Varie, Processo di esecuzione -  Faccioli Marco - 2014-01-25

Introduzione al processo esecutivo: I TITOLI ESECUTIVI GIUDIZIALI – di Marco Faccioli

Come dice il termine stesso, i titoli esecutivi "giudiziali" vengono formati nell"ambito di un processo, o comunque all"esito di un"attivitàˆ giurisdizionale che si conclude con l"adozione di un provvedimento suscettibile di divenire esecutivo. Per poterli ottenere è quindi necessario che il creditore procedente rivolga la propria istanza (atto di citazione o ricorso) ad un organo giudiziario.

Quello che segue è un elenco dei principali titoli esecutivi giudiziali, con una succinta descrizione delle situazioni giuridiche nelle quali i medesimi possono essere ottenuti.:

- le sentenze di condanna: sono titoli esecutivi tutte le sentenze di condanna di primo grado emesse dal giudice civile, penale, amministrativo, tributario, etc. Sono provvisoriamente esecutivi tutti i capi della sentenza contenenti una condanna al pagamento di una somma di denaro, comprese le parti del provvedimento relative alla condanna alle spese di giudizio, e ci˜ò anche quando la sentenza abbia rigettato la domanda principale. Non possono essere titoli esecutivi le sentenze di mero accertamento (non  infatti possibile eseguire coattivamente, nŽè ve ne sarebbe necessitˆà, un provvedimento che si limiti ad accertare una determinata situazione giuridica: si pensi ad un procedimento per morte presunta) e quelle costitutive (ovvero determinanti l"esistenza di uno status giuridico prima inesistente o controverso: ad esempio quello di figlio legittimo nei confronti del padre naturale). L"impugnazione, ovvero il ricorso in appello della parte soccombente, non sospende l"esecutivitàˆ della sentenza, salvo che ricorrano gravi motivi "(…) anche in relazione alla possibilità di insolvenza di una delle parti, con o senza cauzione" ex art. 283 c.p.c.

- i decreti ingiuntivi provvisoriamente esecutivi: sono titoli esecutivi i decreti ingiuntivi emessi dal giudice con la formula di provvisoria esecutivitˆà ex art. 642 c.p.c., oppure ai quali quest"ultimo, ex art. 648 c.p.c., concede la provvisoria esecutivitˆà in pendenza di giudizio di opposizione

- i verbali di conciliazione giudiziali: costituisce titolo esecutivo l"accordo tra le parti in causa, conciliatesi innanzi al giudice istruttore. Il verbale pu˜ò essere cristallizzato nel verbale d"udienza, che entrambe le parti sottoscrivono (in questo caso i punti dell"accordo verranno redatti dal giudicante sul momento), oppure da un atto precedentemente predisposto dai difensori delle parti, a quest"ultimo unito ed inserito nel fascicolo d"ufficio;

- le ordinanze: il procedimento civile prevede diverse tipologie di ordinanze costituenti titolo esecutivo, che in questa sede pare opportuno analizzare sinteticamente, e precisamente:

- le ordinanze di pagamento di somme non contestate (art. 186 – bis c.p.c.). Sono i provvedimenti emessi dal giudice in corso di causa, quindi prima della sentenza che definisce il giudizio, con cui, ad istanza della parte interessata, viene ordinato il pagamento delle somme non contestate dalle parti costituite. Possono avere ad oggetto solo ed esclusivamente il pagamento di una somma di denaro e non altre prestazioni;

- le ordinanze di ingiunzione di pagamento o di consegna (art. 186 – ter c.p.c.). Sono provvedimenti che il giudice emette, ad istanza di parte, prima della precisazione delle conclusioni (anche contro le parti non costituite) ingiungendo il pagamento o la consegna quando ricorrono gli estremi di cui all"art. 633 comma 1 n. 1 c.p.c. (prova scritta del diritto fatto valere);

- le ordinanze in materia di incidenti stradali: (art. 147 D.Lgs 209/2005). La vittima di un sinistro derivante dalla circolazione di autoveicoli, che si trovi in stato di comprovata necessitàˆ economica e che abbia diritto ad essere risarcita dall"assicurazione, può˜ chiedere al giudice del primo grado che le venga assegnata, con ordinanza irrevocabile sino alla sentenza, una somma che verrˆà imputata nella liquidazione definitiva del danno (una sorta di anticipo su quella che saràˆ la liquidazione finale determinata in sentenza). Il giudice, ove ritenuta la fondatezza della richiesta, ordina l"assegnazione di una somma fino ai limiti dei 4/5 di quella che sarˆà l"ammontare presumibile del risarcimento.

