Legislazione e Giurisprudenza, Beni, diritti reali -  Mazzon Riccardo - 2014-06-19

INNOVAZIONI VIETATE IN CONDOMINIO - Riccarod MAZZON

Sono, in ambito condominiale, a norma dell'ultimo comma dell'articolo 1120 del codice civile, vietate le innovazioni:

  • che possano recare pregiudizio alla stabilità o alla sicurezza del fabbricato; in tal senso, è stata, ad esempio, ritenuta legittima la modificazione di un muro portante, destinato al miglior godimento, in favore dei condomini che ne potevano concretamente disporre, verificata

"l'assenza di pregiudizi per la sicurezza e la stabilità del fabbricato" (App. Salerno 25 giugno 2004, GM, 2005, 4, 844);

  • che ne alterino il decoro architettonico (cfr., in particolare, il paragrafo 5.4. del capitolo quinto del volume: "La responsabilità nel condominio dopo la riforma", Riccardo Mazzon, 2013); a proposito, è stato chiarito come, in tema di condominio, il decoro architettonico, quando possa individuarsi nel fabbricato una linea armonica, sia pure estremamente semplice, che ne caratterizzi la fisionomia, sia un bene comune, ai sensi dell'art. 1117 c.c., il cui mantenimento è tutelato a prescindere dalla validità estetica assoluta delle modifiche che si intendono apportare: nella specie si è ritenuto lesivo il comportamento del condomino, proprietario delle unità abitative al piano terra e primo che, per realizzare un vano di circa mq. 25, da adibire a servizi igienici e cucina, aveva inglobato uno degli archi laterali asimmetrici del piano terra del fabbricato,

"interrompendo l'armonia del prospetto architettonico costituito dall'arco centrale di ingresso all'androne e da ciascuno dei due archi sugli altri lati" (Cass., sez. II, 4 aprile 2008, n. 8830, GCM, 2008, 4, 526);

  • che rendano talune parti comuni dell'edificio inservibili all'uso o al godimento anche di un solo condomino (cfr., in particolare, il paragrafo 5.5. del capitolo quinto del volume: "La responsabilità nel condominio dopo la riforma", Riccardo Mazzon, 2013): correttamente, a tal proposito, il giudice – nella pronuncia che segue -, ha ritenuto che costituisca uso non consentito delle cose comuni e, quindi, innovazioni vietate, l'abbattimento di parte della falda del tetto (di edificio condominiale) e della muratura per la costruzione della terrazza, con utilizzazione per uso esclusivo di parte del sottotetto di proprietà di altro condomino; le trasformazioni strutturali de quibus, infatti, attuano l'appropriazione definitiva di cose comuni a favore di proprietà esclusive e la lesione di diritti altrui, quali quelli dei condomini proprietari degli immobili che, prima delle innovazioni, godevano, con la copertura a tetto, della camera d'aria costituita dal sottotetto sovrastante non praticabile e, costruita la terrazza, ne sono stati privati,

"con conseguente maggiore incidenza dei fattori climatici sui loro sotto stanti appartamenti"

(Cass., sez. II, 10 settembre 2009, n. 19566, Gdir, 2009, 43, 48; conforme, quanto a trasformazione - anche solo di una parte - del tetto dell'edificio in terrazza ad uso esclusivo del singolo condomino, risultando in tal modo alterata la originaria destinazione della cosa comune, sottratta all'utilizzazione da parte degli altri condomini: Cass., sez. II, 12 marzo 2007, n. 5753, GCM, 2007, 6).



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