Legislazione e Giurisprudenza, Impresa, società, fallimento -  Marena Teodoro - 2014-06-28

INTERPRETAZIONE DELL'ART. 2470 CC. - Trib. Napoli 15.10.2013 - Teodoro MARENA

Sull"iscrizione della domanda giudiziale di simulazione del trasferimento di quote di s.r.l.

La problematica affrontata dal provvedimento qui in commento ha origine dalla disposizione dell"art. 2470 c.c.[1].

Com"è noto, questa norma è stata modificata dalla L. 12 agosto 1993, n. 310, la c.d. Legge Mancino, la cui nuova formulazione prevede che l"atto di trasferimento di quote di s.r.l., previa sottoscrizione autenticata da parte di un notaio, debba essere depositato entro 30 giorni per l"iscrizione, a cura del notaio autenticante, presso l"ufficio del Registro delle imprese nella cui circoscrizione è stabilita la sede sociale.

La finalità sottesa alla legge[2], come ha fatto notare una tesi attenta alla ratio legis, è quella di raggiungere un maggior grado di trasparenza nelle cessioni di partecipazioni sociali e nella composizione degli assetti proprietari.

Tale legge ha previsto che il trasferimento di quote di s.r.l. potesse essere validamente iscritto nel libro soci a cura degli amministratori solo a fronte dell"esibizione, da parte del richiedente, sia esso alienante o l"acquirente, del titolo in forma autentica o pubblica preventivamente depositato presso il Registro delle imprese.

Per quanto attiene alla portata dell"iscrizione, vi erano dubbi relativamente a quale tipologia di atti il legislatore avesse voluto fare riferimento e, in particolare, se per atto di trasferimento il legislatore avesse inteso il solo atto di cessione quote o anche la costituzione di diritti parziari minori e le domande giudiziali relative alla titolarità delle quote.

Per quanto riguarda, invece, il sistema pubblicitario introdotto dalla Legge Mancino, ci si chiedeva se la pubblicità degli atti di cessione quote potesse dar vita ad un sistema pubblicitario assimilabile al sistema della pubblicità nei registri immobiliari di cui agli artt. 2643 e ss. c.c.

Tali dubbi interpretativi non sono stati risolti né dalla riforma del diritto societario né dai successivi interventi legislativi. Tuttavia, tali interventi hanno introdotto rilevanti novità e spunti di ulteriore riflessione che devono essere considerati nell"ambito della tematica dell"iscrizione delle domande giudiziali nel Registro delle imprese.

Al riguardo, l"art. 2470 c.c., come novellato dalla Riforma del 2003, prevede che se la quota è alienata con successivi contratti a più persone, quella tra esse che per prima ha effettuato in buona fede l"iscrizione nel Registro delle imprese è preferita alle altre, anche se il titolo è di data anteriore.

Inoltre, la recente novella D.L. 29 novembre 2008, n. 185 convertito in L. 28 gennaio 2009, n. 2 ha abolito il libro soci e l"iscrizione dell"atto di trasferimento presso il Registro delle imprese ha efficacia dichiarativa sia nei rapporti con i terzi aventi causa sia anche nei confronti della società.

Le ragioni di tale intervento vanno ricercate nell"intento di alleggerire gli adempimenti pubblicitari a carico delle imprese, in connessione con il perseguimento dell"obiettivo della completa informatizzazione della pubblicità commerciale[3]. Da tale intervento legislativo derivano una serie di gravi inconvenienti, dei quali i più rilevanti sono un potenziale deficit di conoscenza delle variazioni della compagine sociale e il rischio di un non pregnante controllo del rispetto dei limiti statutari alla circolazione delle quote.

Quanto alla composizione degli assetti proprietari della compagine sociale, è evidente che, non avendo più a disposizione il libro dei soci, gli amministratori, ma anche gli altri soci, per conoscere l"attuale composizione della compagine sociale devono procedere alla consultazione del Registro delle imprese. Ciò diventa necessario nell"imminenza di momenti della vita societaria che richiedono l"individuazione dei soci e per i soci, in presenza di una clausola di prelazione nello statuto, quando vogliano alienare la propria quota, per individuare i destinatari della denuntiatio.

