Articoli, saggi, Intersezioni -  Redazione P&D - 2014-02-15

INCONTRI IN CHAT: NUOVA TENDENZA O MALE SOCIALE?-Bruno MERCURIO

Sedersi al computer, sfogliare pagine su internet, leggere la posta e poi, esaurite queste classiche formalità, andare sul popolare sito di chat a scambiare chiacchiere con qualcuno magari mai visto, qualcuno che si potrebbe non incontrare mai, che potrebbe anche non esistere perché identità falsa, o rubata, qualcuno di potenzialmente squilibrato, forse anche pericoloso, e che magari si decide comunque di incontrare di persona quasi come se fosse normale, con un misto di preoccupazione, interesse ed anche, incredibile a dirsi, eccitazione.

Perché fare ciò? Ma perché soprattutto c'è l'interesse a fare una cosa così apparentemente strana e apparentemente pericolosa come parlare con qualcuno di sconosciuto che non si vede in faccia, che si incontra/non si incontra in un contesto normale, quotidiano, quale può essere a casa di amici, in un locale, in un bar? É una nuova tendenza del nuovo millennio o il sintomo di un radicato e a tratti sottovalutato male sociale che sempre più persone ghermisce?

In quest'articolo non si cercherà di esprimere un giudizio sulle chat né sulle persone che vi aderiscono e trascorrono ore, magari fino a notte fonda, o che si incontrano poi nella vita che si definisce reale accettandone i rischi come se fosse una partita a carte, ma si cercherà di capire e analizzare il perché moltissime persone di ogni età, ogni anno, chiudono sé stesse davanti al pc abbracciando un sistema di incontri che, indubbiamente, ha moltissime incognite ed è, a ragione o a torto che sia, considerato come "da sfigati."

Si tenga presente che non si esprimerà un giudizio per due motivi fondamentali: il primo è che anche chi scrive è uno di quei potenziali "sfigati" che a volte trascorre ore davanti al monitor del pc a leggere di altre che gli raccontano della loro vita e viceversa, per cui ogni commento potrebbe apparire di parte, e il secondo è che non vi è dubbio come siano sempre di più le coppie, a breve o lunga scadenza, che si formano dopo essersi conosciute via chat e pare doveroso rispettare queste ultime che vivono, si spera, un momento felice della loro vita con un partner che, nel bene e nel male, è a loro vicino in questo momento.

Per prima cosa, è doveroso analizzare l'incremento del fenomeno dei siti di tal genere su internet. Senza fare nomi, è comunque estremamente facile reperire siti che si occupano di tale argomento e che hanno una fama abbastanza rinomata in materia; basta un click su un qualsiasi motore di ricerca scrivendo parole come "chat" o "siti incontri" per vederne a decine, alcuni di nazionalità multipla, ovvero che hanno un corrispettivo in più paesi.

Una delle prime cose che si nota subito è che l'iscrizione a tali siti è sempre gratis, ma molti di essi richiedono poi la sottoscrizione di un canone mensile per poter offrire tutti i servizi, come appunto la chat o le e-mail degli iscritti del sesso interessato che, solitamente ma non sempre, è quello opposto al proprio.

Questi dati evidenziano subito degli elementi interessanti di carattere economico, e cioè come il fenomeno delle chat, o se si preferisce si può chiamare dei siti incontri, è un vero e proprio businnes, il cui fatturato, solo per citare l'anno 2011-2012, ha superato i 46 milioni di euro! Una cifra consistente per un servizio che richiede, a livello pratico, ben poco e che può essere gestito per ogni sito da poche persone.

A questo punto occorre quantizzare approssimativamente il numero di persone che di tali servizi fruiscono a pagamento: dai dati dell'anno in questione, il boom dei siti per trovare un partner su internet, iniziato in Italia nel 2002 in cui gli annunci personali in rete furono per la prima volta più di 100.000, attualmente conta di circa 2,8 milioni di italiani che effettuano l"accesso in siti di incontri online, più altri 1,7 milioni in siti di incontri per adulti, con crescita costante di anno in anno.

