Changing Society, Generalità, varie -  Trisolino Luigi - 2015-12-22

IL SERVIZIO DELLA FILOSOFIA – Luigi TRISOLINO

Il sole splendeva; e il pensatore senza età ma con molti raggi di sole danzanti in aspirale con piccoli bagliori selenici conservati dalla visione della luna la precedente notte, s"accingeva a consumare la sua colazione. In martellante armonia tra essere e divenire nei liquami d"un insensato dover essere ch"allora imperava in società.

-        Carissimo, cosa fai da solo e così assorto in te stesso? Ho saputo che l"altra sera eri in pista a ballare tra le folle del tuo locale preferito, in centro.

-        Oh, ciao, Pangolfo! Sorseggio il mio cappuccino e penso a quale destino potrei scegliermi quest"oggi.

-        Interessante, Aloigi, interessante! Vuoi una sigaretta?

-        No, ti ringrazio, carissimo, non fumo.

-        Beh, cappuccino, sigaretta e filosofeggio pulsante dovrebbero combinarsi bene.

-        Hai ragione, credo, ma a quale costo? Assumere il rischio di canalizzarmi in un processo di potenziale alienazione!?

-        Aloigi, non è indicato ai fini del miglioramento del livello di salute in una persona sana, però pensa a tutto ciò che è intorno e che fa male. E poi, non pensi che il fumo instauri oggettivamente un processo di condivisione tra le persone!?

-        Giustissimo, o meglio, di obiettiva rilevanza il tuo "dictum" sulla integrazione interpersonale finalizzata alla condivisione, ma alle fondamenta del vero resta pur sempre – come non hai mancato di specificare – un contegno poco salutare, come tantissimi ce ne sono, ahinoi, in questo mondo. Se pensiamo alle omissioni di tante giuste e urgenti battaglie contro l"inquinamento, ci accorgiamo che esse sono azioni commissive mediante omissione che determinano l"intensificarsi del nostro malessere in termini di salute e di vita, e di stili di vita.

-        Però…?

-        Però meglio meno che più per quel che concerne l"intensità del potenziale malessere, eccettuando i nobili fini terapeutici ovviamente.

-        Spesso mi trovo a riflettere sulle gradazioni preferenziali. Voglio questo ma preferisco per il mio bene quest"altro, che pur m"alletta.

-        E fai bene, o terremoto umano del mio processo digestivo. Il cappuccino nello stomaco ringrazia!

-        Trema, trema, cappuccino!

-        Tra le tue speculazioni in tema di gradazioni preferenziali, oltre a venirmi in mente la categorizzazione kantiana sulla estetica e sulla scelta nella sua criteriologia antropica, ed oltre a venirmi in mente la antoliseiana base gnoseologica della teorica della causalità umana, così avvinta a sondare, in fin dei conti, i nostri criteri e i nostri limiti, al mezzo dei quali dimorano le nostre estensioni in dominio, mi viene in mente che il meglio meno che più, simmetricamente, viene invertito nel campo del benessere, ove logica vuol che viga il meglio più che meno, specularmente.

-        Informando a razionalità fredda i personaggi del tuo cogitare, Aloigi…

-        Naturalizzandoli, o meglio, conformandoli alle categoriche essenze che l"essere appercepisce "in rerum natura", riflessivamente scrutandosi. E qui Kant chissà se avrebbe esclamato "ragazzi, non esageriamo". D"altronde, nel mio pensiero, avverto un naturale concepimento, percettivo e appercettivo, di tutto un cosmo oltre le colonne d"Ercole delle categorie come quadri mentali ordinari dell"essere.

-        Aloigi, inizialmente hai parlato di alienazione. Cosa intendevi?

-        Sì, Pangolfo. A prescindere, il fumare resta azione dannosa, ma non solo, anche alienante, per via della potenziale dipendenza alla quale ci si sottopone. Il consequenzialismo circostanziato, colorato dall"associazione degli animi umani interagenti in armonia attraverso il costume sociale del fumo, pur corroborando ogni considerazione parallela sull"atto del fumare, non sia ostativo al perforamento del velo di Maya circa l"euristica ontologia del contegno assunto ad oggetto d"analisi nei nostri precedenti sospiri cerebrali.

-        Per me non è stato un sospiro cerebrale, ma una palestra per l"irrobustimento del senso del pensiero critico, nel suo momento poietico e determinativo.

-        Come ho intuito dal tuo sguardo mentre definivi "freddo" il raziocinio dei personaggi del mio ipotetico piano di lavoro mentale di qualche minuto fa, tu accogli l"animo per quel che esso è, e fai bene. Così ho sentito di far io, ammettendo di sospirare al brivido della agnosticità immanente dell"essere, che anela a contenere l"infinito in un contenitore circostanziato, e circonflesso nella sua perenne, ontologica consostanziata finitezza.

-        E al di là della finitezza, l"io-voglio, causa dei mali e delle distorsioni dal vero, riuscirai a toglierlo, per poter essere libero e liberato, annettendo al tuo territorio cognitivo le terre ancor di nessuno dell"oltre-velo di Maya, schopenhauerianamente?

-        Chissà, forse sì, forse un po". Magari no. Ritornando al nostro piano sociale, più immediato, vorrei specificare che per quel che concerne il fumo, in attuale verità empirica, non è attraverso la coazione che si distolgono le persone da tali atti di alienazione potenziale, ma con il consiglio successivo ad una appropriata documentazione in materia. Per la serie "amico mio, meglio questo che quello, poi sii libero e felice".

-        Sì, Aloigi! La libertà di scelta è irrinunciabile. E con essa ed in essa la astratta potenzialità del percorso di consapevolizzazione costante. Tra un sospiro concitato e uno appagato dal divertente caos.

-        Già, la libertà di scegliere per sé. Libertaristicamente vivendo tutti sotto lo stesso cielo.

-        Ti piace molto la filosofia, dal quel che ascolto e vedo. Non è per te un mero filosofeggio di circostanza, o uno spezzatino di procedimenti liberi del pensiero su alcune tematiche di volta in volta emergenti. C"è una ricerca di fondo, un "humus". È così?

-        Filosofia. Tremo di fervore dinanzi a questa parola.

-        A cosa serve secondo te la filosofia?

-        Secondo me?

-        Sì. Ad addestrare il pensiero?

-        Senza pretesa alcuna di completezza, oserei dire ch"essa serve ad eliminare – e a sanare – le distorsioni tipiche del carattere feticistico "in deminutione" che la società aggancia alla vita e al senso della vita; serve a far respirare la ragionevolezza alle assiologie. Anche a tutto ciò essa serve.

Il vento fischiava e giuocava tra l"energia ch"usciva dalle bocche oranti dei ragazzi. Il cielo, forse sentendosi chiamato in causa, si oscurò: gentile testimone, invidioso della pulsione del pensiero dell"essere umano dalla dimensione del non conosco a quella dell"ora e per ora conosco. Ma il sole comunque c"era; brillava nel percorso di ragione dei due.



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