Legislazione e Giurisprudenza, Punibilità, sanzioni -  Pittaro Paolo - 2015-03-19

INTRODOTTA LA NON PUNIBILITÀ PER LA PARTICOLARE TENUITÀ DEL FATTO – Paolo PITTARO

Sulla Gazzetta Ufficiale del 16 marzo 2015, n. 64 è stato pubblicato il decreto legislativo 16 marzo 2015, n. 28, recante "Disposizioni in materia di non punibilità per particolare tenuità del fatto, a norma dell'articolo 1, comma 1, lettera m) della legge 28 aprile 2014, n. 67". Il provvedimento entrerà, pertanto, in vigore il 2 aprile 2015.

Il decreto delegato viene emanato in base alla predetta legge n. 67 del 2015, recante "Deleghe al Governo in materia di pene detentive non carcerarie e di riforma del sistema sanzionatorio. Disposizioni in materia di sospensione del procedimento con messa alla prova e nei confronti degli irreperibili", e recependo le proposte elaborate dalla commissione ministeriale nominata con D.M. 27 maggio 2014 e presieduta dal  prof. Francesco Palazzo.

La normativa prevede, all'art. 1, l'introduzione nel codice penale dell'art. 131-bis, rubricato "Esclusione della punibilità per particolare tenuità del fatto", il quale dispone che nei reati per i quali è prevista la pena detentiva non superiore nel massimo a cinque anni, ovvero la pena pecuniaria, sola o congiunta alla predetta pena, la punibilità è esclusa quando, per le modalità della condotta e per l'esiguità' del danno o del pericolo, valutate ai sensi dell'articolo 133, primo comma, l'offesa è di particolare tenuità e il comportamento risulta non abituale.

Peraltro, il secondo comma della disposizione afferma l'offesa non può essere ritenuta di particolare tenuità, ai sensi del primo comma, quando l'autore ha agito per motivi abietti o futili, o con crudeltà, anche in danno di animali, o ha adoperato sevizie o, ancora, ha profittato delle condizioni di minorata difesa della vittima, anche in riferimento all'età' della stessa ovvero quando la condotta ha cagionato o da essa sono derivate, quali conseguenze non volute, la morte o le lesioni gravissime di una persona.

A tale proposito, ai sensi del terzo comma, il comportamento è abituale nel caso in cui l'autore sia stato dichiarato delinquente abituale, professionale o per tendenza ovvero abbia commesso più reati della stessa indole, anche se ciascun fatto, isolatamente considerato, sia di particolare tenuità, nonché nel caso in cui si tratti di reati che abbiano ad oggetto condotte plurime, abituali e reiterate.

In ordine al previsto calcolo il quarto comma del decreto delegato dispone che ai fini della determinazione della pena detentiva prevista nel primo comma non si tiene conto delle circostanze, ad eccezione di quelle per le quali la legge stabilisce una pena di specie diversa da quella ordinaria del reato e di quelle ad effetto speciale. In quest'ultimo caso ai fini dell'applicazione del primo comma non si tiene conto del giudizio di bilanciamento delle circostanze di cui all'articolo 69.

Infine, il quinto comma stabilisce che la disposizione del primo comma si applica anche quando la legge prevede la particolare tenuità del danno o del pericolo come circostanza attenuante.

L'art. 2 del decreto prevede le relative modifiche al codice di procedura penale, mentre l'art. 3 contempla le necessarie disposizioni di coordinamento processuale. L'art. 4 dispone i provvedimenti che hanno sancito la non punibilità per la tenuità del fatto siano registrati in una apposita parte del casellario giudiziario, mentre l'art. 5 è dedicato alle disposizioni finanziarie.



Autore

immagine A3M

Visite, contatti P&D

Nel mese di agosto 2020 Persona & Danno ha registrato oltre 241.000 visite.

Articoli correlati