Ma questo non ci dice solo che stiamo parlando di un giro d'affari milionario in continua crescita, quanto di un servizio che la gente vuole e paga per avere! E a questo punto ecco che sorge la domanda più importante: cosa vuole la gente che si rivolge a questi servizi? Cosa vuole la gente che usa le chat e tali siti incontri?

Queste domande, in apparenza facili, nascondono in realtà ben più di quanto la semplice risposta che si tende a dare istintivamente come può essere "sesso facile" può dare, ed è necessario soffermarsi attentamente sull'analisi della persona umana in sé, dal punto di vista antropologico e psicologico, prima che sul fenomeno sociale che ha portato a ciò.

Premessa importante: lo scrivente, come sì è già dichiarato, aderisce a queste chat e, nella sua esperienza pluriannuale, vi ha conosciuto più di una donna sia in senso virtuale che in senso reale, ovvero dal vivo, e con alcune di queste ha vissuto avventure e con una in particolare ha vissuto una intensa storia d'amore finita male. Questa premessa è doverosa non solo per evitare in chi legge il pensiero che lo scrivente possa esprimere dichiarazione che si possano ritenere ipocrite, quanto per evidenziare come questi ha provato tutti gli aspetti "normali" delle chat con riscontri sia molto positivi che molto negativi, e quindi ritiene di poter offrire una visione il più possibile neutrale della questione.

Partendo quindi da ciò, si può partire da una riflessione importante che spesso è causa di una considerazione errata che socialmente si ha degli utenti che utilizzano chat o siti incontri, e cioè che questi siano malati del sesso. Ritenere certo ciò è come ritenere che tutti i tifosi del mondo del calcio siano hooligans, e cioè un esagerazione del fenomeno di cui si sta trattando.

Ma è bene proseguire con ordine: che tipo di persone si servono di tali mezzi, quindi?

Per quanto sia possibile ricomprendere decine di tipologie di persone, allo scrivente, quasi in opposizione a quanto ha appena dichiarato, pare sia possibile ricomprendere tale tipologie di persone in due categorie ben distinte ma accomunate: i sopra menzionati malati del sesso, che per educazione e realismo verranno definite "persone in cerca di avventure facili", e le persone che, invece, trovano nella società attuale, nel mondo in cui loro stesse vivono, una estrema difficoltà ad interlacciare rapporti con il prossimo del sesso interessato. E se vi state chiedendo lo scrivente a quale di queste due categorie appartiene, sappiate che la vostra curiosità resterà senza risposta, in quanto non è un giudizio che si vuole dare con questo articolo, ma un tentativo di comprensione di una sfera della realtà umana che, formatasi di recente, è indicativa di una forma evolutiva dell'uomo, laddove con evoluzione si intende un cambiamento di un'intera specie, poco ci interessa qui dire se in meglio o in peggio anche perché mancano sensibilmente molti elementi storici con cui eseguire paragoni o analisi in merito in quanto il fenomeno di cui si parla in tal sede è comunque estremamente giovane e comprende persone di ambo i sessi e di tutte le età, etnie e classi sociali.

Di sicuro le due categorie di cui sopra sono una l'opposta dell'altra, ma si sbaglierebbe nel ritenere che non siano estremamente collegate tra loro e presto si analizzerà il perché.

Nella prima categoria, quella delle "persone in cerca di avventure facili", è quindi la ricerca del piacere sessuale, del brivido di uscire e accoppiarsi con una persona conosciuta non solo da poco ma soprattutto per una via così rischiosa, anomala e priva quasi sempre di sicuri input visivi, a fare da elemento motorio principale favorita probabilmente dalla mancanza di pretese successive da ambo le parti (soventi sono gli "amanti" che si incontrano così per un'avventura di una sera e poi mai più, salutandosi senza magari neanche conoscere il vero nome) ed è un qualcosa che nasce soprattutto dalla curiosità, dalla voglia di provare un qualcosa di nuovo, socialmente quasi definito come folle e dai conoscenti bollato come proibito, ed è anche vero che chi se ne serve dietro al desiderio sessuale nasconde di base una carenza di contatto umano che si cerca di compensare dietro ad un aspetto sessuale intenso e a tratti aggressivo, da cacciatore. La curiosità sì presente e come desiderio da appagare lascia spazio poi ad un più intenso e pratico bisogno umano.

