Legislazione e Giurisprudenza, Banca, servizi finanziari -  Mazzon Riccardo - 2015-02-09

ISTITUTI DI CREDITO E ART. 2049 C.C.: PROVA, FALSITA' IN DOCUMENTI ED INFORMAZIONI, ASSEGNI - Riccardo MAZZON

è l'articolo 2049 del codice civile a disciplinare la fattispecie

quali i casi maggiormente testati dalla giurisprudenza?

onere della prova, false informazioni, benefondi, falsa documentazione, assegni, limiti di procura

Significative appaiono le seguenti decisioni che sviluppano argomenti quali l'onere della prova,

"sull'attore che invochi la responsabilità aquiliana della banca incombe l'onere della prova della colpa della banca, ai sensi dell'art. 2043 c.c., ovvero della prova rigorosa del fatto doloso o colposo dei dipendenti ex art. 2049 c.c." (Trib. Varese 29 aprile 1986, BBTC, 1988, II, 95 grava invece sulla banca l'onere di provare l'interruzione del rapporto tra le mansioni affidate e la consumazione del comportamento illecito del dipendente: Trib. Milano 16 giugno 1980, BBTC, 1983, II, 382 - cfr., amplius, il volume "Responsabilita' oggettiva e semioggettiva", Riccardo Mazzon, Utet, Torino 2012 -),

false od inesatte informazioni (nella specie: per i finanziamenti erogati al cliente insolvibile in seguito alle suddette informazioni),

"la banca che fornisce informazioni false o inesatte circa la situazione economica e la solvibilità di un cliente è responsabile in via extracontrattuale, verso il destinatario delle informazioni dei danni da costui subiti" (App. Milano 14 marzo 1986, BBTC, 1987, II, 627),

erronea comunicazione di benefondi,

"poiché nei rapporti fra banca e dipendente trova applicazione il disposto dell'art. 2049 c.c., la banca trattaria risponde dei danni causati alla azienda di credito negoziatrice da una erronea comunicazione telefonica di benefondi fornita da un proprio dipendente che abbia agito dolosamente" (App. Milano 28 dicembre 1984, BBTC, 1986, II, 185 – conforme, quanto a benestare bancario telefonico da parte di banca trattaria, con la precisazione che, trattandosi di attività strettamente privatistica, tali principi sono applicabili anche se la banca trattaria è un ente pubblico (Cassa di risparmio): Trib. Latina 28 aprile 1980, BBTC, 1985, II, 107),

ricevuta e documentazione di operazione in realtà non eseguita (nella specie, premesso il principio di cui sopra, la S.C. ha rilevato che il convincimento dei giudici del merito, in ordine al collegamento del fatto illecito del funzionario con le incombenze cui era adibito, era stato correttamente fondato sulla circostanza che il cliente aveva avuto ricevuta e documentazione bancaria circa il denaro versato e l'incarico affidato, restando non decisivo in senso contrario il mancato inserimento della operazione nelle risultanze del conto approvato dal cliente),

"il fatto illecito del funzionario di una banca, consistente nella distrazione od appropriazione di somme versate dal cliente per l'acquisto di titolo, comporta, ai sensi dell'art. 2049 c.c., la responsabilità risarcitoria della banca nei confronti del cliente medesimo, rimasto estraneo o comunque non consapevole di quel fatto, qualora risulti che il suddetto incarico non sia stato assunto dal funzionario in proprio ed in forza di un rapporto personale, ma nell'esercizio di mansioni affidategli dalla banca, e, quindi, per conto di essa." (Cass. Civ., sez. I, 8 novembre 1984, n. 5649, GCM, 1984, fasc. 11),

sparizione di assegni,

"la sparizione degli assegni dai locali della banca non può dar luogo a responsabilità per omessa custodia o sotto il profilo di cui all'art. 2049 c.c.; in particolare presupposto indefettibile per l'applicazione della presunzione stabilita dall'art. 2049 c.c., è l'accertamento a carico del commesso o del domestico di un fatto illecito, sia esso doloso o colposo" (Trib. Sondrio 22 febbraio 1982, BBTC, 1985, II, 401, cfr. inoltre Trib. Torino 13 ottobre 1978, BBTC, 1979, 235, II: la colpa o il dolo dei funzionari della banca incaricati della custodia dei moduli di assegno comportano "ex" art. 2049 c.c. la responsabilità della banca stessa in ordine alla fuoruscita di tali moduli dal suo controllo esclusivo),

limiti di procura adeguatamente pubblicizzati, ove è stato affermato come sia valida ed opponibile ai terzi la procura il cui contenuto sia individuato secondo la qualifica del funzionario e non nominativamente:

"non sono applicabili i principi dell'apparenza del diritto e dell'affidamento del terzo nei confronti della banca preponente che abbia regolarmente pubblicizzato i limiti della procura. Non sussiste responsabilità della banca ex art. 2049 c.c. per il fatto illecito commesso dal dipendente qualora questi abbia trattato in proprio e manchi perciò il nesso di occasionalità tra l'evento dannoso e le mansioni svolte" (App. Milano 25 giugno 1993, BBTC, 1995, II, 35).



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