Changing Society, Intersezioni -  Palumbo Valeria - 2013-12-28

IN QUELLA CASA MI RESI CONTO – Valeria PALUMBO

«In quella casa mi resi conto che il mondo stava cambiando. Il campo profughi ne era un chiaro sintomo e, senza accorgermene, ero diventato parte di quel cambiamento»: l"Olanda sta vivendo un rigurgito xenofobo. Eppure i suoi campi profughi sono ben lontani dai nostri e dai loschi traffici che vi si svolgono. Eppure la sofferenza umana è quasi la stessa, perché chi fugge vive un"estraneità totale che lo scrittore iraniano Kader Abdolah riesce magistralmente a sintetizzare nel volumetto Il corvo, edito in Italia da Iperborea. Si intitola Il corvo, perché, come ci viene spiegato, «nei racconti della tradizione persiana c"è sempre un corvo che vola in cielo», custode di una cultura millenaria, tutt"altro che libertaria ma così ricca da essere alla base di mille altre culture. Il corvo è solo un volumetto perché Abdolah l"ha scritto per un"occasione speciale: il boekenweekgeschenk, il libro-omaggio della Settimana del libro olandese. A parte la civiltà di una tale tradizione, che risale al 1930, è anche interessante che il compito sia stato assegnato a uno scrittore straniero, la cui fatica nell"imparare l"ostico olandese è appunto narrata nella novella. Il libro in sé non è un capolavoro, ma dovrebbe essere una sorta di lettura obbligata per tutti coloro che credono che nei campi profughi siano racchiusi degli alieni. Questo non toglie nulla al fatto che nei campi le violenze siano tutt"altro che rare: che altro succederebbe a un gruppo qualsiasi di italiani, disperati e ridotti in cella? Ad Abdolah va il merito di raccontare tutte le difficoltà di un uomo sfuggito alla persecuzione del regime iraniano degli ayatollah (ottime le pagine in cui aspetta in Turchia di poter andare a Mosca), tenendo sempre aperta la porta alla speranza e all"umanità condivisa.



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