Changing Society, Generalità, varie -  Redazione P&D - 2017-05-17

Inno alla vita di Jules Superville - Maria Beatrice Maranò

L"almanacco di oggi ci ricorda la scomparsa a Parigi il 17.05.1960 di Jules Superville.

Come poeta  si mantenne lontano tanto dallo sperimentalismo che dalle avanguardie, fedele alla prosodia classica e al verso breve, alle immagini semplici, ai toni delicati da favolista. In una poesia descrive il suo ingresso  in una chiesa e si sorprende a pregare, a rivolgere la parola a ciò in cui non crede o in cui dubita. Ma non riesce a cogliere niente altro che la materialità del tempio di Dio: il legno delle travature, la pietra degli altari, il gesso delle statue.Tutto il mondo vive la stessa angoscia, ignorando che la fede è forse un modo per vincere quel malessere. Quello cui riesce a pensare è la sua presenza nel mondo e lì, in quella chiesa dove la messa gli appare come un linguaggio straniero. Dio è il suo io, la vita una macchina dal funzionamento complicato, un oggetto di cui non è in grado di capire i meccanismi. Vuota, se gli altari restano pietre e la chiesa un ammasso di travi e colonne. La risposta sarà in una poesia successiva, intitolata "Tristezza di Dio". Se Dio è l"io, allora la tristezza di Dio è quella del poeta…"Ecco che mi sorprendo a rivolgerti la parola /Mio Dio, io che ancora non so se esisti /E non comprendo la lingua delle tue chiese bisbiglianti. /Guardo gli altari, la volta della tua dimora,/ Come chi dica semplicemente: ecco il legno, la pietra, / Ecco le colonne romane. /A questo santo manca il naso. /E dentro come fuori, c"è l"angoscia umana. / Abbasso gli occhi senza potermi inginocchiare durante la messa, /Come se lasciassi passare il temporale sulla mia testa. /E non posso impedirmi di pensare a tutt"altra cosa. /Ahimè! Avrò passato la mia vita a pensare a un"altra cosa./ Quest"altra cosa, sono sempre io. /È forse il mio vero io. / È là che mi rifugio. / È la che forse tu sei. / Non avrei vissuto che in queste lontananze attraenti. / Il momento presente è un regalo del quale non ho saputo approfittare. /Non ne conosco bene l"uso./ Lo giro in ogni senso, /Senza saper avviare il suo complicato meccanismo."

C"est beau d"avoir élu
Domicile vivant
Et de loger le temps
Dans un cœur continu,
Et d"avoir vu ses mains
Se poser sur le monde
Comme sur une pomme
Dans un petit jardin,
D"avoir aimé la terre,
La lune et le soleil
Comme des familiers
Qui n"ont pas leurs pareils,
Et d"avoir confié
Le monde à sa mémoire
Comme un clair cavalier
A sa monture noire
D"avoir donné visage
A ces mots: femme, enfants,
Et servi de rivage
A d"errants continents,
Et d"avoir atteint l"âme
A petits coups de rame
Pour ne l"effaroucher
D"une brusque approchée.
C"est beau d"avoir connu
L"ombre sous le feuillage
Et d"avoir senti l"âge
Ramper sur le corps nu,
Accompagné la peine
Du sang noir dans les veines
Et doré son silence
De l"étoile Patience,
Et d"avoir tous ces mots
Qui bougent dans la tête
De choisir les moins beaux
Pour leur faire un peu fête,
D"avoir senti la vie
Hâtive et mal aimée
De l"avoir enfermée
Dans cette poésie...( Jules Superville).....Hommage a la vie

È bello avere scelto
Di vivere la vita
E collocare il tempo
Dentro un cuore infinito,
E avere visto le sue mani
Posarsi sopra il mondo
Come su di una mela
In un orto concluso,
Avere amato la terra,
La luna e il sole
Con  un"intimità senza pari,
E avere affidato
Il mondo alla sua memoria
Come un cavaliere luminoso
Si concede al suo cavallo nero,
Avere dato un volto
A queste parole:
Donna, bambini,
Essere divenuto lido
Di continenti erranti,
E aver ferito l"anima
A piccoli colpi di remo
Per non impaurirla
Con un urto improvviso.
È bello aver conosciuto
L"ombra sotto le foglie
E avere sentito l"età
Arrampicarsi sul corpo nudo
Avere accompagnato
Lo scorrere doloroso
Di sangue cupo nelle vene
E reso lucente come oro il silenzio
Della stella Pazienza,
E avere tutte queste parole
Che si muovono nella testa
Scegliere le meno belle
Per regalare loro un momento di festa,
Aver sentito la vita
Frettolosa e poco amata
E averla imprigionata
In questa poesia.......( Jules Superville).....Inno alla vita



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