Changing Society, Opinioni, ricerche -  Sisto Patrizio - 2014-01-03

INTELLIGENZE DIVERGENTI, INTELLIGENZE DIVERTENTI – Patrizio SISTO

Di recente ha avuto rapida diffusione su stampa e media internazionali e sul web la curiosa notizia risalente a qualche tempo fa dell"ingegnosa trovata, è proprio il caso di dire, di Alfredo Moser, meccanico brasiliano di sicuro privo di studi accademici di ingegneria elettrotecnica, che ha pensato di utilizzare in modo davvero insolito, a scopo di illuminazione, una bottiglia di plastica ripiena di acqua e corretta con un po" di candeggina, per conficcarla nel tetto di lamiera delle modeste abitazioni tipiche delle favelas. Trasformando così, con una straordinaria quanto semplice metamorfosi, la funzione di un oggetto inserito solitamente nell"ovvietà quotidiana, in qualcosa di tutt"altro, una lampadina dalla resa più che efficace, se si considera che la luce prodotta spazia dai 40 ai 60 watt, in base all"intensità del sole. Sfruttando infatti il principio della rifrazione della luce solare che le investe dall"alto nella parte sporgente dai tetti, le bottiglie così predisposte permettono di illuminare nelle ore diurne in modo inaspettato, praticamente a costi zero, gli ambienti altrimenti tetri e in penombra delle baraccopoli. L"iniziativa del meccanico Moser, che non ha rivendicato alcun copyright dichiarandosi soddisfatto che la sua singolare invenzione sia stata adottata in breve tempo persino nei quartieri poveri delle Filippine, rappresenta di fatto un bell"esempio di quello che si può definire "pensiero creativo".

In questa vicenda infatti sono contenuti tutti gli ingredienti necessari a definire un processo di pensiero originale ed eccedente gli schemi comprovati, così come è stato individuato nei suoi contorni dagli studi di psicologia della forma e cognitiva che all"inizio del secolo scorso a questo riguardo hanno coniato la formula "pensiero produttivo" e poi in tempi a noi più vicini quella di "pensiero "laterale".  Ecco allora il bisogno iniziale che diviene a sua volta fonte vitale di motivazione, la scarsità di mezzi ordinari a disposizione per soddisfarlo, la capacità individuale di destrutturare gli oggetti familiari e le loro relazioni con il contesto abituale per ricombinarle infine in una configurazione funzionale inedita e originale. Attivando una procedura che solo se considerata a posteriori potrebbe apparire di una sconcertante semplicità e ovvietà, come una sorta di uovo di Colombo.

Il pioniere degli studi sull"intelligenza al plurale, Howard Gardner, nell"individuare le forme di pensiero che permettono di aprire in questa fase storica, come altrettante chiavi, l"accesso al futuro dell"umanità, pone, accanto a quelle che definisce intelligenze disciplinare, sintetica, rispettosa ed etica, proprio quella creativa, in una posizione speciale. Ma è stato nello specifico un altro innovatore, Edward De Bono, a battezzare col termine di "pensiero laterale" quelle originali dinamiche che ci consentono di fronte a problemi apparentemente irrisolvibili o alla stagnazione del pensiero di immaginare scenari alternativi e vedere la realtà secondo configurazioni non usuali per il senso comune, perché solitamente rifiutate, rimosse, accantonate, negate a priori o addirittura non contemplate.

A riprova del carattere al contempo sfuggente e di difficile classificazione ma potenzialmente pervasivo dei processi di pensiero laterale e della sua sottospecie creativa si può addirittura fare un accostamento fra tre dimensioni psichiche solo apparentemente distanti ed estranee fra loro. Il procedere del pensiero secondo modalità laterali, il divertimento e il delirio diventano allora altrettante declinazioni della mente per qualche aspetto apparentate fra loro. Basta da un lato intendere il divertimento non tanto in senso pascaliano come un deragliare futile e dispersivo rispetto all"essenziale, ma come un cambiare intenzionalmente rotta rispetto a quelle tracciate da sempre per esplorare territori sconosciuti e far ritorno poi su una nuova via maestra arricchiti di un bagaglio di conoscenze alternativo, e dall"altro lato tener presente l"accezione etimologica dell"idea di "delirio" come derivato da "de-lirare", secondo la metafora agricola che rimanda all"oltrepassare la "lira", porzione di terreno compresa fra due solchi, che comporta l"atto di uscire dal percorso pretracciato, quello già innumerevoli volte percorso in passato.

Casi analoghi rispondenti a questi requisiti, di idee all"insegna dell" "Eureka", capaci di esprimere un allontanamento dalle regole della logica consueta e sequenziale, richiamano per esempio il caso dei fratelli Wright, che sfidando le convinzioni dell"epoca rivoluzionarono la storia dell"umanità dando concretezza al sogno di Leonardo di far volare l"uomo: invece di insistere nel trovare, convergendo con gli sforzi di tutti, una macchina volante stabile, si volsero a considerare le macchine instabili, intervenendo su variabili come la portanza dell"ala, l"inclinazione e il profilo e riuscendo così a riconfigurare il problema iniziale che li aveva assillati, ponendolo secondo una luce prospettica nuova, prima impensata.

