Legislazione e Giurisprudenza, Conciliazione -  Cuzzola Paolo Fortunato - 2015-06-04

ISTANZA DI MEDIAZIONE TARDIVA E DECLARATORIA DI IMPROCEDIBILITA' – Ord. Trib. Firenze 4/6/15 - P. F. CUZZOLA

"L"invio delle parti in mediazione (c.d. mediazione delegata o disposta dal giudice) costituisce potere discrezionale dell"ufficio che può essere esercitato valutata la natura della causa, lo stato dell"istruzione ed il comportamento delle parti sempreché non sia stata tenuta l"udienza di precisazione delle conclusioni. Ove la mediazione venga disposta, il suo esperimento è condizione di procedibilità della domanda giudiziale (art. 5, II co. D.Lgs. "28/2010).

Ne segue che il mancato esperimento della mediazione vizia irrimediabilmente il processo, impedendo l"emanazione di sentenza di merito".

Con queste granitiche parole il Tribunale di Firenze, nella persona del Giudice Alessandro Ghelardini, lo scorso 4 giugno, ha chiarito che la tardiva proposizione della mediazione delegata dal giudice comporta l"improcedibilità della domanda. In particolare, il giudicante ha precisato che il termine entro cui debba essere attivata la procedura di mediazione è di 15 giorni, pena la decadenza dalla relativa facoltà processuale. Si tratta, dunque, di un termine perentorio e non ordinatorio e, come tale, deve essere obbligatoriamente rispettato, in virtù della funzione che adempie e dello scopo che persegue.

Il caso in questione riguardava una controversia per inadempimento parziale di un contratto relativo alla realizzazione di alcuni manufatti. Disposta dal giudice la mediazione delegata, ai sensi dell'articolo 5, comma 2, del Dlgs 28/2010 il tentativo non veniva esperito da nessuna delle parti.

Con la pronuncia in esame si è inteso, quindi, tenere ben distinta tale circostanza da quella disciplinata dall"art. 5 comma 1 bis: nel caso di mancato esperimento della mediazione nelle materie in cui essa è obbligatoria ante causam, infatti, interviene il meccanismo della sanatoria, mediante successivo esperimento della stessa procedura; meccanismo non estendibile in via analogica alla mediazione delegata dal giudice. Se da una parte, dunque, l"omissione di avviare la procedura conciliativa che deriva da una mancata conoscenza dell"obbligo non comporta l"applicazione della dura sanzione dell"improcedibilità, dall"altra, il mancato esperimento della mediazione disposta dal giudice ai sensi del 2° comma della disposizione citata, implica immediatamente, e quindi senza possibilità di sanatoria, l'improcedibilità della domanda».



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