Non si vuole di certo affermare che chi appartiene a questa categoria sia una persona di nobili intenzioni d'animo e unicamente desiderosa d'affetto, anzi, ma neanche la si può definire necessariamente malata del sesso e soggetti pericolosi: queste ramificazioni si analizzano caso per caso e sono, a fronte delle milioni di persone interessate, casi minoritari equiparabili ai pochi squilibrati assassini che, mescolandosi con i tifosi durante le partite di calcio, commettono veri e propri atti criminali. Il bisogno di cui si parla è un bisogno certamente più egoistico, di ricevere contatto umano più che di darlo, e chi ne è soggetto non è affatto detto che sia il classico "sfigato" che per opinione comune visita le chat o i siti incontri, ma può anche essere qualcuno i cui incontri in vita reale non bastano ad appagare questa esigenza. Sono essenzialmente persone che hanno estrema difficoltà a costruire rapporti duraturi o che non riescono a legarsi ad una sola persona a livello fisico e/o necessitano di variare il partner per provare maggior eccitazione in campo sessuale.

Ovviamente questa è una delle possibilità, ma anche altre possono sussistere, come persone che, per impossibilità pratica o teorica non ritengano di avere altri mezzi per conoscere partner per pratiche sessuali di cui, inutile nasconderlo, l'essere umano ha bisogno sotto il profilo psicofisico. Ecco allora in tutti i casi di questa categoria che la chat diventa mezzo per superare ostacoli ritenuti fastidiosi, come la mancanza di tempo e di occasioni per conoscere gente, in quanto in una sera di chat è possibile cercare di "conoscere" anche decine di persone contemporaneamente, se pur con molta abilità dialettica e pazienza! Poco viene a importare che con una di queste non scatti qualcosa o al momento dell'incontro ci si accorga che il possibile partner non risponde ai canoni minimi richiesti, perché semplicemente basta chiudere e passare ad altri. Non c'è impegno quasi come se non si stesse parlando di esseri umani, ma su questo si parlerà in seguito.

In pratica, l'utente della chat o sito incontri appartenente a questa categoria cerca di "lavorare" molto più sulla quantità più che sulla qualità. D'altro canto, se lavorasse sulla qualità unicamente non avrebbe bisogno della chat, essendo sufficiente ricorrere ai mezzi tradizionali, come il conoscere partner in discoteca o in palestra o tramite amici.

Ben più complessa è la seconda categoria, che non trova le sue basi né tanto sulla curiosità né sulla ricerca di un partner di vita, ma su una base estremamente più comune di quanto si creda e a tratti sottovalutata e che chi scrive vuol qui definire come "rassegnazione." Ma in cosa queste persone sono rassegnate? Alla solitudine? No, perché altrimenti non cercherebbero altri. A loro stessi? No, per lo stesso motivo di cui in precedenza. All'umanità? Forse, ma è troppo generale.

Più realistica sembra essere l'idea che la rassegnazione sia inerente ad un proprio male interiore derivante da esperienze di vita e che porta i soggetti de quo a desiderare estremamente un contatto umano non solo di tipo fisico (ed ecco la differenza con quelli di cui prima) ma anche e soprattutto di tipo confidenziale, affettivo se non addirittura spirituale.

Sarebbero in pratica persone che, incapaci di relazionarsi come vorrebbero nel loro contesto, cercano valide alternative umane più o meno disperatamente per colmare non solo la propria solitudine ma anche e soprattutto quel bisogno di essere importanti per qualcuno.