- le condanne generiche e provvisionali: (art. 278 c.p.c.). Quando sia giàˆ accertata la sussistenza di un diritto, ma sia ancora controversa la quantitàˆ della prestazione dovuta, il collegio, su istanza di parte, pu˜ò limitarsi a pronunciare con sentenza la condanna generica alla prestazione, disponendo con ordinanza che il processo prosegua per la liquidazione. In tal caso il collegio, con la stessa sentenza e sempre su istanza di parte, pu˜ò altres“ì condannare il debitore al pagamento di una provvisionale, nei limiti della quantitˆà per cui ritiene giàˆ raggiunta la prova.

- le ordinanze anticipatorie di condanna: (art. 186 – quater c.p.c.). Esaurita l"istruzione, il giudice (e non il collegio), su istanza della parte che ha proposto domanda di condanna al pagamento di somme ovvero alla consegna o al rilascio di beni, può˜ disporre con ordinanza il pagamento ovvero la consegna o il rilascio di un determinato bene, nei limiti per cui ritiene giˆ raggiunta la prova. Con l"ordinanza il giudice provvede altres“ì sulle spese processuali. Il provvedimento in esame, insieme ai due disciplinati dagli articoli precedenti, rappresenta una delle principali innovazioni introdotte dalla riforma del "90 e successive modifiche. Differentemente dai provvedimenti di cui agli artt. 186 bis e 186 ter c.p.c., il provvedimento in esame è pronunciato non in corso, ma al termine dell"istruttoria, accentuandosi così“ i caratteri di pronuncia anticipata, provvisoria ed esecutiva destinata a sostituirsi alla decisione finale, potendo le parti rinunciare ai normali tempi e costi di un giudizio. La parte intimata, infatti, pu˜ò avere interesse a rinunciare all"emanazione della sentenza conclusiva del giudizio, poichŽè l"ordinanza, essendo emessa sempre al termine dell"istruttoria, difficilmente si differenzierˆà dalla sentenza. La possibilitˆà di far acquisire efficacia di sentenza all"ordinanza ha lo scopo di evitare in capo all"intimato, l"aggravio di spese conseguente al proseguimento del giudizio fino all"emissione della sentenza. Stando alla lettera della legge, per rinunciare alla pronuncia della sentenza, non sembra necessario il consenso dell"attore.

- i dispositivi delle sentenze emesse in materia di lavoro, previdenza ed assicurazioni: (art. 431 c.p.c.). Le sentenze che pronunciano condanna a favore del lavoratore per crediti derivanti dai rapporti di cui all"articolo 409 c.p.c. sono provvisoriamente esecutive, per cui all"esecuzione si pu˜ò procedere con la sola copia del dispositivo, in pendenza del termine per il deposito della sentenza. La norma mira a garantire una immediata esecutorietà della sentenza resa in sede di processo del lavoro sia essa favorevole al lavoratore o al datore di lavoro.

- il verbale di separazione consensuale omologato: nelle separazioni consensuali, il verbale contenente le condizioni con cui i coniugi regolano i propri interessi economici (in primis la determinazione dell"importo dell"assegno di mantenimento che il coniuge economicamente più forte corrisponde a quello più debole) costituisce titolo esecutivo, per cui il coniuge avente diritto, a fronte dell"inadempimento dell"altro coniuge, potrˆà, senza dover ricorrere al giudice, intimare il pagamento della somma dovuta con atto di precetto.

- le ordinanze di condanna della Pubblica Amministrazione al pagamento di somme di denaro da parte del TAR.

- il decreto di ingiunzione di pagamento in materia di concorso dei coniugi agli obblighi di mantenimento dei figli.



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