Changing Society, Intersezioni -  Pant√® Maria Rosa - 2015-10-27

IO E LE ARMI – Maria Rosa PANTÉ

Risposta di una cittadina al sindaco di Borgosesia, che propone un bonus pistola a chi vuol difendersi dai malviventi.

Il mio primo contatto con le armi avvenne quando avevo circa 4 o 5 anni.

Già.

Pare (io non lo ricordo) che io abbia puntato la pistola di ordinanza di mio padre, che era carabiniere, prorio contro di lui.

Lui e la mamma stavano litigando, posso dirlo con tranquillità perché si amarono tutta la vita e litigarono tutta la vita: ricordo i litigi nella fila per la comunione, per esempio.

Litigavano e io intervenni puntando la pistola alle spalle del mio papà e dicendo di lasciar stare la mamma.

Incredibile, vero? Avevo in me potenzialità insospettate.

I miei non erano sconsiderati. Infatti mio padre lasciava la pistola in bella vista ovunque per casa (e io quindi ne ho grande familiarità) perché era scarica. Toglieva il caricatore. Era carabiniere, quindi costretto a portare l'arma di ordinanza, ma, per evitare di far del male a qualcuno, la portava scarica.

Il che mi rende una figlia orgogliosa.

Non furono così fortunati invece dei vicini di casa dei miei.

Ricordo un giorno che mio padre venne chiamato d'urgenza. Se ne andò, tornò pallido. Non era cosa frequente. Non disse nulla. Non diceva mai nulla del suo lavoro.

Poi venimmo a conoscenza di quanto era accaduto. Nella casa di un gioielliere, con regolare porto d'armi, la figlia e dei suoi amici avevano trovato la pistola del padre. Giocavano, era partito un colpo, aveva centrato proprio il cuore della figlia del gioielliere che era morta subito.

Pistola, gioco, errore, morta sul colpo nemmeno 14 anni.

Mi accadde in seguito anche di essere rapinata.

Cioè forse, non sono sicura. Probabilmente sì.

Nemmeno le rapine sai riconoscere? Potrebbe dire qualcuno.

Andò così. Ero allora, nella mia sesta casa, avevo 30 anni. Avevo una bella casa a un piano, con porte finestre da cui si poteva accedere tranquillamente, anche perché spesso erano aperte o mal chiuse.

Un giorno vidi la scopa che giaceva a terra in mezzo alla casa. Siccome non ho mai avuto il culto dell'ordine, ma piuttosto del disordine, non ci feci caso. Poi però chiesi alla persona che viveva con me: "Hai fatto cadere tu la scopa?". "No" fu la risposta e quindi, chissà perché, ci venne un sospetto: in camera trovammo i cassetti aperti e indumenti sparsi un po' alla rinfusa, più alla rinfusa del solito.

Oibò, c"erano stati i ladri. Avevano rubato una medaglietta delle donazioni AVIS.

Anche avendo una pistola, non avrei potuto farne alcun uso utile: della rapina mi ero accorta troppo tardi.

Ma siccome so, che, se vedessi qualcuno che fa del male a un essere inerme: vegetale, animale, umano, potrei diventare violenta, preferisco non avere armi. Ci sono altri modi per intervenire. Diciamo che, se servisse, una bastonata gliela darei al malvagio di turno, ma spararagli, no, sarebbe troppo definitivo.



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