Articoli, saggi, Generalità, varie -  Redazione P&D - 2014-04-25

LA CATARSI DELLIGNORANZA E LA PICCOLA CONSOLAZIONE DELLONNISCIENZA TILLINANA - Giuseppe PALAZZOLO

1. La recente favola di Till, ora spostata sugli studenti che lo hanno per massima sventura incontrato nella loro vita musicale, con una breve appendice su Panettone, e la sua mancata adesione agli auguri pasquali che gli abbiamo inviato, dimostrano, inconfutabilmente, che ha voluto chiudere le porte ad ogni futuro scambio polemico col suo dolce interlocutore.

E, dunque, lo spostamento del tiro sugli incolpevoli studenti, l"abbandono del tono favolistico dedicato prima all"Accademia universitaria, e le poche pagine, benché durissime, contro il rozzo Panettone, mostrano un"uscita di scena claudicante e miserevole, che toglie l"originario entusiasmo dello scambio, avvenuto sulle pagine di questa rivista.

Noi, che nell"ignoranza spesso ci tuffiamo, come gli ippopotami nel fiume africano, o i porcellini nel fango del gregge di Epicuro, non abbiamo mai mancato di indicare all"onnisciente Till, alcuni esempi di moderazione, tratti dalle figure di altissimi musicisti; da Croce a Borgese, dal Santoro al Carnelutti, dall"Oppo all"Irti, ed alla recente opera del Grossi, tutti ben consci di quanto sia limitato il sapere umano, e dunque rivolti a contemplare la scienza con la leggerezza dei veri sapienti, non adusi alla sterile e virulenta polemica tilliana .

La Sapienza, infatti, tra tutte le virtù umane la più mite, siccome conseguente dalla Prudenza, collocata tra le virtù cardinali, ed al contempo serissima, non può, tra i viventi, raggiungere la sommità sperata da Till, vale a dire quella che i credenti vedono solo in Dio, causa sui, poi somministrata agli uomini con le semplici parole del Cristo, Dio fatto uomo, di fronte al quale ogni sapere umano deve piegare il ginocchio in atto di perenne contrizione.

Solo questo semplice e naturale pensiero, che ognuno giornalmente può fare interrogando se stesso, fuori da ogni moralismo di facciata, possiede la forza di placare l"egoismo narcisistico degli uomini, anche di quelli acculturati, che, pur sapendo nuotare, annegano nel compiacimento del loro limitato sapere, immergendosi in acque inquiete, oscure e profonde dalle quali è poi difficile risalire.

Riteneva Platone che la bellezza è lo splendore della verità; ma, nel nostro caso, non potendosi considerare bello il pensiero esasperato dal concettualismo, ove le contraddizioni si affastellano l"una sull"altra, il disegno idoneo a contenere verità e bellezza, cui tendono tutti gli scrittori assennati è destinato a perire, quando prevale l"egoismo narcisistico dell"autore, che nulla concede alle intelligenze in formazione degli utenti del suo poderoso Manuale di composizione musicale.

Ed allora, premessa la cruda verità del brutto anzidetto, sia consentita una riflessione finale, correlata alle lamentele di Till sulla mediocrità dei giovani musicisti – mediocrità tal ultima - che non li condurrà mai a brillare nel firmamento della musica colta. Lo stesso Till afferma nelle prefazioni dell"opera anzidetta, ammettendo la verità del nostro argomentare, che il livello della sua composizione meglio si apprezza da parte degli studenti eccezionali e per i diplomati con lode, senza considerare che in circa trenta anni di diffusione del suo pensiero musicale tale livello non è per nulla migliorato, stando alle sue ultime riflessioni sui giovani artisti.

