Legislazione e Giurisprudenza, Separazione, divorzio -  Tonutti Stefania - 2014-12-16

INDISSOLUBILITA' DEL MATRIMONIO SI' OPPURE NO? Cass. Civ. 26213/2014- S. TONUTTI

INDISSOLUBILITA' DEL MATRIMONIO

SE IL MARITO HA SEMPRE AVUTO "IDEE DIVORZISTE" IL MATRIMONIO VIENE CONSIDERATO NULLO: REVOCATO QUINDI L'ASSEGNO DI MANTENIMENTO

CASS. CIVILE N. 26213/2014

5 novembre 1993: il Tribunale di Siracusa omologava la separazione consensuale di X e Y, coniugi uniti da matrimonio concordatario, con la attribuzione alla seconda di un assegno mensile di lire 650.000

12 aprile 1995: il Tribunale ecclesiastico dichiarava la nullità del vincolo per avere X escluso il principio dell'indissolubilità del matrimonio

In conseguenza di ciò X, con ricorso ai sensi dell'art. 710 c.p.c. ( Modificabilità dei provvedimenti relativi alla separazione dei coniugi: «Le parti possono sempre chiedere [...] la modificazione  dei provvedimenti riguardanti  i coniugi e la prole  conseguenti la separazione [...]»), chiedeva ed otteneva la revoca dell'obbligo di corrispondere l'assegno di mantenimento stabilito in sede di separazione.

Y, allora, conveniva in giudizio X ai sensi  dall'art. 129 bis c.c. (Responsabilità del coniuge in mala fede e del terzo: «Il coniuge al quale sia imputabile la nullità del matrimonio è tenuto a corrispondere all'altro coniuge in buona fede, qualora il matrimonio sia annullato, una congrua indennità, [...che] deve comunque comprendere una somma corrispondente al mantenimento per tre anni. È tenuto altresì a prestare gli alimenti al coniuge in buona fede, sempre che non vi siano altri obbligati [...]»)

8 novembre 2010: il Tribunale di Siracusa rigettava la domanda

9 novembre 2012: la Corte d'Appello di Catania confermava la sentenza del Tribunale, addirittura recepiva la sentenza ecclesiastica sancendo la nullità del vincolo, alla luce della constatazione che l'uomo aveva escluso il principio di indissolubilità del matrimonio; affermava inoltre che  il decreto di omologazione della separazione consensuale, con il quale era stato stabilito l'ammontare di un assegno di mantenimento, era revocabile e non poteva esserne invocato il passaggio in giudicato.

Si ricorda infatti che l'efficacia giuridica di una  sentenza pronunciata da un tribunale ecclesiastico viene attribuita attraverso il procedimento di delibazione. Nonostante la legge 218 del 1995 disciplini il riconoscimento automatico delle sentenze straniere, ancora oggi il giudizio di delibazione non è automatico,  poiché l'articolo 8, n. 2 dell'Accordo di revisione del Concordato (legge 121 del 1985) prevede espressamente che le sentenze ecclesiastiche di declaratoria di nullità di un matrimonio concordatario possano essere rese esecutive nella Repubblica italiana solo instaurando un apposito e speciale procedimento dinanzi alla Corte d'Appello territorialmente competente [Fonte: La delibazione di sentenze ecclesiastiche (www.StudioCataldi.it)]

Y decideva allora di ricorrere in Cassazione, deducendo vari motivi.

Fra di essi si vuole dedicare attenzione a quello con cui si deduce la violazione dell'art. 129 bis c.c. perché la sentenza impugnata non aveva dato rilievo alla sentenza dell'autorità giudiziaria ecclesiastica laddove aveva dichiarato la buona fede della donna e l'imputabilità al marito delle cause che avevano determinato la pronunzia di nullità del matrimonio (idee divorziste e rinunzia alla prole). In realtà la Cassazione dichiara tale motivo infondato: infatti le condizioni affinché la delibazione sia efficace sono quelli in cui «l'esclusione da parte di uno dei coniugi dei bona matrimoni  sia stata manifestata all'altro coniuge, ovvero che sia stata da questo effettivamente conosciuta, ovvero che non gli sia stata nota soltanto a causa della sua negligenza»:in difetto di questi vige  il principio del legittimo affidamento incolpevole. Nel caso di specie, afferma la Corte, non si tratta di affidamento incolpevole in quanto  la donna è sempre stata a conoscenza delle "idee divorziste del marito".

Il ricorso viene quindi rigettato, il matrimonio può considerarsi nullo ed i provvedimenti relativi all'assegno di mantenimento possono essere revocati



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