Cosa si intende dire? Si intende in pratica che queste persone necessitano di parlare con qualcuno, di raccontarsi, di sfogarsi e a loro volta di ascoltare qualcuno che ha bisogno in modo da sentirsi loro stessi importanti. Uno scambio che trova la sua facilità proprio nel non vedersi in viso, a volte proprio nel parlarsi non sapendo chi è realmente chi si ha di fronte, come quando ci si confessa ad uno sconosciuto che probabilmente il giorno successivo sparirà e non si rivedrà mai più. Una volta creatosi un rapporto forte in tal senso, un rapporto di complicità, il resto, come conoscersi nella vita reale e magari iniziare a frequentarsi viene per così dire "facile", perché un primo scoglio, conquistare fiducia e confidenza, è stato raggiunto e superato.

Instauratosi un rapporto di tale tipo, l'autoconvincersi che la persona con cui si è chattato sia parte di un "incontro destinato" o "una fortuna meritata" è un passo breve, anche se potenzialmente una forzatura e il perché lo si spiegherà a breve. Si consideri che tale cammino evolutivo dell'incontro virtuale, più o meno veloce a seconda dei soggetti agenti, spesso non ha un carattere così facile perchè in chat non è detto che il soggetto A, ad esempio, abbia rapporti di comunicazione solo con il soggetto 1, ma potrebbe averli anche con il soggetto 2 e il soggetto 3, mentre il soggetto 1 potrebbe averne con il soggetto B e il soggetto 2 con il soggetto C. Questo per evidenziare la complessità del sistema. Si finisce, in pratica, per passare da una fase di ricerca ad una fase di verifica di ciò che si è trovato, e se tutti i parametri desiderati, dall'estetica all'affettività sono soddisfatti per entrambi, ecco che, incredibilmente, si è formata una nuova coppia, il cui elemento principale e, tra parentesi, preoccupante, non è l'essersi incontrati per caso, ma l'essersi cercati.

Inutile negarlo a sé stessi, ognuno è in attesa di un partner di cui innamorarsi e che vorrebbe vicino a sé tutta la vita, e tale attesa è uno dei cardini della vita umana e frutto di innumerevoli opere in merito; questo perché l'essere umano è un animale sociale incapace, benché qualcuno dica, di poter vivere da solo. Infatti, per sua natura e volontà divina, l'uomo deve vivere con la donna, è la loro coesistenza in un rapporto duale che porta al completamento della figura umana sotto tutti i punti di vista, sia fisico che psicologico e spirituale. È in questo che, per i teologi, si concretizza l'idea della imago dei, l'idea dell'essere umano a immagine e somiglianza di Dio, poiché l'uomo senza la donna è un essere incompleto e non può riflettere il volto di Dio stesso, suo creatore. È in questo che, per gli antropologi, si forma la base dell'evoluzione umana sia dal punto di vista biologico che sociale. È in questo che nasce la capacità artistica ed espressiva dell'uomo.

L'uomo e la donna non possono esistere separati, e chi dice che può fare a meno della sua controparte mente a sé stesso.

Di certo il bisogno di amare e sentirsi amati a qualunque costo è un riflesso di questa realtà e se tale bisogno non viene appagato ecco nascere nell'uomo un male interiore profondo, storicamente conosciuto e artisticamente reso celebre. E se per l'amore gli uomini hanno commesso atti eroici e atrocità indelebili è proprio perché senza questo sentimento che non riescono sempre a dominare non possono esistere felicemente.

Ma allora qual'è il problema della chat e dei siti incontri cui si cerca di arrivare? Dov'è questa forzatura se comunque gli esseri umani devono cercarsi per completarsi a vicenda? La forzatura sta nel cercare una persona come se si cercasse un oggetto per negozi a fare shopping, riducendo inconsciamente il dato umano al mero appagamento di un bisogno fisico e mentale e declassando il valore dell'incontro con una persona.

