Legislazione e Giurisprudenza, Reo, vittima -  Bernicchi Francesco Maria - 2014-02-24

INCIDENTE STRADALE: AFFIDAMENTO E PREVEDIBILITÀ DELL'ALTRUI CONDOTTA - Cass. Pen. 8090/14 . F.M. BERNICCHI

Si prende in esame una recentissima sentenza della Corte di Cassazione (n. 8090 depositata in data 20 Febbraio 2014 sez. IV Penale) in tema di incidente stradale, legittimo affidamento e prevedibilità del comportamento altrui.

Il fatto, in breve: il Giudice di pace di Pompei con sentenza del Maggio 2012 dichiarava S.A. responsabile del reato di cui all'art. 590 commi 2 e 3 cod. pen., perché per imprudenza, negligenza ed imperizia, nonché in violazione degli artt. 146 e 177, comma 3, cod. strada, alla guida dell'autovettura Alfa Romeo 33 tg. collideva con il motoveicolo condotto dall'appuntato dei carabinieri P.L. - che, stava percorrendo la medesima via, essendo in servizio, in senso vietato con sirena e lampeggianti accesi - determinandone la caduta e così cagionandogli lesioni personali gravi.

Il Tribunale di Torre Annunziata riformando la sentenza di prime cure assolveva S.A. dal reato a lui ascritto "perché il fatto non sussiste".

In sostanza, per il giudice di secondo grado "il fatto di avere, nell"effettuare la svolta a destra, urtato contro una motocicletta dei carabinieri che, sia pure per esigenze di servizio, proveniva contromano... " si deve considerare come accadimento eccezionale che esclude il nesso di causalità tra la condotta e l'evento. Non si rilevano, a giudizio del Tribunale, profili di colpa generica atteso che il provenire contromano della moto dei carabinieri, pur in presenza di esigenze di urgenza, costituisce il classico esempio di accadimento eccezionale e imprevedibile tale da interrompere il nesso di causalità tra la condotta del soggetto agente e l'evento.

Il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Torre Annunziata propone ricorso in Cassazione denunciando la violazione di legge penale e vizio di motivazione ai sensi e per gli effetti dell'articolo 606 lettera b ed e del codice di procedura penale.

Il Procuratore, dopo aver analizzato le condizioni fattuali che avrebbero dovuto comunque far arrestare la marcia di S.A. ha aggiunto che "il pur ravvisabile concorso di colpa della persona offesa non scrimina la responsabilità del primo in relazione all'incidente causato, ma può determinare invece una diminuzione della pena ai sensi dell'art. 133 cod. pen.", considerato peraltro che l'imputato "non solo non osservò il segnale di stop apposto all'incrocio, ma nemmeno quelle regole di comune diligenza e prudenza che pur si imponevano nell'approcciare il predetto incrocio".

Per i Giudici della Corte di Cassazione, il ricorso della Procura è fondato e merita accoglimento.

Infatti, la misura della diligenza che si pretende nel campo della circolazione dei veicoli è massima, richiedendosi a ciascun utente, al fine di controbilanciare la intrinseca pericolosità della specifica attività, una condotta di guida di assoluta prudenza della quale fa parte anche l'obbligo di preoccuparsi della possibili irregolarità di comportamento di terze persone. Il principio dell'affidamento dunque, nello specifico campo della circolazione stradale, trova un opportuno temperamento nell'opposto principio, secondo cui l'utente della strada è responsabile anche del comportamento imprudente di altri utenti purché rientri nel limite della prevedibilità (v. ex multis Sez. 4, n. 27350/2013)

La sentenza impugnata, non si è conformata a tale principio e ha dato una giustificazione insufficiente all'espresso convincimento dell'assenza di alcuna responsabilità in capo all'imputato. I dati fattuali risultano deboli e il ragionamento pare fondato su pochi e generici  elementi come tali in realtà oggettivamente incapaci di escludere a priori ogni addebito di negligenza o imprudenza all'imputato, al qual fine sarebbe infatti stato necessario quanto meno considerare altri dati oggettivi.

In ragione di tali lacune, la sentenza impugnata va quindi annullata, con rinvio al Tribunale di Torre Annunziata per nuovo esame.

P.Q.M.

Annulla la sentenza impugnata, con rinvio al Tribunale di Torre Annunziata per nuovo esame.



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