Altra problema derivante dalla nuova norma concerne l"impossibilità del riscontro da parte degli amministratori, prima che il trasferimento abbia effetto nei confronti della società, dell"insussistenza di limiti alla circolazione delle partecipazioni. La cessione della partecipazione nella s.r.l., spiegando effetto nei confronti della società senza che gli amministratori ne abbiano comunicazione, impedisce, di fatto, l"esercizio del potere-dovere di questi ultimi di verificare il rispetto di eventuali limitazioni statutarie alla circolazione delle quote. Impedendosi, con l"eliminazione del vaglio in sede di iscrizione nel libro soci, il controllo sul rispetto delle clausole limitative della circolazione, si pregiudicano gravemente gli interessi della società e degli altri soci.

Di conseguenza, se , da un lato, il nuovo assetto normativo lascia aperto il problema dell"iscrizione delle domande giudiziali nel Registro delle imprese dato che il legislatore non ha previsto una regola specifica volta a regolamentare chiaramente l"iscrizione delle domande giudiziali nel Registro delle imprese; dall"altro, è innegabile la marcata tendenza legislativa ad attribuire centralità al Registro delle imprese quale strumento di conoscenza delle vicende relative al trasferimento di quote di s.r.l. e, quindi, come strumento per rendere conoscibile ai terzi gli assetti societari e domicali delle quote di s.r.l.[4].

Come risulta dai lavori preparatori, la L. n. 310/1993 persegue finalità di ordine pubblico e precisamente quella di prevenire e reprimere ogni possibile forma di utilizzazione strumentale dei circuiti finanziari ed economici per finalità illecite e di realizzare una maggiore trasparenza nei trasferimenti di capitali e nell"assetto proprietario della società. Si tratta di una legge volta a contrastare l"illecita attività di riciclaggio di denaro proveniente da attività criminose.

Se quanto appena detto, risulta dai lavori preparatori della L. n. 310/1993 e dai primi commenti alla medesima, la dottrina[5] ha, tuttavia, ampliato le finalità delle suddetta legge affermando che la novità apportata dalla legge in esame si armonizza perfettamente con il tipo di s.r.l. emergente dal codice civile.

Pertanto, considerato che il tipo sociale di s.r.l. lascia ampio spazio ad una potenziale ingerenza dei soci nell"attività della società, vi è un altrettanto potenziale interesse dei soci a conoscere esattamente l"identità dei soci e, in particolare, le vicende inerenti alle quote di cui i soci sono titolari.

In questo ambito, occorre dare un"interpretazione alla nozione di "atto di trasferimento" rilevante ai fini del comma 4 dell"art. 2470 come novellato dalla Legge Mancino. E infatti, se per atto di trasferimento si intende il negozio giuridico da cui deriva, come effetto immediato e diretto, l"alienazione della quota di s.r.l., rimangono esclusi dal regime pubblicitario disposto dalla norma tutta una serie di atti negoziali e di domande giudiziali, connessi alla titolarità della partecipazione, e quindi che in via mediata sono in grado di produrre il trasferimento.

Si pensi, ad esempio, agli atti per effetto dei quali viene costituita una garanzia reale sulla quota oppure alle domande di simulazione di trasferimento della partecipazione, come nel caso di specie, dei quali rispettivamente il creditore pignoratizio o l"attore in simulazione volesse ottenere l"iscrizione nel Registro delle imprese.

Il problema da risolvere è se, in sostanza, la legge Mancino abbia introdotto un regime pubblicitario delle vicende, rectius di tutte le vicende, della quota, oppure se essa abbia soltanto inteso dare trasparenza agli atti di trasferimento in senso tecnico.

Un primo orientamento giurisprudenziale, seguito dal provvedimento in commento, conformemente al principio di diritto cristallizzato nell"art. 2188 c.c., a tenore del quali il Registro delle imprese è istituito per le iscrizioni previste dalla legge, ha sostenuto la non iscrivibilità di atti giuridici diversi da quello che producesse in via immediata il trasferimento della quota[6].

Secondo tale orientamento, infatti, il principio di tipicità degli atti soggetti all"iscrizione nel Registro delle imprese appare immanente alla stessa funzione pubblicitaria, la quale non tollera incertezza in ordine agli atti da pubblicizzare né ammette mere facoltà di pubblicizzare atti al di fuori dei casi previsti.

Essenziale ad ogni sistema di pubblicità è, infatti, la predeterminazione legale degli atti e dei fatti soggetti alla pubblicità stessa, onde consentire ai terzi di conoscere preventivamente quali di essi trovare rappresentati nel pubblico registro. Secondo tale orientamento, l"iscrizione nel Registro delle imprese di atti e fatti non contemplati espressamente dalla legge deve dunque essere negata[7].

