Changing Society, Intersezioni -  Palumbo Valeria - 2015-01-12

INCOMPLETE CONOSCENZE - Valeria PALUMBO

Un sano esercizio in questi tempi di rigurgitanti integralismi è leggere i libri o conoscere le opere di culture che, per qualche motivo, insistiamo a considerare "altre". Nell"introduzione al romanzo (premetto subito: non un capolavoro) di Kamal Abdulla, Il manoscritto incompleto, lo storico Franco Cardini riflette: «"L"Oriente" ci sta "restituendo l"Occidente" che gli avevamo portato, ma arricchito e diverso. E, insieme con "l"Occidente" ripensato, ci arriva un "Oriente" che non conoscevamo o che conoscevamo poco e male». Dopodiché Cardini dice che gli azeri conoscono Michelangelo, Virgilio e Mozart e quindi non c"è ragione di ignorare, da parte nostra, Dede Korku, l"Omero azero. Sono stata testimone, e non una sola volta, dell"amore degli intellettuali dei Paesi musulmani per i geni dell"arte europea. Ricordo le lacrime di una signora, in Uzbekistan, al sapere che venivo dall"Italia e conoscevo Firenze e avevo visto le opere di Michelangelo che lei aveva sempre sognato di vedere.

Ovviamente assumere come "padri" e "madri" della nostra cultura anche i geni delle altre culture significa fare una scelta. E significa non cadere nella trappola in cui cadiamo anche dalle nostre parti: se i greci hanno avuto Pericle non vuol dire che il loro attuale debito pubblico vada perdonato, se l"Italia ha avuto Leonardo ciò non la libera dal fardello della corruzione; così come, viceversa, il nazismo non sporca il talento di Brahms. Per questa ragione è bene (molto bene) conoscere Il libro di Dede Korkut, ossia l"epopea dei turchi Oghuz. O magari leggere il romanzo Il manoscritto incompleto per farsene un"idea. Ma questo non vuol dire sposare il governo dittatoriale che oggi opprime l"Azerbaigian. Lo dico perché la serissima casa editrice che pubblica il romanzo, Sandro Teti, sembra essere stata colta da un vero furore per le moderne sorti e progressive di quel Paese, tanto da pubblicare una serie di saggi che ne esaltano la tolleranza religiosa e la presunta mancanza di discriminazioni di genere, ignorando la cupa repressione dell"opposizione. Il fenomeno è curioso perché non è raro: molti ex simpatizzanti dell"Urss italiani simpatizzano oggi con l"autoritario e ben poco democratico Vladimir Putin (che però di comunista non ha proprio nulla se non il culto dello Stato russo) come pure per i padri-padroni delle ex repubbliche sovietiche. In realtà non è soltanto un fenomeno curioso: è inquietante, perché l"Azerbaigian sta facendo una costosa politica di autopromozione all"estero e questo rende improvvisamente ciechi e sordi al diritti umani giornalisti e intellettuali che invece, di solito, se ne fanno paladini.

In ogni caso Il manoscritto incompleto è un romanzo piacevole, che attraversa varie epoche storiche e ci illumina su mondi e periodi sconosciuti. La sua ripetuta (e ovviamente voluta) incompletezza esprime secondo me alla perfezione la posizione di quegli intellettuali che, non avendo il coraggio di parlare, tacciono all"improvviso. E non danno spiegazioni. Forse sperando che passi la nottata.



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