Legislazione e Giurisprudenza, Processo di esecuzione -  Redazione P&D - 2013-07-22

INESISTENZA DEL TITOLO ESECUTIVO E TUTELA DEI TERZI AGGIUDICATARI - Cass. SS.UU. 21110/2012 - Alessandro GIARDETTI

Con la pronuncia in esame, la Suprema Corte definisce, così come espressamente statuito dal terzo comma dell"art 363 c.p.c, stabilisce un importante principio di diritto concernente la posizione dei terzi aggiudicatari di una vendita forzata a seguito dell"accertata inesistenza del titolo che legittima il perfezionamento della procedura esecutiva.

FATTO

A seguito dell"instaurazione di una procedura esecutiva nei confronti del ricorrente, colpevole, a parere della controparte del mancato pagamento di imposte da lui dovute, il medesimo proponeva opposizione all"esecuzione, accolta da parte del Tribunale di Nola che tuttavia, nel dispositivo della sentenza, faceva espressamente salvi i diritti acquisiti dai terzi ai quali erano stati aggiudicati gli immobili posti in vendita.

Tuttavia l"esecutato, con specifico riferimento alla statuizione concernente la salvezza degli atti di vendita nei confronti dei terzi aggiudicatari, proponeva ricorso in Cassazione avverso la citata sentenza denunciando il travolgimento di quegli atti dall"accertata originaria inesistenza del titolo esecutivo  e l'erronea applicazione dell"art 187- bis disp. att .c.p.c, introdotto con il d.l. n. 35 del 2005, e quindi non applicabile alla procedura in esame, iniziata in data anteriore. Per la particolare importanza della questione sollevata, la medesima è rimessa dalla terza sezione della Corte alle Sezioni unite.

DIRITTO

Nella prima parte della sentenza la Suprema Corte  si sofferma sugli aspetti di natura processuale che impediscono l"accoglimento del ricorso e che si fondano principalmente sul fatto che i terzi aggiudicatari, in ragione della particolare struttura soggettiva del procedimento di esecuzione , non assumono le parti di necessari litisconsorti, svolgendosi il processo tra il creditore e il debitore esecutato. Quindi la statuizione contenuta nel dispositivo della sentenza e concernente la salvezza dei terzi aggiudicatari assume la valenza di considerazione ad abundantiam, priva di reali effetti giuridici, e quindi insuscettibile di impugnazione in questa sede per difetto di interesse in capo al ricorrente.

Nella seconda parte della sentenza la Suprema Corte, nonostante la dichiarata inammissibilità del ricorso, si fa carico della sua peculiare funzione nomofilattica per dirimere le controversie giurisprudenziali insite nell"ordinanza di rinvio e per formulare a tal riguardo un principio di diritto, così come consentito ex art 363 c.p.c. L"analisi inizia attraverso la ricostruzione degli orientamenti giurisprudenziali sull"art 2929 c.c che, escluso il caso di collusione tra creditore procedente e l "acquirente o l "assegnatario del bene pignorato, fa espressamente salvo il diritto di quest"ultimo pure se sussistano cause di nullità che abbiano colpito gli atti esecutivi precedenti la vendita. La corte in un primo tempo fa riferimento ad un"interpretazione restrittiva della portata del suddetto articolo che ne limita l"efficacia esclusivamente ai vizi formali concernenti le modalità di esecuzione della procedura, permettendo così il travolgimento degli atti di vendita ai terzi aggiudicatari in caso di inefficacia del titolo esecutivo; in un secondo tempo prende in considerazione l"orientamento giurisprudenziale e dottrinale favorevole ad un"interpretazione estensiva dell"art 2929 c.c ,postulando quindi la salvezza dei diritti dell"aggiudicatario non solo in caso di presenza di vizi formali del procedimento esecutivo o della vendita stessa, ma anche in caso di vizi inerenti la validità del titolo esecutivo: e ciò in virtù sia del principio di tutela dell"affidamento incolpevole sia dell"esigenza di non scoraggiare preventivamente i potenziali concorrenti dall"acquisto di beni posti in vendita a seguito di procedure di esecuzione forzata. Inoltre, anche da un punto di vista letterale, l"espressione "nullità degli atti esecutivi" contenuta nell"art 2929 si riferisce chiaramente ad un forma di nullità concernente gli atti di cui il procedimento consiste e non ricomprende eventuali forme di invalidità che riguardino il titolo: quindi, nell"eventualità che quest"ultimo risultasse non valido a seguito del positivo esito di un"opposizione all"esecuzione ex art 615 c.p.c, i diritti del terzo acquirente o aggiudicatario non risulterebbero travolti dall"invalidità del titolo.

Sulla scia di questi orientamenti estensivi (che la Corte accoglie) inerenti l"insensibilità dell"aggiudicatario alle vicende del titolo esecutivo,  si fa inoltre esplicito riferimento all"art 187 bis disp. att. c.p.c introdotto con il d.l n 35 del 2005: la dizione e la struttura dell"articolo corroborano l"interpretazione estensiva della Corte poiché, restando fermi gli effetti dell"aggiudicazione  nei confronti degli aggiudicatari "in ogni caso di estinzione o di chiusura anticipata del processo esecutivo", il legislatore, considerando l"accertata mancanza di un titolo esecutivo come forma "chiusura anticipata" del procedimento, dimostra in queste circostanze, di voler far salvi gli effetti nel frattempo intervenuti a seguito dell"esperimento della procedura esecutiva. Naturalmente l'ordinamento definisce anche una concreta tutela nei confronti del debitore esecutato: quest'ultimo, a seguito dell'opposizione all'esecuzione e del positivo accertamento del difetto di un idoneo titolo, potrà ottenere il ricavato della vendita e agire per il risarcimento dei danni nei confronti del creditore che abbia intrapreso una procedura esecutiva senza un idoneo titolo al riguardo.

Da questo insieme di considerazioni la Suprema Corte ricava un importante principio di diritto per cui l"accertata insussistenza del titolo esecutivo non travolge i diritti e le prerogative dei terzi acquirenti o aggiudicatari della vendita dei beni oggetto della procedura salvo che sia dimostrata la collusione del terzo col creditore procedente e fermo restando il diritto dell'esecutato di far proprio il ricavato della vendita e di agire per il risarcimento dei danni nei confronti del creditore che, colposamente, abbia intrapreso un procedimento esecutivo in difetto di un idoneo titolo.



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