A tale filone interpretativo si è contrapposta un"altra corrente di pensiero, maggioritaria in giurisprudenza, secondo la quale il principio di tipicità contenuto nell"art. 2188 deve essere collegato ad un generale principio di completezza del regime pubblicitario, nel quale avrebbero dovuto trovare accesso anche atti diversi da quelli di trasferimento in senso tecnico, quali gli atti costitutivi di garanzie reali, le domande giudiziali relative all"accertamento della simulazione assoluta di atti di trasferimento di quota, il pignoramento della quote di partecipazione di s.r.l. e la domanda giudiziale di rivendicazione di quota di s.r.l.[8].

Secondo tale orientamento favorevole, il fatto che le iscrizioni nel Registro delle imprese costituiscano un numerus clausus ai sensi dell"art. 2188 c.c., non può escludere l"iscrivibilità anche di "altri atti" ricavabili dall"interpretazione delle norme specifiche: la disposizione di chiusura dell"art. 7, comma 2, lett. b), D.P.R. 7 dicembre 1995, n. 581, che prevede l"iscrizione di tutti "gli atti previsti dalla legge", consentirebbe, infatti, l"estensione di tale forma pubblicitaria anche ad atti prodromici al trasferimento, da cui possono conseguire effetti modificativi della titolarità delle quote di s.r.l., quali, ad esempio, quelli di sequestro e di pignoramento.

La stessa iscrizione della domanda giudiziale di simulazione rappresenta una fase che può preludere ad una vicenda giuridica destinata ad incidere sul titolo del trasferimento. Anche riguardo a tale speciale categoria di atti traspare dunque evidente l"esigenza di rendere conoscibile ai terzi la possibile intestazione fittizia delle quote sociali a soggetti prestanome.

Del resto, con l"iscrizione nel Registro delle imprese per attuare la trasparenza dell"alienazione delle quote di s.r.l., il legislatore ha in realtà dato via ad una forma di pubblicità reale, del tutto simile a quella perseguita dalla trascrizione, la quale riguarda non solo gli immobili, ma anche altre categorie di beni, quali i beni mobili iscritti in pubblici registri.

Tale orientamento conclude affermando che, dovendo le quote di s.r.l. essere considerate, dal punto di vista della circolazione, beni mobili registrati, anche ad esse deve estendersi la disciplina della trascrizione, in particolare quella relativa alla domande giudiziali ai fini e per gli effetti, nel caso di specie, di cui all"art. 2652, n. 4 c.c.[9].

Ulteriore argomento a favore della tesi positiva viene desunto dal principio di completezza. Infatti, dal sistema pubblicitario del Registro delle imprese si ricava un principio di carattere generale secondo il quale è necessario che il sistema pubblicitario commerciali assicuri la completezza e l"organicità della pubblicità di tutte le imprese soggette a registrazione.

Una tesi intermedia viene sostenuta da un autorevole autore[10] il quale ritiene che la tendenza espansiva sopra descritta vada accolta cum grano salis, in quanto una lettura sostanzialmente onnicomprensiva del termine "trasferimento" di cui all"art. 2470 rischia di vanificare di fatto il principio di tassatività delle iscrizioni nel Registro delle imprese proclamato dall"art. 2188 c.c. Secondo tale autore, una soluzione più equilibrata potrebbe forse essere quella di contenere l"interpretazione estensiva del termine in parola nel senso di ritenervi incluso tutto ciò che, pur costituendo un minus rispetto al vero e proprio passaggio di proprietà, abbia il carattere della realità e, dunque, l"incidenza immediata sulla disponibilità della partecipazione e sull"esercizio dei diritti a questa connessi. Di conseguenza andrebbe espunto dal contenuto del suddetto termine tutto ciò che solo attraverso la mediazione di ulteriori vicende potrebbe produrre tale incidenza, in quanto ad interessare i terzi dovrebbero essere i mutamenti degli assetti dominicali e organizzativi connessi alla circolazione della partecipazione, e non le vicende ad essi meramente prodromiche[11].