Ma viene in mente anche una piccola rivoluzione degli ultimi decenni, significativa per la quotidianità di miliardi di viaggiatori nel mondo: quella ascrivibile allo scopritore del trolley, il pilota Robert Plath, che un giorno pensò di applicare piccole rotelle alle valigie per renderle mobili e sorpassare così magicamente la fatica del sollevarle e trasportarle. E gli esempi riferibili a diverse sfere grandi e minori della nostra vita potrebbero sicuramente moltiplicarsi.

Quello che è interessante allora è individuare cosa accomuna tutti questi casi: in un"ottica controcorrente rispetto alla tendenza abituale all"interpretazione delle situazioni secondo il massimo delle probabilità di efficacia suggerita dall"esperienza (tendenza sicuramente indispensabile in molte situazioni), si delinea qui un pensiero che genera alternative, dissemina possibilità che escono dai solchi consueti e desueti, sovverte i presupposti, favorendo l"emergenza di una logica fluida e in divenire, in accordo con la revisione delle circostanze con le quali si confronta. Si tratta insomma di una logica fondata sulla percezione e moltiplicazione di possibilità nuove, eccedenti la situazione attuale e gli schemi di riferimento acquisiti.

E" interessante sottolineare che un altro modo per descrivere questo approccio del pensiero alla realtà lo definisce "divergente", il che permette di cogliere nel suo attuarsi un"ulteriore e non secondaria parentela con i meccanismi dello humour. Creare modelli di visione delle situazioni e dei problemi alternativi a quelli già disponibili significa infatti procedere non come fa il pensiero verticale utilizzando in modo successivo le informazioni date per convergere verso una soluzione univoca e finalizzata, ma comporta invece l"acquisirle come motori per creare una rimodellizzazione delle idee esistenti, secondo una parziale anarchia, volta a dischiudere nuove vedute sulla realtà, funzionali a un intervento capace di modificarla. Il pensiero laterale in questo senso non stabilizza i modelli acquisiti di ragionamento, come sottolinea il suo padre storico, De Bono, ma li stimola, destabilizzando e provocando l"apertura di nuove possibilità di lettura della realtà, sulle quali poi potrà procedere in modo logico-sequenziale il pensiero verticale selezionante e ordinante, che ha la funzione di creare modelli da perpetuare secondo sequenze fisse e iterabili. Il pensiero laterale, quello che ha guidato, verosimilmente a sua insaputa, il meccanico brasiliano protagonista delle cronache recenti, si caratterizza per altro verso per volgere lo sguardo non tanto all"indietro, alla ricerca delle giustificazioni e legittimazioni del processo di ragionamento in atto, quanto invece in avanti, sull"orizzonte degli effetti producibili dai diversi usi possibili delle informazioni tratte dalla realtà. Come i meccanismi logici della deduzione e dell"induzione propendono per la formazione dei concetti secondo procedure concatenate e standardizzabili, i procedimenti costituenti il pensiero laterale e creativo sono invece proiettati sul rimescolamento concettuale, permettendo così alla mente di ristrutturare i modelli di cui dispone già partendo dal livello di funzionamento percettivo, e operando degli scarti inaspettati in base alle situazioni di partenza date, proprio come avviene in altro modo con lo humour veicolato da una riuscita battuta di spirito.

Utilizzando un"altra metafora, è un po" come esaminare un edificio non secondo le sue planimetrie costruttive, ma girandogli invece attorno, indugiando per osservarlo da tutte le angolazioni possibili, per acquisire prospettive nuove e una visione d"insieme forse migliore di quella derivante dall"esame particolareggiato di ogni singolo elemento per volta. E questo ci conduce a vedere l"implicazione reciproca fra strutturazione selezionante e creatività, tra processi di pensiero verticali e logici da un lato e laterali e creativi dall"altro, complementari fra loro ed entrambi necessari, un po" come succede con la retromarcia di un"automobile, dispositivo prezioso da usare all"occorrenza, in relazione alle circostanze, quando trovandosi in un vicolo cieco diventa essenziale trovare altre vie d"uscita.

Un processo, quello del pensiero laterale e divergente, che contiene quindi in sé una formidabile miscela e un delicato equilibrio fra giusta motivazione, peregrinazione del pensiero e gusto della scoperta e riformulazione della percezione delle cose, in una moltiplicazione delle mappe utili a percorrere il mondo con una rinnovata freschezza. Diventa allora facile immaginare quanti ambiti del vivere attuale potrebbero trarre grande beneficio da un"iniezione di questa modalità di percezione e visione dei problemi, se solo fosse legittimata, incoraggiata e coltivata già nelle scuole di ogni indirizzo e grado. A patto però di abbinarla, coerentemente ai presupposti che la animano, a buone dosi di divertimento e piacere, nell"immaginare, nel vedere e nel pensare.



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