area dedicata del portale servizi telematici) dovrebbero essere gestite da un giudice delegato e da un rappresentante degli aderenti, il quale dovrebbe predisporre un progetto «dei diritti individuali omogenei degli aderenti», rispetto al quale gli stessi aderenti, oltre al «convenuto», possono presentare osservazioni e difese.

In caso di accoglimento delle pretese azionate con le adesioni, il giudice delegato condanna, con decreto che costituisce titolo esecutivo, il convenuto alla corresponsione delle somme in favore degli aderenti; si prevede inoltre una sorta di compenso premiale vuoi per il rappresentante degli aderenti, vuoi per l"avvocato dell"attore (figure che ben potrebbero coincidere), posto a carico della parte soccombente.

Sono previste inoltre regole speciali per l"impugnazione della sentenza e del decreto, nonché per l"esecuzione forzata c.d. collettiva e per la gestione della fase di adempimento spontaneo e di quella conciliativa.

Certamente, l"appetibilità dei nuovi strumenti processuali, qualora dovessero vedere la luce, dipenderà dalla volontà politica, al momento non riscontrabile, di prevedere consistenti incentivi economici in favore delle parti (e i loro difensori) vittoriose.

Angelo Danilo De Santis

Ricercatore di Diritto Processuale Civile presso l"Università degli Studi Roma Tre

Componente Comitato Scientifico Centro Studi Persona, Diritto e Mercato



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