[1] Abriani, Diritto delle società di capitali, Milano, 2003; Angelici, Sul nuovo testo dell'art. 2479, in Riv. Dir. Comm., 1994; Chessa, Il conflitto tra più acquirenti della medesima quota di s.r.l. dopo l'entrata in vigore del d.lgs. 17 gennaio 2003, n. 6, in Giur. comm., 2006, I; Civerra, Cessione di partecipazioni di s.r.l.: ritorno al passato?, in questa Rivista; De Luca, "Buona fede" e conflitto nell'attribuzione di quote di s.r.l., in Riv. soc., 2007; De Stasio, Sulla "eliminazione" del libro soci nella s.r.l. (prime osservazioni ai commi da 12-quater a 12-undecies dell'art. 16 del d.l. "anti-crisi" 29 novembre 2008, n. 185, nel testo risultante dalla legge di conversione 28 gennaio 2009, n. 2), in Giur. comm., 2010, I; Id., Trasferimento della partecipazione nella s.r.l. e conflitto tra acquirenti, Milano, 2008; Galgano, Il nuovo diritto societario, in Trattato Galgano, XXIX, Padova, 2003; Galletti, Sub art. 2470, in Benazzo - Patriarca (diretto da), Codice commentato delle s.r.l., Torino, 2006; Guidotti, Riflessioni sulla pubblicità del trasferimento della quota di s.r.l. dopo la riforma, in Giur. comm., 2004, I; Laurini, Disciplina dei trasferimenti di quote di s.r.l. e delle cessioni d'azienda, in Riv. soc., 1993; Maltoni, Sub art. 2470, in Maffei Alberti (a cura di), Il nuovo diritto delle società, III, Padova, 2005; Petrelli, La soppressione del libro soci delle s.r.l., in questa Rivista, 2009; Rainelli, Il trasferimento della partecipazione, in Sarale (diretto da), Le nuove s.r.l., Bologna, 2008; Rordorf, Opponibilità al creditore del trasferimento di quota di s.r.l. non trascritto nel libro dei soci, in questa Rivista, 1985; Salafia, Circolazione delle quote di s.r.l. ed opponibilità alla società, ivi, 1985; Santini, Società a responsabilità limitata, in Commentario Scialoja - Branca, Sub artt. 2472-2497 bis, Bologna - Roma, 1992; Zanarone, Della società a responsabilità limitata, in Commentario Schlesinger - Busnelli, 1, 2, Milano, 2011.

[2] De Stasio, Sub art. 2470 c.c. - Efficacia e pubblicità, in Dolmetta - Presti (a cura di), S.r.l., Commentario, Milano, 2011, 350 ss.

[3] Meli, Soppressione del libro dei soci nella s.r.l. e limiti alla circolazione delle quote, in Riv. not., 2009, 4, 973.

[4] Rubertelli, Registro delle imprese e domande giudiziali relative a quote di s.r.l., in questa Rivista, 2011, 632; Zagra, Iscrizione di domanda giudiziale di accertamento della proprietà di partecipazioni di s.r.l., in questa Rivista, 2013, 29.

[5] Revigliono, Il trasferimento delle quote di s.r.l., Milano, 1998, 83 ss.

[6] Trib. Milano 18 ottobre 1999, con nota di R. Guidotti, Ancora sul deposito di cui al quarto comma dell"art. 2479, in Giur. comm., 2001, II, 495 ss.; Trib. Varese, 17 maggio 2010 il quale afferma che la domanda giudiziale avente ad oggetto il trasferimento coattivo ex art. 2932 c.c. di una quota di partecipazione sociale non può essere iscritta sul registro delle imprese in quanto: a) il sistema di pubblicità d"impresa non conosce il meccanismo dell"effetto prenotativo della domanda giudiziale, né è possibile importarlo dalla disciplina speciale della trascrizione, non applicabile né estensivamente né analogicamente; b) la mera opponibilità ai terzi della domanda, derivante dall"eventuale iscrizione, non ha alcuna utilità pratica, in mancanza del suddetto effetto prenotativo; c) il suddetto effetto prenotativo della pubblicità della domanda giudiziale non appare essenziale a soddisfare l"esigenza costituzionale di tutela giurisdizionale dei diritti, atteso che l"eventuale prevalenza dell"acquisto perfezionato dal terzo nelle more del giudizio, in pregiudizio dell"attore ex art. 2932 c.c., troverebbe tutela sul piano risarcitorio; Trib. Trento 1 febbraio 2010 secondo il quale va rigettata la domanda di iscrizione nel Registro delle Imprese dell'atto di citazione diretto ad ottenere una declaratoria di simulazione dell'atto di trasferimento di quote di una s.r.l. considerato che l'art. 2470 c.c., che si occupa degli effetti dell'iscrizione del trasferimento di quote, prevede una norma risolutiva del conflitto nell'ipotesi di più trasferimenti con successivi contratti, affermando il prevalere del soggetto che ha iscritto per primo, mentre non è disciplinato dalla legge l"effetto prenotativo della trascrizione della domanda come previsto dall"art. 2652 c.c. per i beni immobili.