Cosa si intende dire? Cosa c'è in tal senso di diverso dall'incontrare qualcuno che si è cercato per chat o siti incontri da qualcuno che si è cercato magari in discoteca o nell'ambiente di lavoro? Non sembrerebbe, anzi, che la chat, basandosi unicamente sul dialogo, possano persino offrire una visione della persona non annebbiata dal mero aspetto fisico? Sì e no. Cosa c'è soprattutto di diverso dal cercare qualcuno con tali mezzi virtuali e il normale incontro casuale non previsto?

Secondo chi scrive, aderendo alla tesi poco scientifica di un celebre psicologo ormai scomparso, l'incontro tra due persone ha un qualcosa di unico, imprevedibile, non orchestrato, incredibilmente destinato, come una forza cui niente si può opporre. La differenza tra un incontro di tal genere e un incontro sulle chat o siti incontri sta nel fatto che in questi ultimi le persone forzano la mano del destino per incontrare qualcuno, parlando con decine di persone ogni sera se necessario e scartando quelli di scarso interesse. Non appare dissimile dall'andare in discoteca e attaccare dialogo con tutte le persone verso cui di primo impatto vi sia gradimento, ed infatti non lo è a parte la partecipazione ridotta al minimo dal punto di vista fisico. Ma anche l'andare in discoteca, per esempio, e fare come sopra è una forzatura, basata su parametri diversi ma comunque tale è, perché non si cerca di cogliere l'attimo di un unico incontro, non si cerca principalmente la qualità, ma si va per la quantità, fino a quando non si arriva al prodotto desiderato o almeno il più accettabile. In tal senso, non è un comportamento diverso da quelli che chattano o vanno sui siti incontro solo per incontri di sesso, semplicemente il prodotto cercato è più a lunga scadenza o, possibilmente, senza data di termine e senza che sia basato su un mero appagamento egoistico ma, al contrario, su un desiderio di costruzione di un rapporto più forte dove non solo il lato sessuale della persona umana viene appagato, ma anche e soprattutto il lato spirituale ove si intenda un stato di sicurezza interiore e di serenità, una visione di sé stessi non più sola ma integrata in un sistema dualistico ove una è controparte dell'altra e l'uno ha quindi bisogno dell'altra sotto tutti i profili, dal supporto affettivo a quello materiale. Diventa quindi un bisogno di dare e avere, a differenza della prima tipologia, quella delle "persone in cerca di avventure facili" dove la necessità da appagare è di tipo egoistico ed è un semplice bisogno di avere (sesso – contatto umano che dir si voglia).

La forzatura, in pratica, è nel cercare disperatamente, come se non ci fosse un domani, invece che nel trovarsi a vicenda come se fosse la mano di Dio ad aver orchestrato quell'incontro. Nel caso dei mezzi virtuali si considera quindi una forza attiva, che cerca di piegare gli eventi, è l'entrare nel supermercato e avere la necessità di uscire con un prodotto accettabile in mano, un prodotto che si è voluto prendere a tutti i costi e senza cui si ritiene di non poter fare a meno, anche se non corrisponde alle proprie esigenze. Perché quel prodotto comunque farà star bene, si pensa, ed è meglio che niente, meglio della solitudine, dello sconforto, della su menzionata, appunto, rassegnazione. È andare in discoteca e dirsi di non potersene andare via senza aver conosciuto e preso il numero di telefono o un appuntamento con qualcuno di almeno vagamente interessante. È quindi un accontentarsi di ciò che si trova, di ciò che c'è nel supermercato o in discoteca o da qualunque altra parte si vada in cerca di prodotti interessanti.

Nel secondo caso, quello che per semplicità sarà definito come "normale" e che è per via paradossale sicuramente il più difficile nella vita quotidiana da realizzare, si intende invece una forza passiva, in cui le persone sono in attesa di incontrare qualcuno, un qualcuno di speciale con cui la prima idea è sempre la costruzione di un futuro. È quindi un'aspettativa, una speranza, non basata sulla quantità di persone che arriveranno ma sulla qualità delle stesse. Si cerca il classico amore ideale concretizzato in primis in una persona le cui qualità estrinseche ed intrinseche hanno generato un interesse, e non viceversa in cui l'interesse ha generato le qualità menzionate.

