Articoli, saggi, Risarcimento, reintegrazione -  Mazzon Riccardo - 2013-08-09

LA CONDANNA DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE AD ELIMINARE LE CAUSE CHE PROVOCANO DANNO A TERZI - RM

L'inosservanza delle regole tecniche, ovvero dei canoni di diligenza e prudenza, da parte della pubblica amministrazione, nella gestione e manutenzione dei beni che ad essa appartengono, può essere denunciata dal privato, dinanzi al giudice ordinario – spetta infatti alla giurisdizione del giudice ordinario e non a quella del giudice amministrativo conoscere della domanda con cui un privato chiede la condanna della pubblica amministrazione a eseguire su un bene pubblico le opere necessarie per eliminare le cause che provocano danni a terzi:

"nella relativa controversia, infatti, non è in gioco una posizione di supremazia della pubblica amministrazione che si sia manifestata attraverso atti o provvedimenti, ma è in discussione l'osservanza da parte dell'ente pubblico del generale principio del "neminem laedere", che si sostanzia, nella specie, nel dovere di sistemazione e di manutenzione dei beni pubblici in conformità con le normali regole di prudenza e di diligenza, al fine di evitare che essi possano recare danno a terzi" (Cass. Civ., sez. un., 11 maggio 2007, n. 10751, GDir, 2007, 26, 69 - da ultimo, amplius, cfr., amplius, da ultimo, "Responsabilita' oggettiva e semioggettiva", Riccardo Mazzon, Utet, Torino 2012) -,

non solo ove la domanda sia volta a conseguire la condanna della al risarcimento del danno patrimoniale, ma anche ove sia volta a conseguire la condanna, della pubblica amministrazione medesima, ad un "facere", in quanto la domanda non investe scelte ed atti autoritativi dell'amministrazione, ma attività soggetta al rispetto del principio del "neminem laedere" (nella recente pronuncia che segue, ad esempio, le Sezioni Uunite hanno dichiarato la giurisdizione del g.o. nella controversia promossa da un privato nei confronti di un Comune per ottenerne la condanna all'adozione delle misure necessarie ad evitare il degrado di una strada comunale, oltre al risarcimento dei danni):

"l'inosservanza da parte della p.a., nella gestione e manutenzione dei beni che ad essa appartengono, delle regole tecniche, ovvero dei canoni di diligenza e prudenza, può essere denunciata dal privato dinanzi al g.o. non solo ove la domanda sia volta a conseguire la condanna della p.a. al risarcimento del danno patrimoniale, ma anche ove sia volta a conseguire la condanna della stessa ad un "facere", giacché la domanda non investe scelte ed atti autoritativi dell'amministrazione, ma attività soggetta al rispetto del principio del "neminem laedere". Né è di ostacolo il disposto dell'art. 34 d.lg. 31 marzo 1998 n. 80, come sostituito dall'art. 7 l. 21 luglio 2000 n. 205 - che devolve al g.a. le controversie in materia di urbanistica ed edilizia - giacché, a seguito della sentenza n. 204 del 2004 della Corte cost., tale giurisdizione esclusiva non è estensibile alle controversie nelle quali la p.a. non eserciti alcun potere autoritativo finalizzato al perseguimento di interessi pubblici alla cui tutela sia preposta" (Cass. Civ., sez. un., 14 marzo 2011, n. 5926, GCM, 2011, 3).



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