Legislazione e Giurisprudenza, Separazione, divorzio -  Mazzotta Valeria - 2014-12-15

ISTRUZIONI DEL MINISTERO PER SEPARARSI E DIVORZIARE - CIRC. MINIS. INT. 28/11/2014 - V. MAZZOTTA

Separazione e divorzio.

Negoziazione assistita e accordo davanti al Sindaco.

Il Ministero dell'Interno, con la circolare del 28/11/2014, detta alcune istruzioni applicative supplementari ai Prefetti, con il risultato di rendere la materia ancora più ambigua e complicare le modalità operative a carico degli avvocati

Con la circolare del 28 novembre 2014, il Ministero dell"Interno ha diffuso le istruzioni operative suppletive rispetto a quelle già contenute nella precedente circolare del 16 novembre, in materia di separazione e divorzio mediante ricorso alla negoziazione assistita o direttamente avanti al Sindaco.

Di fatto, i precetti interessano i Legali, il cui ruolo nelle anzidette procedure viene ulteriormente gravato di responsabilità, con il prevedibile risultato di rendere assai più vantaggioso l"utilizzo delle procedure tradizionali avanti al Tribunale.

Ecco le novità principali:

1) Separazione e divorzio con la negoziazione assistita: raggiunto l"accordo tra i coniugi per il tramite dei rispettivi avvocati, questi ultimi devono munirsi di un nulla osta o di un"autorizzazione del Procuratore della Repubblica o del Presidente del Tribunale, secondo che vi siano o meno figli minori o maggiorenni non autosufficienti o con handicap grave. L"accordo con il nulla osta o con l"autorizzazione all"ufficiale di stato civile va quindi trasmesso obbligatoriamente   entro il termine di 10 giorni, a pena di sanzione amministrativa a carico dell"avvocato inadempiente o ritardatario. Ricordiamo che la legge di conversione prevede che ciascuna parte sia assistita da un avvocato. Orbene, secondo il Ministero, l"accordo va trasmesso da ciascuno degli avvocati, e quindi, stando alla lettera, non sarebbe sufficiente che venisse inviato da uno solo dei Legali che assistono i coniugi, con consegnate inutile aggravio di formalità, essendo privo di senso che non possa provvedervi uno soltanto dei due.

2) Separazione e divorzio davanti al Sindaco: la circolare ribadisce il divieto di ricorrere a tale procedura nel caso in cui si intenda effettuare un patto di trasferimento patrimoniale, ed aggiunge che la ratio della norma è quella di «escludere qualunque valutazione di natura economica o finanziaria nella redazione dell"atto di competenza dell"ufficiale dello stato civile». Con la conseguenza che  "in assenza di specifiche indicazioni normative va pertanto esclusa dall"accordo … qualunque clausola avente carattere dispositivo sul piano patrimoniale, come – ad esempio – l"uso della casa coniugale, lo stesso assegno di mantenimento, oppure qualunque altra utilità economica tra i coniugi dichiaranti".

Se ne deduce che è possibile ricorrere alla separazione o divorzio in Comune solo nell"ipotesi in cui l"accordo inerisca una coppia senza figli ed economicamente autosufficiente, sicchè il contenuto dell"atto consti esclusivamente nella decisione di separarsi o divorziare.

La circolare fa poi chiarezza in ordine ad altri aspetti procedurali. In primis, quando l"avvocato trasmette ai sensi dell"art. 6 d.l. l"accordo, non è tenuto a formulare un"istanza (circolare n. 16/2014). Inoltre, in caso d"accordo davanti al Sindaco, deve essere esatto il diritto fisso massimo di 16 euro.

Infine, il triennio per chiedere il divorzio decorre, nel caso di negoziazione assistita, dalla data certificata del raggiungimento dell"accordo, mentre nel caso di procedura avanti al Sindaco, dalla data di redazione dell"accordo.



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