Se apparentemente non sembra sussistere una grande differenza tra queste visioni, tra le due forze, quella attiva e quella passiva, si consideri il fenomeno economico della domanda e dell'offerta come esempio chiarificatore. Nel commercio, la domanda genera l'offerta di solito, perchè investire in un prodotto senza sapere se sarà comprato è un rischio economicamente spesso molto elevato. Tuttavia esiste un fenomeno in tal senso chiamato "bisogno indotto", cioè bisogni non percepiti spontaneamente dal consumatore ma indotti dall'azione di campagne pubblicitarie intraprese dai produttori di quei beni e servizi destinati a soddisfarli. Qui si innesca il capovolgimento per cui è l'offerta a generare la domanda, e non viceversa.

La forza attiva è paragonabile ad un normale caso di domanda che genera l'offerta, in quanto ognuno ha il proprio bisogno di avere qualcuno vicino (domanda) e prima o poi trova questo qualcuno (offerta) dopo pochi o molti tentativi che siano nel mare di "prodotti" già in circolazione e che si cercano disperatamente al "supermercato". La forza passiva è paragonabile invece al bisogno indotto, ovvero il caso di offerta che genera la domanda, in quanto il qualcuno che offre un bene (in questo caso sé stesso) trova in un compratore il desiderio di averlo anche se prima non credeva di averne bisogno.

È la differenza tra il ritrovarsi una cosa bellissima che non ci si aspettava e il cercarla disperatamente perché se ne ha bisogno. È la differente ottica con cui si guarda tale dono.

Il discorso può sembrare complesso ma si tenga presente che semplicemente il cardine del ragionamento risiede non nel cercare costantemente qualcuno accontentandosi di quel che si trova, o provandolo pensando che se va male lo si può scartare ma nell'aspettare pazientemente qualcuno che prima o poi arriverà, desiderato ma inatteso come se fosse un regalo, intendendosi come tale non l'amore in sé, ovviamente, ma la persona incontrata e, come ben si sa, non tutti i regali ricevuti piacciono o interessano, ma la semplice idea di ricevere un regalo piace comunque a tutti, di solito.

Appare subito chiaro come il secondo sia più difficile del primo che, tuttavia, non è un ragionamento sbagliato. Non lo è per un semplicissimo motivo: perché se ogni persona è diversa dall'altra per carattere, esperienze di vita, contesto sociale e desideri, non si può sindacare facilmente ciò di cui si ha bisogno, di chi si ha bisogno, in un mondo dove, secondo quel celebre psicologo menzionato in precedenza, gli incontri sono un evento che si può solo definire fortuito o destinato, ma non prevedibile. Indubbiamente, incontrare una persona in chat o siti incontri o in palestra o discoteca, per alcune persone può non avere alcuna differenza ideologica o pratica in quanto nessuno può dire con certezza se una relazione nata per conoscenza da un sito internet debba durare meno di una relazione nata per via ordinaria e viceversa, e questo perché ogni storia è unica perché ogni coppia è formata da persone uniche!

Ma se non è un ragionamento sbagliato allora perché non seguirlo quindi? Se usare questi mezzi per conoscere gente non è sbagliato perchè ritenerli socialmente pericolosi e mal considerarne i fruitori? Infatti non c'è nessun motivo per non seguirlo e, come si è detto in precedenza, quest'articolo non vuole assolutamente esprimere giudizi in merito, ma solo analizzare i fatti, riassumibili in due punti: come tutti gli oggetti, chat e siti incontro non sono mezzi in sé dannosi per le persone ma è l'uso che se ne fa a determinarne la pericolosità o l'inadeguatezza allo scopo prefissato. Se scopo di questi mezzi è mettere in contatto le persone senza dubbio questi vi riescono in un modo o nell'altro e con risultati che per alcuni saranno meravigliosi e appaganti mentre per altri inutili e catastrofici. È soggettiva la considerazione su certe caratteristiche di tali mezzi, come la semplicità d'uso, il numero di persone contattabili e conoscibili anche in una sola serata, la possibilità di interrompere il dialogo con un click oppure la pericolosità derivante dall'incertezza sull'identità dell'interlocutore. Caratteristiche che ripugnano come attirano molti fruitori e che sono ormai considerate "normalità" nell'ambiente.

