Legislazione e Giurisprudenza, Generalità, varie -  Storani Paolo - 2014-02-02

ISCRIZIONE IPOTECARIA ILLEGITTIMA - GdP Palermo 3.1.14 - Paolo M. STORANI

Con la sentenza emanata il 3 gennaio 2014 il Giudice di Pace di Palermo, Dr. Vincenzo VITALE, ha accolto il ricorso presentato dal contribuente e disposto la cancellazione dell'iscrizione ipotecaria sui beni, in violazione del limite degli € 8.000,00.

L'Ente di Riscossione siciliano è stato condannato alla refusione di spese e compensi di lite.

Nella parte sottostante l'interessante provvedimento è leggibile nella versione integrale.

Il Giudice di Pace della VIII sezione civile di Palermo, Dott. Vincenzo Vitale, ha pronunciato la seguente

SENTENZA

n. Sent. 35/2014

nella causa iscritta al n. 9661/12 R.G. degli affari civili contenziosi, e promossa da

..., rappresentato e difeso da sé stesso e dom.to presso il proprio studio, sito in via ...

attore

contro

Riscossione Sicilia S.p.a., in persona del suo direttore generale pro-tempore, rappresentata e difesa dall"Avv. Andrea Giovanni Cartella, presso il cui studio, sito in Sciara, via Pr.pe di Sciara 95, ha eletto domicilio

convenuto costituito

Oggetto : Opposizione all"esecuzione avverso iscrizione ipotecaria.

Conclusioni : come in atti.

FATTO E DIRITTO

Con atto introduttivo del 17/07/2012, l"attore citava in giudizio la Riscossione Sicilia S.p.a. al fine di sentire dichiarata l"illegittimità dell"iscrizione ipotecaria ruolo generale 48212, registro particolare 9884 del 05.08.2008, atteso che, fra l"altro, a seguito di sentenza di annullamento (passata in giudicato) della Commissione Tributaria Provinciale di Palermo n. 100/6/11, veniva annullata l"iscrizione ipotecaria sui beni immobili dell"opponente in riferimento ai carichi tributari dello stesso, onde l"importo della stessa, ridotto ad € 1.545,84, non appariva più giustificativo alla luce dell"art. 76 D.P.R. 602/1973, in quanto violativo del limite di € 8.000 fissato dalla detta disposizione normativa.

Costituitasi in giudizio, la società esattrice eccepiva la regolarità della procedura esecutiva posta in essere.

Orbene, in via preliminare va rilevato come correttamente la C.T.P. di Palermo abbia osservato il principio giuridico, già espresso dalle Sezioni Unite della Suprema Corte, secondo cui "la giurisdizione del giudice tributario, in base all'art. 102, secondo comma della Costituzione, deve ritenersi imprescindibilmente collegata alla natura tributaria del rapporto", onde il giudice tributario innanzi al quale sia stato impugnato un provvedimento…deve accertare quale sia la natura - tributaria o non tributaria - dei crediti posti a fondamento del provvedimento in questione, trattenendo, nel primo caso, la causa presso di sé, interamente o parzialmente (se il provvedimento faccia riferimento a crediti in parte di natura tributaria e in parte di natura non tributaria), per la decisione del merito e rimettendo, nel secondo caso, interamente o parzialmente, la causa innanzi al giudice ordinario, in applicazione del principio della translatio iudicii".

Nel merito, poi, va ritenuta la fondatezza di quanto sostenuto dall"opponente, emergendo ictu oculi l"illegittimità dell"iscrizione ipotecaria impugnata, atteso che la stessa, a seguito di sentenza di annullamento (passata in giudicato) della Commissione Tributaria Provinciale di Palermo n. 100/6/11, in riferimento ai carichi tributari di propria competenza, rimaneva in vigore limitatamente ad un importo di € 1.545,84, in violazione dunque del limite di € 8.000 fissato dagli artt. 76 e 77 del D.P.R. 602/1973.