Miglior sorte hanno avuto gli antichi Maestri del nostro sistema e, più di recente, i musicisti che hanno attraversato da lungo tempo la mezza età, e dunque Till stesso, che nella loro formazione incontrarono la chiarezza e la concentrazione della manualistica musicale più antica[1], quando il libro, nelle angustie della vita passata, induceva lo studente volenteroso di apprendere a considerare il manuale un amico. Erano i tempi in cui i cappotti si giravano due volte, per continuare ad indossarli, finita la prima facciata, e quando, il grande Nicolò ed il Pugliatti, suo maestro, entrambi maestri cantori a poco più di venti anni, per mantenersi agli studi dovevano affrontare il lavoro estivo di bagnino, il primo e quello di garzone - fornaio il secondo.

Ma, tutto questo, il nostro aristocratico musicista, pur sapendolo, finge di averlo dimenticato.

Sì che, per dare un senso compiuto alla nostra scrittura non polemica, bensì serena e disinteressata, conviene riportare, a rimprovero del modo tilliano di rapportarsi con gli studenti di musica dei suoi passati corsi, un passo del Carnelutti, il cui sapere, in confronto a quello limitatissimo di Till, spiega la proporzione tra il nano ed il gigante: "…  Poi, quando mi sono, man mano, più sciolto con loro e ne ho tollerato, anzi ne ho desiderato le interruzioni, è stata qualcuna di queste che mi ha aiutato a trovar la ragione più profonda. Non mi ricordo dove (ah! è stato nella prefazione ai Dialoghi con Francesco) ho scritto che se la sapienza non si tuffa di continuo nella ignoranza, rischia di morire asfissiata. […] Che ci possa essere qualche rapporto tra la consolazione dell'ignoranza e la consolazione della filosofia? Fatto sta che quell'ignoranza, qualche volta, illuminava il problema come un raggio di sole: il problema, intendo, che formava oggetto della lezione; ma ha illuminato anche quello, che forma oggetto del colloquio di stasera[2] "

2. Posta la calma premessa che precede, ora col fine dichiarato di agitare le calme acque ove Till, con l"ultima parola galleggia, è da dire che, con una sintesi estremamente partigiana egli riporta, nel suo ultimo canto, ciò che gli conviene per mettere in ridicolo l"ignorante Panettone, altresì, preoccupato che possa veder luce la corrispondenza tra di loro intercorsa nel periodo più recente, in buona sostanza diffidandolo a non porre in essere il suo disegno.

Ma, qui dobbiamo ancora una volta deluderlo visto che ci sorregge nella nostra iniziativa il fatto che lui rappresenta, nell"immaginario collettivo dei musicisti e degli studenti che per massima sventura lo hanno incontrato col suo Manuale di composizione musicale appresso, il primo tra i denigratori viventi, aduso all"invettiva e al turpiloquio, perciò, destinato, già in vita, alla dannazione di vagare senza requie nell"Ade dell"accademia dei maestri cantori, col cappello in mano, per raccattare il consenso di quei pochi sventurati ancora incantati dalle sue canzoncine.

Till ci accusa, dunque, di aver copiato " parola per parola " le informazioni, necessarie e sufficienti a contrastare l"ermellino di studioso che pretende di indossare nella conoscenza della musica colta e nell"arte letteraria in genere, accusandoci di plagio, e calando una pietra tombale sulla nostra ignoranza.

Ma, lo spirto farneticante che in lui oggi si incarna, non sa che il reato di plagio si commette nei confronti di una persona fisica, o giuridica, in quanto titolari di un diritto riservato su di un"opera intellettuale; mentre Wikipedia, quale motore enciclopedico di ricerca non ha un titolare riservato, essendo composta dal libero contributo di una moltitudine di appassionati, e, nella sua purezza, volta a cogliere sterminati confini, si propone di aggiornare le conoscenze del mondo intero, in ogni lingua e per ogni argomento dello scibile umano.

