Articoli, saggi, Danno esistenziale -  Giovanni Sollazzo - 2014-09-12

INTERDITTIVA ANTIMAFIA E DANNO ESISTENZIALE- T.a.r. Napoli, 4.9.2014, n. 4715 Carol COMAND

Con pronuncia depositata in data 4.9.2014 il Tribunale Amministrativo Regionale della Campania, giudicando in primo grado, ha condannato l'amministrazione convenuta, nel caso di specie il Ministero dell'Interno, al risarcimento del danno esistenziale a seguito dell'emissione, nei riguardi della società ricorrente, di una informativa antimafia che aveva causato a quest'ultima, fra l'altro, la risoluzione di alcuni rapporti contrattuali.

A seguito di ricorso per la condanna al risarcimento dei danni subiti per effetto di due diverse interdittive, nella pronuncia si ritiene che, per quanto concerne la prima di queste, non si possa rinvenire alcuna responsabilità della pubblica autorità procedente in quanto l'incompletezza dell'istruttoria ed il vizio di motivazione, pur riscontrati, debbano ricondursi ad un errore scusabile.

D'altra parte, il medesimo giudice non ritiene di dover pervenire alla stessa conclusione con riguardo alla seconda delle interdittive, del giudizio dei cui effetti era stato investito attraverso motivi aggiunti ed emessa a seguito di annullamento della precedente: "la reiterazione del provvedimento, affidato sostanzialmente ai medesimi elementi fattuali già valutati come insufficienti, il mancato svolgimento degli approfondimenti istruttori sui temi emersi dalle divisate risultanze processuali ed il persistere negli stessi vizi già stigmatizzati palesano, con tutta evidenza, il requisito soggettivo della colpa a carico dell'autorità emanante, per il segmento di attività amministrativa in questione" (T.a.r. Napoli, n. 2929/1).

In sede di quantificazione, in particolare, dopo aver individuato i pregiudizi ritenuti quali conseguenze immediate e dirette dell'attività amministrativa censurata (riconducibili alle vicende relative a due contratti di appalto e all'erogazione di una agevolazione finanziaria),  determinata la misura del lucro cessante, attribuita una somma a titolo di danno curriculare, in riferimento al danno esistenziale si afferma:

"Inoltre, va risarcito anche il c.d. danno esistenziale. Sul punto il collegio ritiene di poter condividere l'orientamento (espresso dalla Corte di Cassazione a partire dalla sentenza 4 giugno 2007, n. 12929) con cui si è definitivamente chiarito che il diritto all'immagine, concretizzantesi nella considerazione che un soggetto ha di se e nella reputazione di cui gode, non può essere considerato appannaggio esclusivo della persona fisica e va pertanto riconosciuto anche alle persone giuridiche. Tale diritto, traente fondamento dalla previsione dell'art. 2 Cost., è stato nella specie leso dall'illegittima informativa annullata dal T.a.r., come comprovato dalla divulgazione delle notizie riferita alla presunta "mafiosità" della società, di intensità e rilevanza (c.d. "clamor fori") tali da alterare tali fondamentali diritti della persona giuridica", giungendo alla determinazione di un importo pari al 5% di quanto stabilito a titolo di lucro cessante. (c.c.)

Il provvedimento è consultabile presso la relativa banca dati ufficiale: giustizia–amministrativa.it.



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