In tal senso, si condivide l"orientamento giurisprudenziale espresso dalle Sezioni Unite della Cassazione, laddove da un lato affermano che "rappresentando un atto preordinato e strumentale all'espropriazione immobiliare, anche l'ipoteca soggiace al limite per essa stabilito, nel senso che non può essere iscritta se il debito del contribuente non supera gli 8.000,00 Euro" (così, Cass. Civ. S.U. 4077/2010), e dall"altro chiariscono in riferimento al tenore letterale del D.L. 25 marzo 2010, n. 40, art. 3, comma 2 ter, convertito dalla L. n. 73 del 2010, "che aveva si vietato d'iscrivere ipoteca per crediti minori di ottomila Euro, ma soltanto "a decorrere dalla data di entrata in vigore della legge di conversione"…che "quello che conta ai fini dell'interpretazione di un atto normativo non è l'intenzione del Legislatore (C. Cass. n. 2454 del 1983) o la lettura fattane da ministeri od altri enti, ma la volontà oggettiva della legge (C. Cass. n. 3550 del 1988) quale risultante dal suo dato letterale, che nel caso di specie depone, per l'appunto, nel senso della non iscrivibilità dell'ipoteca per crediti non realizzabili a mezzo di espropriazione immobiliare;
che per valere come smentita della predetta interpretazione, il D.L. n. 40 del 2010, art. 3, comma 2 ter, avrebbe dovuto stabilire il contrario e, cioè, che a partire dal momento della emanazione della legge di conversione non sarebbe più stato possibile iscrivere ipoteca per crediti non realizzabili a mezzo di espropriazione immobiliare;

che il D.L. succitato non ha, però, detto nulla di simile, in quanto non ha fatto cenno al predetto collegamento, ma si è limitato a fissare in modo autonomo il presupposto per le future iscrizioni dell'ipoteca, indicandolo in un importo che seppure coincidente con quello minimo all'epoca previsto per l'espropriazione, non può essere per ciò solo apprezzato come indiretta dimostrazione della inesistenza di limiti per il passato" (così S.U. Cass. Civ. 5771/2012).

Alla luce delle suesposte considerazioni, l"opposizione proposta appare fondata ex art. 2697 cod. civ., e dunque degna di accoglimento, onde va annullata l"iscrizione ipotecaria, ruolo generale 48212, registro particolare 9884, posta in essere in data 05.08.2008 da Serit Sicilia S.p.a., oggi Riscossione Sicilia S.p.a., sui beni immobili di ..., in riferimento al residuo importo di € 1.545,84.

Ordina pertanto alla Riscossione Sicilia S.p.a. di provvedere alla cancellazione della detta iscrizione ipotecaria a sua cura e spese.

Autorizza il Conservatore dei registri immobiliari di Palermo a procedere alla cancellazione dell"iscrizione ipotecaria di cui sopra, sollevandolo da ogni responsabilità al riguardo.

Le spese di lite seguono la soccombenza e si determinano, ex D.M. 140/12, nell"importo di € 1.150,00, oltre Iva Cpa, in favore di parte attrice.

P. Q. M.

Viste le norme di legge citate ;

In accoglimento della domanda attorea proposta dal ..., in data 17/07/2012, annulla l"iscrizione ipotecaria, ruolo generale 48212, registro particolare 9884, posta in essere in data 05.08.2008 da Serit Sicilia S.p.a., oggi Riscossione Sicilia S.p.a., sui beni immobili di ..., in riferimento al residuo importo di € 1.545,84.

Ordina alla convenuta Riscossione Sicilia S.p.a. di provvedere alla cancellazione della detta iscrizione ipotecaria a sua cura e spese.

Autorizza il Conservatore dei registri immobiliari di Palermo a procedere alla cancellazione dell"iscrizione ipotecaria di cui sopra, sollevandolo da ogni responsabilità al riguardo.

Condanna Riscossione Sicilia S.p.a., alla refusione delle spese di lite, ammontanti ad € 1.150,00, oltre Iva Cpa, in favore dell"opponente.

Cosi" deciso in Palermo il 03/01/2013.                                                              Il Giudice di Pace

(Dott. Vincenzo Vitale)



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