Così posta la vicenda, non avendo Panettone commesso alcun reato, salvo che Till non lo voglia far accertare nelle dovute sedi giudiziarie, il nostro prezioso intellettuale che copia i titoli delle sue opere preferite in tedesco, non conoscendo, né lo scritto, né il parlato della lingua, espone due gravi debolezze argomentative, che, a tutto campo, si espongono alla nostre censure.

Ammesso il riporto delle notizie anzidette da Wikipedia, solo per la parte documentale necessaria, così come facemmo per i verbali del suo antico concorso musicale, Till ha dovuto assorbire il colpo, stante l"assenza di una sua giustificazione volta a sostenere che le notizie medesime non siano vere.

Noi, infatti, abbiamo trovato facilmente ciò che a lui era ignoto sulla caratura del personaggio che ha voluto impersonare nello scambio; non sapendo, appunto, che Till era un buffone, ciarliero ed inattendibile, tanto quanto lui stesso si appalesa alla platea dei lettori, con lo specchio e la civetta in mano.

Mentre sul sistema dell"improvvisazione, comune alla musica classica e al jazz, anche lì nessun reclamo, essendo bastato riferirgli ciò che ogni musicista conosce, fin da quando inizia a studiare il suo strumento. Il nostro ardire, è consistito nell"infiorettare le dette nozioni generali con qualche riferimento empirico di comune storia musicale, riportato sui musicisti da lui tanto amati, dei quali non sa nulla di più del titolo delle loro opere che con sforzi immani ricopia in tedesco.

Qui giunti, può senza dubbio di smentita affermarsi che la montagna gazzoniana ha partorito un"altro modesto topolino, il cui squittio non convince più nessuno, stante la sua completa nudità; ciò che lo costringe a cercare nei pochi cortigiani a lui fedeli ( ma, per poco ancora ) un qualche consenso, idoneo a mantenerlo in vita.

Anche le notizie sulla tauromachia per come concepita nella storia e nella immaginazione di Hemingway sono patrimonio comune della cultura generale, facilmente accessibile dai siti enciclopedici che lo contengono, cui il rancoroso Till, alla stregua di tutti gli scrittori, siamo sicuri, accede; tuttavia, dimentica, che lui e noi sfruttiamo, per pubblicare le nostre canzoni, proprio il sito elettronico di Persona e danno, appagando, da una parte, il nostro narcisismo, vedendo subito in rete, a disposizione di una indeterminata moltitudine di lettori, gli scritti, e dall"altra, esponendoci, con tale lettura gratuita ed universale al giudizio di tanti curiosi che divertiti dalle puntate successive accedono al sito.

Questo è il prezzo che si paga per comparire sulle pagine elettroniche, esponendosi ad una sterminata platea di utenti, che dall"alto della loro neutralità potranno apprezzare o meno i contributi degli autori che si scambiano le loro opinioni in piena libertà di espressione.

Ma, poi segue il giudizio di costoro, più indulgente verso le forme del dolce Panettone che per quelle aristocratiche di Till, uomo di assoluto sapere che non si tuffa mai nella catarsi purificatrice dell"ignoranza, riducendo il mare grande della conoscenza ad una misera piscina casalinga, nella quale non è facile affogare dolcemente, come affogano nello sterminato oceano, coloro che sanno contemplare l"infinito leopardiano, oltre la siepe di un qualsiasi giardino.



[1] Per tutti, senza detrimento dei pochi manuali circolanti in quel tempo, sia consentito ricordare il DE RUGGERO – MAROI, Istituzioni di diritto privato, in due volumi, Principato editore, Milano, 1937, III ed., con riferimento al nuovo codice civile, per giungere alla monumentale Opera del MESSINEO, Manuale di diritto civile e commerciale, Milano, Giuffrè, che nel 1958 era gia arrivato all"ottava edizione.

[2] Cfr., F. CARNELUTTI; Dialoghi con Francesco, Roma, Tumminelli, 1947; ID., Il canto del grillo ( ristampa ) Cedam, 2014, pp. 34-37



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