Legislazione e Giurisprudenza, Risarcimento, reintegrazione -  privato.personaedanno - 2014-07-05

INUTILIZZABILITÀ CONCRETA DELLALLOGGIO LEDE IL DIRITTO AD AVERE UNABITAZIONE, Trib Genova 4876/12 - Alessandra IEZZI

La concreta inutilizzabilità dell"alloggio lede il diritto fondamentale ad avere un"abitazione e può essere causa di un danno risarcibile ex artt. 1218 e 2059 c.c.

Di Alessandra Iezzi

TRIBUNALE DI GENOVA, Sez. I, 14 Febbraio 2014, G.U. Braccialini

Il caso sottoposto al Tribunale genovese concerne una citazione in opposizione a decreto ingiuntivo avanzata dagli acquirenti di un immobile ai quali veniva ingiunto di pagare, in favore del venditore, la differenza del prezzo della compravendita. Gli opponenti sollevavano eccezione d"inadempimento e chiedevano in via riconvenzionale di accertarsi in giudizio l"esistenza dei presupposti per la risoluzione del contratto, lamentando di essere stati immessi nel possesso di un immobile privo del provvedimento comunale di abitabilità, nonostante potesse ritenersi pacifica in sede contrattuale la destinazione ad esclusivo uso abitativo. Veniva inoltre contestata la concreta inutilizzabilità dell"alloggio per l"uso abitativo, a causa delle gravi carenze strutturali e dei vizi costruttivi e sanitari; durante l"attività istruttoria si perveniva all"accertamento di tali carenze e si stimava la necessità di costosi interventi per ripristinarne l"abitabilità.

A fronte dei reciproci inadempimenti, il Tribunale facendo applicazione dei principi in tema di inadempimenti concorrenti, ha proceduto a valutare la diversa gravità dei comportamenti tenuti dalle parti pervenendo alla conclusione che la responsabilità per la risoluzione del contratto andasse imputata a parte venditrice atteso che l"alloggio, oltre a presentarsi inabitabile sotto il profilo amministrativo, lo era anche sotto l"aspetto concreto, non potendo pertanto assolvere la propria funzione economico-sociale.

Il Tribunale, qualificata la fattispecie come vendita aliud pro alio, ha dichiarato risolto il contratto e condannato il convenuto alla retrocessione della somma ricevuta a titolo di anticipazione sul prezzo, oltre agli interessi legali ed alla rivalutazione monetaria.

La decisione de quo si prospetta interessante sotto il profilo risarcitorio del danno-conseguenza il quale, in accoglimento delle domande di parte attrice, viene liquidato sia nella sua componente patrimoniale sia in quella non patrimoniale, pur vertendo la controversia in tema di responsabilità per inadempimento.

Il Tribunale giunge a tale risultato procedendo ad una indagine in ordine ai reali interessi che le parti avevano inteso realizzare con il vincolo contrattuale e osservando che il contratto mirava ad assicurare agli acquirenti la disponibilità di una prima casa di abitazione. La copertura costituzionale del pregiudicato diritto degli acquirenti viene ricercata nell"ampio catalogo dei diritti fondamentali ex art. 2 della Costituzione, il cui contenuto si ritiene debba adeguarsi alla coscienza sociale del periodo storico di riferimento. L"accertata violazione del diritto ad avere una prima casa di abitazione ha indotto il giudice a rifondere gli attori anche per il pregiudizio psicologico e relazionale subito, il quale doveva ritenersi causalmente collegato non solo alla riscontrata irregolarità e all"impossibilità di regolarizzare la posizione amministrativa della dimora familiare, ma anche al mancato godimento della stessa come abitazione. Pertanto, con precipuo riferimento alla carenza di abitabilità, il Tribunale di Genova perviene a liquidare in via equitativa il danno non patrimoniale subito dagli acquirenti nelle proprie relazioni personali, pregiudicate dalle condizioni di vita familiare svolte in un ambiente privo dei servizi minimi essenziali. Successivamente, riconosce un pregiudizio conseguente all"impossibilità di poter ottenere la regolarizzazione amministrativa dell"immobile la quale comporterà la restituzione dell"alloggio e quindi la perdita del bene casa, obbligando i danneggiati alla ricercare di una nuova sistemazione. Si rivela interessante anche notare il contenuto che il giudice conferisce a quest"ultima voce di danno, la quale si estende ad abbracciare sia il pregiudizio inerente alle difficoltà che si dovranno affrontare per la rinegoziazione di un nuovo mutuo prima casa, stante il periodo di "stretta creditizia" sulle condizioni bancarie al riguardo, sia le variazioni di vita familiare, nonchè le "autenticamente stressanti" preoccupazioni da dedicare alla ricerca della dimora ed alla riorganizzazione della nuova vita domestica.



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