Legislazione e Giurisprudenza, Conciliazione -  Cuzzola Paolo Fortunato - 2015-09-29

INVITO DEL GIUDICE QUALE ESPRESSIONE DEL POTERE DI GOVERNANCE - Trib. Milano 15 Luglio 2015 - Dr. Giuseppe Buffone

Differente, nel suo fine, dall"invito ex art. 5 D.Lgs 28/2010, è l"invito che il giudicante può rivolgere alle parti, quale estrinsecazione del generale potere di governance del processo di cui all"art. 175 c.p.c.
Un invito, dunque, non vincolante rispetto la procedibilità della domanda di mediazione ma semplicemente rivolto alle parti allo scopo di "coltivare le trattative".
In questo senso si esprime il Tribunale di Milano, in persona dell"estensore Giuseppe Buffone, attraverso l"ordinanza del 15 luglio scorso con oggetto una controversia in materia di status (diritti indisponibili) ove marito e moglie discutevano della nullità del matrimonio per bigamia e delle conseguenti questioni patrimoniali.
Una controversia particolare per le ragioni della pretesa (nullità per precedente matrimonio) oltre che singolare per la circostanza che, nel corso del giudizio, il marito veniva a mancare e il processo veniva proseguito dai suoi eredi.
Sulla base di tali circostanze il giudice sollecitava le parti ad intraprendere un percorso di mediazione. Alla stessa stregua il Tribunale considerava opportuno formulare una proposta transattiva o conciliativa ex art. 185 bis c.p.c. proprio con lo scopo di offrire alle parti spunti per una pronta soluzione.
La mediazione così demandata dal giudice risulta essere una forma di mediazione volontaria, veicolata dal suggerimento del magistrato: la modifica del 2013 che vede l"espunzione dell"istituto della cd. mediazione demandata dal giudice non esclude comunque la facoltà del giudicante di sollecitare una riflessione nei litiganti, mediante invito a rivolgersi spontaneamente ad un organismo di mediazione.
La complessa questione posta all"attento esame del Giudice G. Buffone verte, come accennato, su diritti  di natura indisponibile (cioè lo status) che rappresentano, a loro volta, lo spunto per discutere del patrimonio degli ex coniugi.
In sostanza, quindi, "la presenza del diritto indisponibile nel procedimento civile non esclude la co-presenza di diritti del tutto disponibili e, quindi, negoziabili".
In tali casi, un eventuale accordo sulla parte disponibile del processo potrà avere ricadute sul procedimento in generale. Infatti, la composizione del conflitto spegne l"interesse delle parti per la procedura giudiziale che può, a questo punto, essere oggetto di atti dispositivi anche indiretti.



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