Changing Society, Intersezioni -  Tornesello Giulia - 2014-07-28

IL RE DI TRIGLIE - Giulia TORNESELLO

La magia della pesca nel Salento si trasferisce intatta in cucina. Ai mercati del pesce arrivano i pescatori nel tardo pomeriggio. A Gallipoli, a Porto Cesareo sulla Costa Jonica il sole fiammeggia che ci si incanta a guardarlo e poi è sparito a mare e si fa buio. Odore di sale di mare nella cesta che si porta a casa ed è il regalo più bello che si possa fare.

Che sia destinato a noi o ad amici il contenuto della cesta si trasferisce sul tavolo di cucina. Favorito dall"autunno settembrino il buio si impadronisce della stanza. Spegniamo la luce. Eccolo il tesoro del mare le triglie rosate freschissime posate su un letto di erbe marine fluorescenti, brillano. Si radunano i bambini di casa, gli ospiti venuti dal Nord.

A tavola la sera è la felicità del gusto, i padroni di casa parlano di mare nel DNA, il mare l"elemento primordiale. Il mare è la madre. Gli adulti dimenticano le posate da pesce e cercano di usare le mani per trattenere il sapore di mare. Dopo averle lavate gli ospiti nel corso della serata le faranno annusare in giro orgogliosi, il mare è ancora lì. I bambini sottraggono le erbe sperando di impadronirsi del segreto della fluorescenza. Come conservano le chele vuote dell"aragosta anche loro di un vivo colore arancio rosato.

È un ritratto degli anni 50 in Puglia. Salento. Jonio: Gallipoli, Porto Cesareo; Adriatico: Otranto, Castro, S. Cesarea , Porto Miggiano ed a S. Maria di Leuca finibus terrae l"incontro dei due mari Jonio ed Adriatico. Blu fondo con strisce del colore dell" opaline cobalto lo Jonio. L"Adriatico verde azzurro trasparente come un vetro immobile nelle giornate di scirocco ad Otranto. Questa opaline si fa più spessa e vira sino al bianco latte della Grotta Sulfurea di Santa Cesarea, delle creste bianche che a Castro spumeggiano sulle onde alte: scirocco mare agitato. O peggio, spiegano i pescatori, "mare di fondo" dove le correnti nemiche, traditrici, si rivelano solo al loro sguardo esperto.

E poi il tempo corre, vola, e gli anni 60 sono passati   ed a cavallo fra il 68 e per tutti gli anni 70 il mare del Salento è ancora quello ma la pesca è diversa: proletaria e sensuale. Il polpo tenero e saporito  ha un grande vantaggio, si può pescarlo da sé e cucinarlo da sé, sulla spiaggia persino. Si accende il fuoco sotto un cielo pieno di stelle. Cavalcando la dimenticanza una intera generazione  di giovani donne e uomini "portava solo un eskimo innocente" metafora   che li avvicinava. C"era il giovane studente acuto e quello svogliato: li accomunava spesso una squattrinata euforia. C"erano i professori universitari giovani giovani che "avevano fatto il maggio francese": fraternizzavano con i locali ma rubavano loro le ragazze carine intelligenti spesso di buona famiglia.

Alla fine degli anni 70 inizio anni 80 digeriti e assestati anche nel Salento i movimenti, compreso il femminismo, il motore comune era la dimenticanza. Solo "poi" ci si buttò freneticamente a raccogliere fatti e idee, a scrivere libri. Adesso nel Salento si raccoglievano da sé i frutti della pesca della loro terra e, per la verità, non era poca cosa. Vicino Otranto, dalle Serre, il calcare scivola sino alla costa adriatica si spinge in mare sotto "lenzuola di verde" per poi riaffiorare sulla costa e la scogliera. Camminando su questi sentieri di roccia e mare  la sera si prende il polpo con la "lampa". Cotto alla brace le carni sono squisite ed anche tenere se si ha la fortuna di una cucina con camino. Va gustato tiepido con vino fresco. Non occorre condirlo.

E poi arrivano gli anni 80, con Craxi aragoste e crostacei luculliani. E poi D"Alema e Buttiglione si incontrano a Gallipoli gustando "l"Astice"che non ha lo stesso gusto  dell"aragosta: cioè è sempre l"aragosta ma con un retrogusto di privilegio. Nessun bambino gioca con le chele svuotate ed essiccate.

E poi e poi…..siamo all"oggi .

Anonima, un guarda e via, Otranto è la perla del nuovo "Salento da amare". Chi ha paura dell"uranio impoverito?
Forse tutti o nessuno. Chissà. La costa erosa, il mare spolpa le stupende spiagge di Alimini. Si costruiscono, invece, piscine fronte mare. C"erano le dune bianche con i gigli selvatici e spiagge bianche immense.

Otranto affollata di visitatori prepara il suo Museo nella notte di scirocco. Le spiagge di Gallipoli sono affollate sino a tarda notte feste drink e purtroppo non solo alcool. Una folla immensa di giovani che vive di notte, ha conosciuto il mare del Salento su Google, Facebook, con Skipe.

[… la verità del codice e basta. La purezza e la bellezza di un codice ben formato, efficiente e pulito. Certamente un bel codice ha un"estetica che provoca in alcuni, soprattutto uomini, grande esaltazione. Ma c"è miseria dal punto di vista simbolico. Questa pochezza emerge dalle interfacce (categorie come amicizia, legame, seguire) e non c"è bisogno di addentrarsi nella profondità del codice per capirlo. I programmatori poi, considerano quello della programmazione come un linguaggio universale capace di rendere tutti gli aspetti della vita. Per loro il linguaggio matematico è una verità unica e universale; la capacità di programmazione diventa espressione della loro capacità di pensiero. Non semplicemente uno strumento, un codice condiviso all"interno di quell"ambito. Invece c"è in giro una fede assoluta in questi strumenti…]. (Loretta Borrelli liberi pensieri di una sviluppatrice web in Via Dogana 104: L"epoca delle connessioni tristi ).

Eroi dai viaggi Low Coast i digievoluti portano in spiaggia mille aggeggi per un selfie, un App….una  rivoluzione digitale.

E non stupitevi se chiedendo del sapore delle triglie, il pesce del luogo, ad un digievoluto di bello aspetto con maglietta marinaire e jeans candido strecht incontrato per caso  lui vi dirà che non ne vuole sapere nulla. Prima di Gallipoli il fortunato è passato lì in Provenza che è sempre cool, Port-Cros, sì. E lì ha nuotato fianco a fianco al RE delle triglie; qui nel Salento - ci informa- "in spiaggia ci andrà di notte, è lì la movida".

Chapeau, se lo aspetta e non glielo negheremo.

Però se è stato nel VAR proviamo… la notte, la luna, Bodini e  la  "La luna dei borboni"? Ne sa quanto delle triglie, è un po" seccato adesso. Ne pas.

Ma gusterà i celeberrimi drinks, a Gallipoli. Oppure il gelato al peperoncino salentino doc e poi, e poi ….  (g.t.)

NOTA A MARGINE

Le Îsles d"hyères   E il re delle triglie.

A Porto-Cros una delle tre isole incontaminate di fronte al VAR (Provenza) un percorso segnalato facilita l"esplorazione del fondale, fra i verdi letti di alghe il rosso suggestivo dell"Apogon Imberbis una specie di triglia senza barbigli. Bello, ma pesce di "facciata", sarebbe commestibile ma nessuno ne mangia.



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immagine A3M

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