Legislazione e Giurisprudenza, Procedura penale -  Giovanni Sollazzo - 2013-09-21

IN TEMA DI MISURE DI PREVENZIONE PERSONALI - T.a.r. Campania n. 4291/13 - Carol COMAND

In  tema di discrezionalità dell'organo giudicante nel valutare la  sussistenza dei presupposti necessari per l'applicazione delle misure di  prevenzione, la base sulla quale è possibile fondare l'ipotetica  pericolosità del soggetto può essere caratterizzata da circostanze di  portata generale e di significato tendenziale piuttosto che da contesti  significativi nel loro complesso, inoltre, pare che la motivazione non  debba mancare di fare riferimento ai concreti comportamenti (del  soggetto interessato) dai quali ciò si è dedotto.

Ciò  compare nella motivazione di rigetto del ricorso attraverso cui si  impugnava il provvedimento di diniego alla richiesta di revoca della  misura di avviso orale adottata dalla Pubblica Autorità nei confronti di  soggetto con diversi precedenti.

La  pronuncia pare riferirsi con estrema chiarezza a quelli che sono i  presupposti di applicazione delle misure di prevenzione personali ai  sensi dell'art. 1 d.lgs 159/2011 (ex art. 1 l. 1423/1956) già oggetto di  diverse pronunce costituzionali (23/1964, 177/1980) ma anche, pur  indirettamente, della Corte europea dei diritti dell'uomo (Prisco vs  Italia).

In  una delle citate pronunce (23/1964), la Corte aveva infatti già  precisato che solamente dei fatti obiettivamente accertati o delle  particolari manifestazioni personali del soggetto avrebbero potuto  fondare l'applicazione delle misure di prevenzione, senza tuttavia  escludere diversi tipi di valutazione sulla base degli elementi  sussistenti.

Il testo del provvedimento è consultabile presso il sito della giustizia amministrativa.



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