Articoli, saggi, Generalità, varie -  Redazione P&D - 2014-07-19

IL RAZZISMO (O LEMARGINAZIONE) – PC

da John Steinbeck, Uomini e topi, Mondadori, Milano, 1978

Quest"opera di Steinbeck ha come assoluti protagonisti i deboli; ambientata nella California del secolo scorso, descrive la solitudine dei braccianti che per vivere cercano lavoro nei ranch del paese. L"opera è breve ma costellata di casi di disagio, infelicità, repressione; uomini che spesso spendono i cinquanta dollari mensili bevendo soli in qualche osteria, tutti intenti a vagheggiare il giorno in cui finalmente potranno comprare un appezzamento di terra che sia loro, un loro raccolto, del loro bestiame. Tutti i braccianti arrivano con lo stesso sogno ma a tutti sembra incontrovertibilmente negato, come in una condizione senza via d"uscita.

Due i protagonisti che si stagliano su questo orizzonte di uomini disperati: il bracciante George e Lennie, ritardato, suo compagno di lavoro.

Steinbeck descrive magistralmente la difficoltà di George nel doversi prendere costantemente cura del suo compagno, dotato di una notevole forza fisica ma di un"assoluta incapacità di distinguere il bene dal male:

Dio onnipotente, s"io fossi solo, potrei vivere così bene. Potrei trovare qualche posto e lavorare, e non pensarci più. Niente seccature, e arrivata la fine del mese, prenderei i miei cinquanta dollari e via in città, a godermela come mi pare. Potrei passare tutta la notte in una casa. Potrei mangiare dove voglio, all"albergo o dovunque, e ordinare tutti i piatti del boia che mi vengono in mente.

Tuttavia, ci limitiamo soltanto a segnalare questo evidente caso di danno: la fatica quotidiana di chi deve prendersi costantemente cura di una persona con problemi psicologici; le rinunce, l"incomunicabilità, la fatica doppia di dover amministrare due vite: la propria e quella di chi non sa prendersi cura di sé.

Nell"opera vi è un altro caso di danno esistenziale, perfettamente riassunto nella figura di Crooks, un bracciante nero che oltre a dover sopportare la fatica e la povertà, si ritrova a confrontarsi ogni giorno con la sua estromissione da qualsiasi contesto sociale: gli è proibito mangiare, dormire e parlare con gli altri lavoratori. Ed ecco che, con estrema semplicità, spiega il nocciolo della condizione umana. (a un uomo occorre qualcuno … che gli stia accanto):

Lennie sorrise timidamente in un tentativo di fare amicizia.

Crooks disse secco: - Non avete nessun diritto di entrare nella mia stanza. Questa è la mia stanza. Nessuno ha diritto di entrare se non io.

Lennie deglutì e il suo sorriso si fece più strisciante. – Non faccio nulla, - disse. – Sono venuto soltanto per vedere il mio cagnolino. E ho veduta la luce, - spiegò.

-È il mio diritto di avere la luce. E voi, uscite dalla mia stanza. Non vogliono me nel dormitorio e io non voglio voi nella mia stanza.

- Perché non vi vogliono? – domandò Lennie.

- Perché sono nero. Là giocano alle carte, e io non posso giocare perché sono nero. Dicono che so odore. Ebbene, vi dico io, voi tutti quanti sapete odore per me.

Io non sono un negro del Sud, - disse - . – Sono nato qui in California. Mio padre aveva un allevamento di polli, circa dieci acri di terra. I ragazzi bianchi venivano a giocare da noi, e qualche volta andavo io con loro, e ce n"erano dei simpatici. A mio padre ciò non piaceva. Non capii mai, se non molto più tardi, perché non gli piacesse. Ma ora ho capito - . Esitò e, quando riprese a parlare, la sua voce s"era addolcita. – Non c"era un"altra famiglia di colore nei dintorni per miglia e miglia. E anche ora non c"è nessun uomo di colore in questo ranch, e una sola famiglia in tutta Soledad - . Si mise a ridere. – Quando dico qualcosa, è solamente un negro che parla.

È solamente un negro che parla, un negro storpio. Non significa proprio niente, capite? Ma tanto non vi ricordereste. Quante volte ho visto succedere che uno parla con un altro e non importa proprio niente che quello senta o capisca. Il fatto è che parlano, oppure stanno seduti e non parlano. Non importa niente, proprio niente - . Il suo orgasmo era tanto cresciuto che si picchiò sul ginocchio con la mano. -

Voi avete George. E sapete che ritornerà. Supponete di non avere nessuno. Supponete di non poter entrare nel dormitorio e giocare alle carte solo perché siete nero. Che cosa direste allora? Supponete di essere costretto a stare seduto qui leggendo libri. I libri non servono a niente. A un uomo occorre qualcuno … che gli stia accanto - . Gemette: - Un uomo ammattisce se non ha qualcuno. Non importa che è con lui, purché ci sia. Vi so dire, - esclamò, - vi so dire che si sta così soli che ci si ammala.

Un uomo passa la sera qui solo, seduto: magari legge dei libri o pensa o altro. Qualche volta pensa e non ha niente che possa dirgli se una cosa è o non è come lui crede. Magari, se vede qualcosa, non sa dire se ha ragione o se sbaglia. Non può rivolgersi a qualcuno e domandargli se vede anche lui la stessa cosa. Non può mai dire. Non ha niente per regolarsi. Io qui ho veduto delle cose. Non avevo bevuto. Non so se dormivo. Se con me ci fosse stato qualcuno, poteva dirmi se dormivo e sarebbe andato tutto bene. Io invece non so.

In questo dialogo, da un debole ad un altro, ecco riassunta perfettamente la condizione esistenziale dell"uomo: un essere richiedente, anelante, bisognoso di essere accettato, rispettato, amato.



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