[7] Trib. Varese 29 luglio 2011 il quale afferma che la domanda giudiziale di revocatoria ex art. 2901 c.c. di un atto di cessione di quote di una s.a.s. dal socio accomandatario al socio accomandante non può essere iscritta sul registro delle imprese in quanto nel campo delle società personali manca una norma analoga a quella prevista dall"art. 2470 c.c., dettato per le sole società a responsabilità limitata.

[8] Trib. Milano 28 marzo 2000, con nota di E.E. Bonavera, Modalità del pignoramento di quote di s.r.l., in questa Rivista, 2000, 1460 ss.; Trib. Milano, decr., 8 marzo 2001, con nota di M. Speranzin, Registro delle imprese e trasferimento di quota di s..r.l.: questioni ancora non del tutto risolte, in Giur. comm., 2001, II, 635 ss.; Trib. Perugia, decr., 25 febbraio 2002, con nota di G. Zagra, Iscrizione del registro delle imprese della domanda per accertare la simulazione del trasferimento di quote di s.r.l., in questa Rivista, 2002, 1008 ss.; Trib. Ferrara 9 maggio 2005, ivi, 2006, 488; Trib. Milano 28 giugno 2011, ivi, 2011, 1266 ss. secondo il quale è iscrivibile nel Registro delle imprese la domanda giudiziale di rivendicazione di quota di s.r.l. perché il termine Atto di trasferimento contenuto nell"art. 2470 c.c. deve essere esteso ad ogni vicenda relativa alla quota; per la domanda volta ad ottenere il trasferimento giudiziale di quote ai sensi dell"art. 2932, Trib. Firenze 13 luglio 2005, in Foro pad., I, 321; per l"azione revocatoria ex art. 2091; Trib. Oristano 10 maggio 2007, in Giur. comm., 2008, II, 908 per la divisione di una comunione di quote, Trib. Roma 2 maggio 2001, in questa Rivista, 2002, 609; Trib. Verona 1 aprile 2012 il quale ha ordinato al conservatore del registro delle imprese di iscrivere la domanda giudiziale avente ad oggetto l'accertamento della proprietà di partecipazioni di s.r.l. con l'intestazione fiduciaria ed il trasferimento delle stesse ai fiducianti; Trib. Lucca 24 aprile 2012 il quale afferma che l'atto di segregazione della quota sociale in trust possa essere sussunto nel concetto di trasferimento della quota sociale e che, per essere efficace, deve comunque essere iscritto nel registro delle imprese; G.F. Campobasso, Diritto dell"impresa, Diritto commerciale, 117, 2008 secondo il quale sono soggette in via di principio a registrazione tutte le modificazioni di elementi già iscritti.

[9] Trib. Milano, decr., 8 marzo 2001, in Giur. comm., 2001, II, 635 ss.

[10] G. Zanarone, Sub art. 2462 - 2474, Della società a responsabilità limitata, in F.D. Busnelli (diretto da), Il codice civile - Commentario, 2010, 640, nt. 113.

[11] L"Autore pone quale esempio il contratto preliminare di vendita di quote di s.r.l., affermando che la sentenza in forma specifica dell"obbligo di concludere il contratto è sicuramente iscrivibile nel Registro delle imprese in quanto comportante un vero e proprio trasferimento in proprietà ai sensi dell"art. 2470, comma 2; invece, la stessa conclusione non potrebbe ribadirsi, forse, per la domanda volta ad ottenere quella sentenza, in quanto idonea non già a produrre, ma tutt"al più solamente a prenotare i suddetti effetti traslativi e andrebbe sicuramente rigettata per il contratto preliminare in sé, atteso che gli effetti traslativi di cui sopra, lungi dallo scaturire da quest"ultimo, presuppongono addirittura una nuova manifestazione di volontà da parte dei soggetti obbligati.



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