Ma ciò significa che non c'è una linea guida oggettiva per classificarli, poco importa a quale tipologia di persone si appartenga o si cerchi durante l'utilizzo di questi mezzi di comunicazione, perché comunque di bisogni umani leciti da appagare si tratta. Quello che occorrerebbe considerare in senso negativo, ed è il punto focale di quest'articolo, è la possibilità da parte dei fruitori di ridurre il valore oggettivo dell'essere umano equiparandolo alla larga ad un prodotto cercato in un negozio, tra tanti che si fanno avanti per essere presi, un prodotto che, una volta ottenuto, svolge il suo scopo ma che rischia di venire a noia o diventare obsoleto rispetto ad uno più recente immesso sul mercato.

In pratica, la distruzione dell'unicità della persona umana, la sua regressione a mezzo per raggiungere uno scopo personale che potrebbe come non potrebbe portare alla felicità. Se si evita questa considerazione interiore mantenendo quindi un'alta considerazione della persona umana, allora il chattare o contattare numerose persone utilizzando questi mezzi non sarà troppo dissimile dal bighellonare per locali attaccando bottone con altra gente, a parte il fatto che si resta inchiodati davanti ad un monitor.

A questo punto occorrerebbe arrivare ad una risposta alla domanda di cui al titolo di quest'articolo, ma se ben si è letto ciò che pazientemente lo scrivente ha riportato, il lettore avrà da solo chiara la risposta: i siti chat o di incontri sono sia una nuova tendenza che un male sociale, una nuova tendenza perché introducono un sistema di comunicazione veloce e tecnicamente adatto a far comunicare e conoscere entro certi limiti innumerevoli persone, ed un male sociale perché se la gente ha spesso bisogno di servirsi di essi è perché qualcosa nella nostra società, nel nostro mondo, si è perso, danneggiato forse in modo grave. Dire cosa non è facile perché tanto può essere una cosa sola che si potrebbe definire speranza, aspettativa, fede nelle persone e nel domani, quanto innumerevoli cose che qui non saranno riportate in quanto ogni persona nella sua esistenza ha perso qualcosa e potrebbe inserirla in tale elenco.

Chattare potrebbe aiutare a ritrovare questo qualcosa? Lo scrivente non lo sa, ma lui nella sua esperienza non l'ha trovata e ha solo perso qualcosa di incredibilmente importante. Ma la sua non è un'opinione assoluta. Di certo incontrare qualcuno di speciale è facile come difficile, non c'è una regola scritta, non c'è una legge che dica che ognuno deve incontrarne una sola nella sua vita, o dieci, o cento, o mille, o nessuna, e se ci fosse sarebbe una legge divina e pertanto non conoscibile dall'uomo senza il volere del Padreterno. Ciò non toglie che, se il desiderio è il motore dell'uomo e questi è il riflesso del suo tempo, allora questi mezzi sono un sistema che adesso nella storia ritrovano la loro necessità di esistere in quanto manifestazione concreta della volontà umana ma se saranno mezzi idonei e soprattutto morali non è dato per ora sapere. Lo scrivente può solo concludere, parafrasando Dio, che se anche una sola coppia potrà nascere e vivere felice, con figli, nipoti e tutta la discendenza, grazie a un incontro avvenuto su una chat o un sito incontri, allora la speranza sarà sempre presente anche in questo tempo socialmente malato.



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