Articoli, saggi, Servizi sociosanitari, volontariato -  Santuari Alceste - 2013-12-18

IL SSN: MANUTENZIONE Sì, LIQUIDAZIONE NO – Alceste SANTUARI

"[…]la tutela della salute è uno dei capisaldi della nostra Costituzione, è un patrimonio della nostra cultura e del nostro tessuto sociale, perché riconosce il valore assoluto della persona ed esalta il principio di solidarietà che costituisce il DNA della nostra Carta fondamentale. Il servizio sanitario pubblico, come strumento della concreta attuazione del diritto alla salute, è un bene prezioso da salvaguardare con ogni sforzo possibile. Dobbiamo essere ben consapevoli, peraltro, della necessità di contemperare le esigenza di tutela con l"effettiva sostenibilità, la quale deve essere sempre più fondata su principi di equità e solidarietà, come la partecipazione dei più abbienti per chi meno è in grado di contribuire, tenendo presente in ogni caso, che i più abbienti già partecipano con un maggiore, proporzionale carico tributario.
Non è pensabile, invero, una crescita della spesa pubblica all"infinito, che segua costantemente l"inarrestabile progresso tecnico e scientifico della medicina, volto a tutelare la salute, soprattutto se intesa come "benessere", senza immaginare ulteriori forme di contribuzione. Peraltro, i momenti di crisi economica, come quella che stiamo vivendo, accentuano i problemi legati alla limitatezza delle risorse.
Occorre, pertanto, che tutti gli operatori s"impegnino per la compiuta realizzazione di un sistema governabile in modo efficace e trasparente, tale da poter rispondere con ragionevolezza ed immediatezza alle richieste di contenimento della spesa.
Diversamente sarà difficile evitare tagli ciechi, che nell"immediato danno sollievo alla situazione finanziaria generale, ma possono incidere sull"erogazione di servizi essenziali, a danno, soprattutto, dei meno fortunati. Nei servizi sanitari regionali, soprattutto in alcune realtà territoriali, vi sono ancora ampi spazi per il recupero di efficienza, per la riduzione di sprechi, per la razionalizzazione complessiva del sistema.
E" necessario, pertanto da parte di tutti gli operatori del settore perseverare nei percorsi di risanamento con attività di controllo e di monitoraggio dei conti e di più efficace miglioramento organizzativo[…]"

E" il passaggio conclusivo della relazione tenuta da Luigi Giampaolino, fino a qualche settimana fa Presidente della Corte dei Conti, al 88° Convegno SIGO (Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia), Napoli, 6-9 ottobre 2013, e pubblicata sul sito di www.giustamm.it, n. 10-2013.

Quale futuro dunque per la sanità? In disparte le questioni relative alla sostenibilità economico-finanziaria del sistema, che in questo momento rappresentano un vincolo pregnante, a chi scrive preme ribadire che una conquista storica del nostro ordinamento giuridico-istituzionale non dovrebbe essere messa in dubbio. Preme evidenziare che il diritto alla salute nel nostro ordinamento è coperto da specifica tutela costituzionale che attribuisce dunque ai servizi richiesti e necessari per assicurarne la fruizione una particolare protezione. Certo, non sfuggono le difficoltà in ordine alla copertura delle prestazioni "a favore di tutti". Ma a ben vedere è già invalso nel nostro ordinamento, un approccio "universalistico selettivo" (cfr per tutti la l. n. 328/2000), al quale si deve aggiungere oggi, proprio a causa della crisi economico-finanziaria che stiamo vivendo, la richiesta (obbligo) agli utenti di compartecipare alla spesa socio-sanitaria. E ciò impatta significativamente sulla garanzia dei LEA e dei LIVEAS. Si tratta quindi di valutare se inclusività, garanzia, coesione sociale sono ancora termini che hanno "diritto di cittadinanza" nel nostro ordinamento socio-sanitario. Obbiettivi, questi, la cui responsabilità spetta, in uno con le autorità sanitarie regionali, soprattutto ai comuni, chiamati ad assicurare, tra le funzioni fondamentali ad essi attribuite, anche le funzioni del settore sociale. I comuni, in questa direzione, sono chiamati ad assicurare una obbligazione di risultato nel "conseguimento dell"obiettivo finale" della loro azione, obbligazione che potrà stabilire un intervento diretto dell"amministrazione locale, un intervento esternalizzato a favore di una organizzazione non profit ovvero un intervento "misto", ossia caratterizzato dalla compresenza, con ruoli e partecipazione diversi, anche di carattere finanziario, sia dell"ente locale sia delle organizzazioni non lucrative.

I livelli essenziali delle prestazioni rientrano tra le garanzie costituzionali, le quali necessitano, oggi più che in passato, di essere interpretate e, quindi, agite alla luce dell"evoluzione delle aspettative, interessi e attese delle persone e delle loro attività realizzatrici. In questo senso, infatti, la compromissione ovvero il pregiudizio di un"attività realizzatrice della persona, può derivare dalla mancata implementazione di uno o più livelli essenziali delle prestazioni.



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